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Amare te stessa come trampolino di lancio, con Janneth Olvera

07 Settembre 2023

A volte ti senti fuori strada solo perché forse non sei qui per seguire una strada già percorsa, ma per crearne una nuova, tutta tua.

È ciò che ha scelto di fare Janneth Olvera, coach LUNA certificata che dentro di sé ha trovato molte più risposte di quello che pensava.

In questa intervista ti racconta di come è riuscita a prendere il buono da ogni esperienza, facendo dell’amor proprio il trampolino di lancio per diventare coach.


Benvenuta Janneth!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Bella domanda. Tempo fa mi avrebbe messo in crisi. Oggi, invece, amo definirmi un’anima in viaggio su questa terra, in continua evoluzione e alla continua scoperta di sé stessa.

Poi sono mille altre cose: una donna curiosa, a volte forte a volte fragile, una bambina ribelle che ama crearsi le sue regole, una sorella, un’amica che ama conoscere nuove vite e culture, anche una coach, da poco.

Ho sempre cercato il mio posto in questo mondo, pensando che fosse qualcosa di statico, qualcosa che una volta trovato non sarebbe mai più cambiato. Con tanta gioia e piacere, ho scoperto che non può esserci nulla di più sbagliato. Siamo in continuo viaggio, in continua evoluzione, questo cambio di paradigma mi ha permesso di essere molto più flessibile e fluire lasciando andare il controllo.

Nella vita avevo preso una direzione lavorativa per quello che pensavo fosse giusto. Lavoravo nella ristorazione e nel turismo, un po’ perché è il lavoro di famiglia, un po’ perché mi piaceva e mi piace stare a contatto con le persone e aiutarle. Ma ho sempre saputo che quella, definitivamente, non sarebbe stata la mia strada.

Ho preso il buono da ogni esperienza lavorativa, per ascoltarmi e capire cosa volessi apportare in questo mondo, e dopo alcune ricerche interiori ed esteriori ho scoperto il coaching. Oggi questa è diventata la mia professione e amo che lo sia diventata per il mio sentire.

Mi definisco una Coach trasformativa che guida donne visionarie che non si sentono soddisfatte della propria vita e del proprio lavoro, che si sentono insicure, ingabbiate, a riscoprire la loro vera essenza, il loro potere, la loro magia, a manifestare la vita che meritano di vivere.

Ah, dimenticavo, mi chiamo Janneth!

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

La trasformazione e la luce che ho visto in me stessa (e anche in poco tempo, relativamente).

Durante la mia adolescenza, sentivo molta rabbia nei confronti della società e delle altre persone, i principi e i valori della società erano completamente opposti ai miei e questo mi faceva sentire sbagliata. Non volevo quello che la maggior parte delle persone voleva là fuori, una vita tranquilla con il posto fisso, il mutuo e una famiglia.

Volevo espandermi, conoscere nuovi posti, nuove persone, fare esperienze. Questo mi ha portata a ribellarmi alle regole e vivere in modo sregolato, passando da un estremo all’altro, finendo, però, per perdermi completamente, senza capire e sapere più chi fossi e cosa volessi realmente.

Quando ho iniziato questo percorso di crescita personale, sono riuscita finalmente ad osservarmi onestamente, con compassione e amore nei miei confronti. Ricordo che inizialmente ripetevo spesso questa frase: “Sto capendo molto di più della mia vita adesso, che in 27 anni”.

Sono riuscita ad osservare ogni situazione da altre prospettive e improvvisamente tutto ha avuto senso, anche i momenti più difficili.

In poco tempo i risultati si sono visti eccome, sia esterni che interni. Mi sentivo finalmente più sicura di me stessa, fiduciosa, tutta quella rabbia era improvvisamente scomparsa, lasciando spazio ad altre emozioni. Riuscivo a provare compassione e amore nei miei confronti e nei confronti delle altre persone. Questo mi ha portata a dire: “Wow! Se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutte”.

All’inizio volevo semplicemente condividere il mio percorso, le mie sfide, poi ho scoperto il coaching. Non sapevo che cosa fosse, mi sono informata e mi sono detta: “Ecco, tutto quello che ho integrato fino ad ora e che voglio portare al mondo si chiama coaching!”. Cosi è iniziata una ricerca su questa professione magica e potente.

Inizialmente, non sapevo benissimo a cosa andassi incontro, mi ricordo che ero alla ricerca di una scuola, avevo anche valutato alcune scuole, ma in nessuna avevo sentito un richiamo cosi forte come in LUNA Scuola di Coaching. Tra l’altro, completamente “per caso”, avevo visto su Instagram una pubblicazione di Anh, non sapevo chi fosse, non la conoscevo, eppure fu come un segno dell’universo: stava proprio parlando di LUNA ed erano rimasti anche pochi posti.

Il tempo di andare sul sito che avevo già mandato la candidatura, con non poca paura, ammetto. Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui mi iscrissi e feci il primo pagamento, le lacrime scendermi sul viso dalla felicità. Fu proprio la mia anima ad indicarmi questa scuola. E io non potevo che affidarmi.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

In realtà, prima di iniziare la scuola ero carichissima. Avevo la percezione sbagliata che l’unica cosa che avrei dovuto fare sarebbe stata studiare e sarebbe stato facile (amo studiare). Se ci penso, sorrido. Perché già dalla prima lezione mi resi conto che, invece, quell’anno sarebbe stato tanto intenso e rivoluzionario, e ovviamente in quel momento mi si aprirono scenari di mille paure, blocchi e resistenze.

Ero la classica ragazza che prendeva buoni voti perché amava studiare, ma senza mettersi troppo in gioco. Qui, invece, bisognava mettersi in gioco e anche tanto.

La paura più grande era quella di mostrarmi con tutte le mie fragilità, davanti a persone che fino a quel momento erano sconosciute. Non è stato per niente facile, soprattutto all’inizio, però più si andava avanti, più riuscivo ad esprimermi senza essere troppo nella mente e nel “starò facendo la cosa giusta?”, o ancora nel “chissà cosa starà pensando di me”.

Per me questo è stato un passo importantissimo, il primo passo che mi ha portata a rendermi visibile al mondo, senza la paura di essere giudicata, ma semplicemente per chi sono.

Ho fatto pace con tanti lati di me stessa che fino a quel momento avevo represso e questo ha avuto effetti straordinari nella mia vita privata e professionale. Mi sono resa conto che posso esser forte e fragile, sicura e insicura, e che questo non definisce chi sono.

Questo grande merito va ad Anh, alle magiche tutor di LUNA e alle fantastiche compagne di viaggio che in nessun momento mi hanno fatto sentire sbagliata o giudicata. Nella scuola si crea realmente uno spazio sacro, potente, magico, che ti permette di aprirti e mostrarti cosi come sei, con tutte le tue vulnerabilità.

È qualcosa che non si può descrivere a parole, un energia potente e magica che vorrei fosse presente in ogni momento e area della nostra vita.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Una cosa fondamentale per me è l’amor proprio, l’amore nei nostri confronti che apre le porte ad infiniti scenari e soprattutto ci permette di osservarci con compassione.

Una frase che mi disse Anh durante un incontro, che mi sono tatuata nel cuore, è stata: “Sii gentile con te stessa”. Questa è un po’ la filosofia del percorso che ho creato, Espandi la tua vita – partendo dal tuo essere, dove accompagno donne che sentono il bisogno di riconnettersi con il proprio sentire a manifestare la vita che meritano.

Lavoro molto sulla riprogrammazione mentale, che per me è stata fondamentale, ma soprattutto con le emozioni, con il corpo come “veicolo” per entrare nel proprio mondo interiore, per rimanere in ascolto, sentire. Creo uno spazio sacro in cui la coachee si senta tranquilla e supportata, in modo che possa far emergere tutto quello che sente in quel momento, senza giudizio, ma con tanta accettazione.

Uso anche meditazioni guidate, rituali che la coachee possa fare anche in completa autonomia, per instaurare un’intenzione o per lasciar morire quelle parti di cui non ha più bisogno, per poter partorire una nuova versione di se stessa.

Credo molto che per manifestare una nuova realtà bisogna ritornare a noi stesse, togliere strati, perdonare e perdonarci, morire e lasciar andare, per fare spazio e rinascere.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Qui te ne potrei elencare a bizzeffe! Sono stati tanti e ancora oggi ce ne sono, ho capito che ci saranno sempre ostacoli e che è anche il miglior modo per imparare e crescere. Quindi ben vengano gli ostacoli!

Ostacoli esterni tantissimi, a livello pratico avevo zero conoscenze su come iniziare a lavorare in proprio, mi riferisco proprio alla struttura di un Business, un Personal brand, e al Marketing per farmi conoscere e dire alle persone cosa facevo e come potevo aiutarle.

La soluzione è stata rimboccarmi le maniche, studiare e applicare, testare, vedere cosa funzionava per me e continuare così. In realtà, non credo di avere ancora trovato una struttura solida per il mio Business, ma va bene così per il momento. Sono alla ricerca di una Business coach che mi aiuti in questo processo.

Ostacoli interni, anche tanti. La poca chiarezza iniziale su chi volevo aiutare nello specifico, a chi volevo rivolgermi. Quel sentirmi nuovamente smarrita, la mente che diceva “e ora, che facciamo?”.

Ho cambiato nicchia più volte, pensando di dovermi adattare al mercato fino a quando ho capito che dovevo semplicemente seguire me stessa e la mia intuizione. Il pensiero che lì fuori ci fossero sicuramente donne allineate alla mia visione e in cerca del mio aiuto mi ha aiutata moltissimo a lanciarmi finalmente.

Un’altra difficoltà è stata anche il chiedere denaro per il mio servizio. Ho lavorato tanto su questo aspetto, imparando in primis a riconoscere io il giusto valore del mio lavoro e del mio tempo. Mi è stato molto di aiuto lavorare sulla mia mentalità, rivedere completamente tutte le convinzioni legate al denaro, ma soprattutto al sentirmi meritevole.

Inoltre, integrare la mia bambina interiore, vederla, riconoscerla, mi ha aiutata molto sia a sentirmi meritevole che a riscoprire la creatività che avevo messo da parte.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Scegliete LUNA Scuola di Coaching se volete approcciarvi ad un coaching molto più olistico e non solo incentrato sul fare. Quello che posso dire, poi, è che essere coach non è solo un lavoro, diventa proprio uno stile di vita. Quando sei coach incarni tutto ciò che condividi con le tue coachee.

Il mio consiglio è di essere aperte, pronte a mettervi in gioco, sapendo che sarà un viaggio che non avrà fine, perché ci saranno sempre nuove parti che emergeranno, nuove consapevolezze, nuovi ostacoli, si chiama vita!

Sicuramente, però, è un viaggio fantastico. In più, con gli strumenti che LUNA mette a disposizione diventa anche un viaggio molto più semplice.

Quindi se hai sentito questo richiamo, vai, buttati, perché sicuramente ne esci rinata. E quando ti volterai per vedere da dove sei partita, rimarrai sbalordita di quanta strada tu abbia fatto e quanta trasformazione!

Amare te stessa come trampolino di lancio, con Janneth Olvera

Puoi trovare Janneth su:


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