Le relazioni da coltivare per la tua crescita spirituale

Può capitare, ad un certo punto, lungo il proprio viaggio di crescita personale e spirituale, di ritrovarsi a provare fastidio e rigetto nei confronti degli altri.

In particolare, verso quelle persone che in qualche modo sembrano non capirci o non comprendere quello che stiamo vivendo; chi ci sembra “addormentato”.

Se anche a te è capitato qualcosa del genere, guarda questo video (o continua a leggere). Sebbene potresti credere che la soluzione sia fuggire dalle relazioni, in realtà si tratta di ben altro!


Le relazioni da coltivare per la tua crescita spirituale

Isolamento da risveglio spirituale?

Quando si intraprende un percorso di guarigione interiore può appunto succedere di sentire il bisogno di isolarsi dal mondo per proteggersi.

Si inizia a provare sempre più fastidio per il modo in cui gli altri vedono le cose. Ci si sente diversi e incompresi. Perfino i rumori diventano troppo da sopportare.

Eppure, in quanto anime prima di tutto, è proprio attraverso le relazioni con le altre persone che riusciamo ad evolvere davvero a livello spirituale, poiché gli altri ci fanno da specchio.

Può essere che, in realtà, uno dei motivi per cui proviamo fastidio è perché proiettiamo la nostra ombra sugli altri, esasperando gli aspetti di noi su cui stiamo ancora lavorando (o che addirittura ancora non vediamo o abbiamo represso).

La “scomoda verità” è che…

La guarigione e il cambiamento non hanno luogo da un’energia di scontro o rifiuto, bensì dalla compassione e dall’accettazione.

  1. Il modo in cui gli altri ti trattano è un riflesso di come tu tratti te stessa. Lo fai con gentilezza e accoglienza? O con giudizio, critica e aggressività?
  1. Ciò che giudichi e ti dà molto fastidio negli altri è anche ciò che giudichi e consideri inammissibile in te stessa. Ti dice qualcosa?
  1. Grazie alle relazioni con gli altri abbiamo l’opportunità di osservare i nostri pattern ricorrenti da sciogliere. Inoltre, impariamo a conoscere e stabilire i nostri confini, per dare valore ai nostri bisogni più profondi.

Certo, non è sempre detto che le altre persone rispettino le nostre necessità o, più in generale, le nostre scelte in questo percorso spirituale. E va bene così.

Siamo noi in potere di scegliere come rispondere a ciò che è, sempre.

Alla prossima puntata!


E la tua esperienza con le relazioni nel tuo percorso di crescita personale e spirituale qual è? Anche tu stai vivendo o hai vissuto un periodo di fastidio e rigetto nei confronti degli altri?

Se vuoi raggiungerci per parlarne insieme, ti aspettiamo a braccia aperte nel gruppo gratuito Shine - Coaching per l'Anima su Facebook.

Se invece stavi cercando una risorsa per creare uno spazio energetico dove favorire l'espansione della consapevolezza in te stessa e negli altri, dai un'occhiata al corso gratuito Co-creazione.

Perché le credenziali ICF possono fare la differenza per il tuo business?

Se hai deciso di diventare coach e sei in procinto di scegliere un corso di formazione attraverso cui realizzare questo tuo desiderio, probabilmente ti sarai imbattuta in un nutrito ventaglio di possibilità.

E, probabilmente, ti sarà capitato di incontrare termini quali “accreditamento” o “credenziali”, accompagnati da un sacco di acronimi o di termini inglesi.

Nella stessa pagina di presentazione di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima presentiamo con orgoglio il fatto che quello da noi proposto è corso professionalizzante accreditato ACTP (Accredited Coach Training Program) di livello 2 dall’International Coaching Federation (ICF).

Ma cosa significa tutto questo all’atto pratico?

E, soprattutto, il frequentare un corso accreditato ICF quale tipo di beneficio comporta per te, futura coach?

Scopriamolo insieme.


Cos’è l’International Coaching Federation (ICF)?

Dal sito di ICF Italia:

“…International Coaching Federation (ICF), la più grande associazione professionale internazionale di coach, con oltre 70.000 membri in più di 141 nazioni. Il suo scopo è quello di sviluppare, sostenere e preservare l’integrità della professione di coach, e di porsi come punto di riferimento per accrescere la fiducia del pubblico per il mondo del coaching.”

Dal 1995 ICF si propone di fungere da punto di riferimento per tutti i coach del mondo, facendosi portavoce di standard elevati basati su di un insieme di valori e competenze fondamentali, tanto da aver redatto uno specifico Codice Etico da cui derivano i principi guida e le competenze che i coach accreditati ICF dovrebbero soddisfare in tutte le loro interazioni con i clienti.

Integrità, eccellenza, collaborazione e rispetto sono i valori cardine su cui trovano fondamento la filosofia e la missione di ICF, il cui fine è quello di diffondere nel mondo i principi etici e gli standard di comportamento ICF per tutti i professionisti facenti parte dell’organizzazione.

Cos’è una credenziale ICF?

Una credenziale ICF è una certificazione professionale che dimostra il completamento di un rigoroso processo di formazione e di esperienza sul campo nell’ambito del coaching.

A tal proposito,nel 2022 il Global Consumer Awareness Study ha rilevato che l'85% dei clienti di coaching afferma che è importante o molto importante che il proprio coach possieda una certificazione o una credenziale [Fonte: https://coachingfederation.org/credentials-and-standards/benefits].

In altre parole, ottenere una credenziale ICF ti offre credibilità immediata e maggiore visibilità in quanto coach nei confronti dei tuoi potenziali clienti.

L'ottenimento di una credenziale ICF è infatti una garanzia di qualità per la tua professione di coach, poiché attesta che il tuo business segue standard di settore elevati.

Come ottenere una credenziale ICF?

Esistono tre tipi di credenziali ICF:

·      Associate Certified Coach (ACC)

·      Professional Certified Coach (PCC)

·      Master Certified Coach (MCC)

Per poter ottenere una credenziale ICF è necessario dimostrare di aver soddisfatto i seguenti requisiti:

·      Aver frequentato e conseguito una certificazione di coach in una scuola accreditata ICF, come LUNA Scuola di Coaching per l’Anima;

·      Aver svolto un numero minimo di ore di coaching (il cui ammontare specifico va crescendo a seconda che si voglia ottenere una credenziale ACC, PCC o MCC);

·      Aver passato con successo un test di ingresso all’interno del quale gli esaminandi vengono valutati non solo rispetto alle competenze di coaching, ma anche sulla base della loro etica professionale.

Le credenziali sono valide solo per un definito arco di tempo, ovvero 3 anni, dopodiché sarà necessario rinnovarle. Affinché ciò sia possibile, i coach intenzionati a rinnovare la propria credenziale dovranno dimostrare di essersi impegnati in una formazione continua atta a garantire l’adesione agli alti livelli di qualità dell’organizzazione.

Inizia con il piede giusto!

In questo articolo hai avuto modo di toccare con mano quanto sia importante investire innanzitutto in una formazione seria e adeguata per far fiorire, in futuro, il tuo business come coach.

Se vuoi scoprire di più sul meraviglioso percorso professionalizzante di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima, clicca qui.

E se il coaching ti ispira parecchio, ma ti stai ancora domandando se sia davvero la strada giusta per te, clicca qui e corri subito a fare il quiz gratuito per scoprire se sei pronta a diventare coach.

Al prossimo articolo!


Perfezionismo? Come guarire per il bene della tua attività

Vorresti fare dei video per promuovere la tua attività di coaching, ma non ti senti ancora pronta

Magari vorresti tanto lanciare un servizio che sai sarebbe trasformativo, però non hai ancora tutto in chiaro.

E quel prodotto nuovo che bolle in pentola? Vorresti proporlo alle persone, ma non è ancora perfetto.

Ecco. Se queste affermazioni ti suonano familiari e rispecchiamo la tua attitudine nel business, premi play!

In questo video parliamo di come fare per guarire dal perfezionismo per il tuo bene e quello della tua attività.


5 spunti utili per guarire dal perfezionismo

Il perfezionismo è…

Il perfezionismo altro non è che una modalità di sopravvivenza, un meccanismo di difesa che ci è tornato utile in un periodo della nostra vita, generalmente durante l’infanzia.

Un esempio?

Se in casa nostra abbiamo assistito a frequenti scatti d'ira, da bambine potremmo aver sviluppato il terrore di fare qualcosa di sbagliato e subirne le conseguenze. 

Così, potremmo aver assunto (e perpetuato) il ruolo della “brava bambina” che si adegua alle aspettative altrui per fare felici gli altri e sentirsi al sicuro, mantenendo la calma in famiglia.

È in ambienti come questo che si sviluppa la convinzione più recondita su cui è basato il perfezionismo, ovvero che devo sempre fare tutto alla perfezione, altrimenti non valgo nulla.

O ancora, devo essere perfetta per essere amata o accettata.

Per guarire bisogna…

Il primo passo per guarire dal perfezionismo è iniziare a disidentificarti dai tuoi risultati, distaccandoti da loro e ritrovando il tuo valore intrinseco.

Tu hai valore a prescindere.

Se fai un errore, non generalizzare la situazione, ma contestualizzala: sbagliare è umano.

Osserva i tuoi pensieri e le tue dinamiche condizionate e sii gentile con te stessa.

Coltiva una relazione potenziante con te, diventando la tua prima sostenitrice.


Anche tu ti trovi a svolgere la revisione periodica di come stanno procedendo le cose nella tua attività, ma c’è il rischio che sfoci nel perfezionismo?

Se vuoi raggiungerci per parlarne insieme, ti aspettiamo a braccia aperte nel gruppo gratuito Shine - Coaching per l'Anima su Facebook.

Se invece stai cercando una risorsa che ti aiuti a riappropriarti del tuo grande potenziale e a ritrovare la chiarezza per raggiungere ciò che desideri davvero, dai un’occhiata al corso gratuito Vivi i tuoi sogni.

Coltivare la consapevolezza grazie al coaching, con Elisa Romeo

Coltivare la consapevolezza grazie al coaching con Elisa Romeo

Coltivare la consapevolezza grazie al coaching, con Elisa Romeo

Che cos’è la consapevolezza? Ne parliamo molto spesso perché crediamo che sia un primo importante passo per un processo di trasformazione.

Vi succede mai di essere preda di incomprensibili paure, dubbi e preoccupazioni che vi impediscono di affrontare serenamente le piccole e grandi sfide della vita?

Tutto questo accade quando non siamo consapevoli di ciò che siamo: ci identifichiamo con i nostri pensieri e con le nostre emozioni, e nel fare questo pian piano perdiamo dei pezzi di Anima, con il rischio di trascurare sempre più la nostra voce interiore.

Quindi, come possiamo coltivare la nostra consapevolezza? Con il coaching!

Grazie alle numerose tecniche di coaching che abbiamo a disposizione, possiamo permetterci di diventare come siamo, senza soccombere ai propri giudizi e, men che meno, a quelli degli altri. Possiamo essere fiduciose e procedere con tranquillità nel nostro cammino, poiché impariamo a prendere delle decisioni in accordo con il nostro cuore, senza dover dimostrare niente a nessuno.

E finalmente, possiamo abbracciare ciò che è stato finora, riconoscerne il merito e poi decidere consapevolmente che è tempo di qualcosa di diverso per noi stesse, e lasciare andare ciò che oggi non è più necessario.

Nel post precedente, abbiamo affrontato la forza trasformatrice dello yoga e del coaching, mentre in questa intervista parliamo della consapevolezza e di come coltivarla grazie al coaching.

Lo faremo con Elisa Romeo, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Elisa!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Elisa e mi definisco una mindful coach: accolgo donne travolte dal vortice della quotidianità che vogliono fermarsi un momento per rimettersi in ascolto di loro stesse, ritrovarsi e riscoprirsi, e le supporto mentre raggiungono i loro obiettivi con armonia e consapevolezza.

Se non ho un libro in mano, sto comunque leggendo qualcosa (musica, tarocchi, o le etichette dei prodotti per sapere se posso mangiarli: sono vegana). Scrivo diari da quando so scrivere e nella mia playlist trovi da Bach a Elio e le Storie Tese.

Sono una personalità INFJ, enneagramma tipo 4, Sole in Toro ma Luna e Ascendente in Pesci.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Anche se in realtà nasco musicista, mi ha sempre appassionato lo studio del nostro mondo interiore: per questo scelsi di studiare anche psicologia.

Quando poi mi sono avvicinata al mondo dei tarocchi, continuavo a sperimentare una sorta di frustrazione durante le letture: i significati e i ‘verdetti’ che mi comunicava la lettrice di turno mi lasciavano sempre piena di domande irrisolte.

Cominciai a studiarli seriamente, frequentando corsi dagli approcci diversi, ma questo non risolveva il problema di fondo, perché non creava un dialogo aperto tra le carte e la persona che le interrogava.

Allora ho iniziato a fare letture in cui ero io a fare le domande, aiutando la persona a tirare fuori le proprie risposte evocate dal dialogo con i simboli delle carte. Trovavo questo tipo di approccio enormemente potenziante ed efficace per far emergere nuove consapevolezze.

In quel periodo mi rivolsi proprio alla magnifica Jessica Pellegrino, Coach e MoonTutor senior di LUNA, per fare un percorso di coaching: fu davvero un’esperienza illuminante, dove oltre ai risultati personali raggiunti ho trovato un approccio molto affine a quello che stavo sviluppando. Nessuno mi insegnava o dava consigli, nessuna interpretazione dall’alto o giudizio: con le domande giuste aumentava la mia comprensione, l’accettazione, e sperimentavo la messa in atto delle risorse che avevo già a mia disposizione per far fronte alle situazioni che volevo migliorare. Passo dopo passo, avevo coltivato la mia consapevolezza non più da sola, ma grazie alla presenza, all’ascolto e alle domande di Jessica.

Così ho deciso di iscrivermi a LUNA Scuola di Coaching per l'Anima, e ne sono stata entusiasta.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Devo dire che il sentimento preponderante era l’entusiasmo: la presentazione del corso mi aveva subito affascinata perché in sintonia con molti dei miei studi pregressi e delle mie passioni. Poi avevano già condiviso il calendario delle lezioni, così ho potuto valutare molto bene il tipo di impegno previsto e se potessi organizzarmi per seguirlo al meglio.

L’unica cosa che posso dire è che, pur conoscendo la grande professionalità di Anh e del suo team, temevo che il corso avrebbe potuto scendere comunque poco in profondità rispetto alle mie aspettative, e invece così non è stato, anzi!

Abbiamo avuto modo di lavorare davvero in profondità prima di tutto su noi stesse, sul tipo di professioniste che vogliamo diventare, ma anche sul nostro potenziale personale e sulla nostra presenza e consapevolezza.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Il mio approccio di lavoro, non solo nel coaching ma anche nella mia esperienza ventennale nell’insegnamento e nell’educazione musicale, è sempre stato quello di aiutare lo sviluppo delle potenzialità delle persone, e di renderle sempre più autonome e consapevoli delle proprie risorse e responsabilità, di ciò che è in loro potere fare per migliorare, e di quanto sia importante partire dall’accoglienza di ciò che c’è già.

Mi piace dire che "coltivo punti interrogativi", perché le domande restano uno degli strumenti più potenti per poter aprire nuovi orizzonti verso mondi fantastici, ancora inesplorati e fortemente trasformativi.

Inoltre, mi piace integrare diversi strumenti ed esplorare la complessità della realtà con occhio aperto e curioso.

Per questo, nei miei percorsi utilizzo, oltre al coaching, anche le pratiche mindfulness, i Tarocchi, le carte Magia Interiore, il journaling, oltre ad alleati preziosi donati dalla natura (sono anche Naturopata e Floriterapeuta).

Ho integrato tutto questo grazie al lavoro con gli Elementi, in maniera simbolica ma non solo: riuscire ad equilibrarli ci permette di tornare a vivere in armonia con noi stesse e con il mondo in cui viviamo.

Il punto di partenza è sempre e comunque lo spazio condiviso: creare il giusto ambiente energetico in cui poter lavorare insieme, potersi aprire e accogliere, poter scendere in profondità per far emergere nuove consapevolezze e co-creare nuove realtà è un presupposto fondamentale perché il lavoro diventi efficace.

Per questo gran parte del mio lavoro avviene prima che inizi la sessione, perché io possa essere in uno stato di presenza ottimale, e dopo la sessione, per rielaborare i contenuti emersi in sessione e predisporli affinché possano nutrire il prossimo incontro.

Ho sintetizzato questo processo con il motto: respira, comprendi, trasforma.

È questo, in sintesi, il percorso che propongo alle mie clienti.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Uno degli scogli più grandi da superare è stato quello della fiducia nelle mie capacità: sono sempre stata una grande studiosa, ma il mestiere di coach è anche molto pratico. Questa scuola mi ha aiutata ad acquisire sempre più fiducia grazie al supporto durante ogni fase e alla continua possibilità di sperimentare le varie tecniche, sin dalla prima lezione.

Inoltre, il lavoro su noi stesse è stato intenso e profondo, ed è inevitabile che ci siamo trovate, di tanto in tanto, di fronte a situazioni o eventi sfidanti per noi. In quei momenti mi è stato molto d’aiuto poter contare sul supporto del team e sul confronto con le mie compagne, oltre che su tutti gli strumenti di presenza, consapevolezza e self-coaching imparati durante il corso.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Di prepararsi ad un percorso altamente trasformativo innanzitutto per se stessi; è fondamentale mettersi in gioco e lavorare su aspetti di sé che, a prima vista, possono sembrare scomodi o spiacevoli, ma sono quelli che ci danno una maggiore opportunità di crescita. E di considerare senza dubbio questa scuola, perché fornisce una preparazione davvero completa ed entusiasmante!

Elisa Romeo Mindful coach

Puoi trovare Elisa in questi canali:
– Sito: elisaromeo.it  
– Instagram: @elisaromeo.it 


Se anche tu ti trovi in fase di riflessione, senti il bisogno di trovare più consapevolezza nella tua vita e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un'occhiata al nuovo corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d'Ispirazione.

Spiritualità: cosa significa davvero e perché coltivarla

Spiritualità: cosa significa davvero e perché coltivarla

Molte delle donne che iniziano a lavorare in proprio pensano che il business e la spiritualità siano concetti del tutto opposti. D'altronde, non sono poche quelle di noi che vengono educate fin da piccole a credere che la propria parte più “maschile”, logica e razionale sia quella che porta a casa i risultati concreti.

Così il rischio è che non si faccia altro che alimentare la propria mente, agendo con rigore e praticità. Se da una parte questo ci permette di raggiungere degli obiettivi personali e professionali, dall'altra, però, a lungo andare, ci conduce sempre a un'unica verità: vivere in questo modo non ci basta.

Quando non siamo connessi alla nostra spiritualità, non importa cosa realizziamo, niente può soddisfarci pienamente. È anche per questo motivo che sempre più persone decidono d'intraprendere un percorso di crescita spirituale, per riscoprire e portare alla luce un'altra parte essenziale del proprio Essere.

Prima facciamo un passo indietro, però. Cosa ci riferiamo propriamente quando parliamo di "spiritualità" in LUNA Scuola di Coaching per l'Anima? Te lo spieghiamo in questo blog post dedicato al suo significato e al motivo per cui ognuna di noi trarrebbe grandi benefici a integrarla nella propria vita.


Cos’è la spiritualità?

Quando parliamo di spiritualità non intendiamo nulla che abbia a che fare con la religione o dogmi vari, bensì ci riferiamo a tutto ciò che ci permette di acquisire una più profonda conoscenza di ciò che siamo e non siamo, della nostra vera essenza, ovvero del nostro spirito – la nostra Anima.

In tal senso, la spiritualità consiste nell'osservazione consapevole di noi stesse e i nostri processi interiori, per renderci conto che il nostro corpo, le nostre convinzioni e le nostre emozioni non rappresentano in toto chi siamo. Al contrario, quando smettiamo di identificarci con essi, troviamo dentro di noi la via più allineata al nostro sentire.

Essere spirituali significa quindi imparare a trascendere il proprio Ego - inteso come l’identità che ci siamo create e che crediamo di dover essere – e conoscersi profondamente, così da fare scelte e compiere azioni ispirate in linea con noi stesse, con ciò vogliamo veramente e con ciò per cui siamo su questa terra.

Perché è così importante?

Come dicevamo, chi trascura la propria parte più "femminile", intuitiva e accogliente, perché la considera debole e inutile per la produttività a cui oggigiorno si aspira, in verità, quello che sta facendo realmente è non prestare attenzione alle proprie emozioni e ai propri bisogni intrinsechi.

Questo modo di vivere non solo risulta insoddisfacente, deludente e frustrante nel lungo periodo, ma a conti fatti non permette neanche di esprimere al meglio il proprio potenziale (spesso nascosto) e, il più delle volte, conduce a una vita che sentiamo vuota e senza significato.

Solo quando si inizia a dare spazio anche alla dimensione emotiva e spirituale di sé, soddisfacendo questo nostro bisogno di esprimerci liberamente, senza giudizio, in tutta la nostra essenza, si può capire che è proprio accettando e integrando tutte le parti di noi che possiamo tornare a sentirci complete e trovare la pace.

Come fare a metterla in pratica?

Quando ci si avvicina al mondo della spiritualità è molto facile lasciarsi affascinare da tutto ciò che sembra fantastico: candele, pietre, oracoli, incensi, erbe, dee e chi più ne ha più ne metta. Ancora più comune è iniziare a leggere libri su libri e sforzarsi di mettere in atto le varie pratiche proposte.

Sebbene non ci sia niente di male in tutto ciò, la spiritualità ha poco a che vedere con l'ennesima trovata "new age" del momento, ma è più legata a un guardarsi dentro, al vivere e agire in maniera consapevole. Si potrebbe dire che essa non ha nulla di speciale, ma è molto semplice e ordinaria.

Certamente può consistere in pratiche d'introspezione, strumenti per dialogare con l'intuito o rituali energetici di vario tipo. Tuttavia, nella sua essenza, la spiritualità altro non è che un cammino di risveglio interiore che ci si sente chiamati a fare per avvicinarsi sempre di più alla propria Anima.


Anche tu desideri avvicinarti al mondo della spiritualità e ritrovare una connessione autentica con te stessa? Dai un’occhiata a Co-creazione, il corso gratuito dove impari un metodo semplice e intuitivo che ti aiuta a risvegliare la tua magia interiore, accedere alle risorse nascoste e trovare soluzioni inaspettate.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su anh.coach

Integrare il coaching dell'Anima nel proprio lavoro: si può?

Integrare il coaching dell'Anima nel proprio lavoro: si può?

Molte delle persone che si imbattono nel coaching durante il loro percorso personale e professionale spesso se lo chiedono: “Ma il coaching può essere utile anche a me che, di base, faccio un lavoro completamente diverso?”.

Tra di loro c’è chi svolge già altre professioni di aiuto, sostegno e accompagnamento alla persona e desidera apprendere nuovi strumenti; oppure chi lavora in ambiti di tutt’altro genere e non intende diventare coach, bensì vuole integrare delle competenze per aiutare i propri clienti in modo più profondo.

La risposta a questa perplessità è, dunque, tutt’altro che univoca. Ogni caso è a sé, perciò resta con noi: in questo blog post esploriamo insieme la questione, così che anche tu possa capire se la magia del coaching dell’Anima faccia o meno al caso tuo.


Il coaching va bene per chiunque…

O meglio, il coaching dell’Anima va bene per chiunque lavora “a contatto”, 1-1, con le persone e vuole imparare a facilitare nell’altro la riscoperta e la conoscenza di sé e delle risposte al suo interno, attraverso l’esplorazione di pensieri, emozioni e Anima.

Molte allieve di LUNA hanno integrato il coaching dell’Anima nella loro professione, poiché si impara un modo di interagire e di comunicare che aiuta il cliente ad accedere al suo potenziale nascosto, a valorizzarlo e a lavorare sui propri blocchi interiori.

Questo si può impiegare in ogni tipo di lavoro che ha a che fare con un altro essere umano, specialmente gli strumenti che si apprendono nel programma di Certificazione di Coach LUNA (CCL), i quali sono trasversali e adattabili a qualsiasi nicchia o situazione specifica.

Un esempio “particolare”?

Nel web design, ad esempio, attraverso il coaching dell’Anima si può lavorare con i clienti creando un percorso che li aiuti a capire nel profondo che cosa vogliono comunicare agli altri, che tipo di messaggio vogliono trasmettere e come mai è così importante per loro, quali emozioni desiderano suscitare nel lettore e via dicendo.

In particolare, può servire per supportare l’altro a superare la paura di esprimere se stesso, a superare la sindrome dell’impostore, così come accompagnarlo a conoscere ciò che è veramente (come persona e come professionista), affinché venga rappresentata a pieno la sua Essenza.

Anche la creazione di un sito web, o più in generale tutto ciò che rientra nell’ambito “business” (marketing, strategia, branding, copywriting, ecc.), tocca la parte emotiva della persona: le chiede di esporsi e mostrarsi, e questo può far sorgere dubbi, confusione, auto-critica, giudizi, timori, conflitti interni su cui si lavora molto bene con il coaching dell’Anima.

E ancora…

Un altro contesto è quello della fotografia. Spesso si pensa che il fotografo sia una figura che sta dietro le quinte e che il suo unico compito sia quello di fare delle belle foto. Invece, con il coaching dell’Anima è possibile unire l’aspetto più artistico di questa professione con modalità di facilitazione che aiutano il cliente a conoscersi, a portare alla luce lo stile di foto che desidera, le sensazioni che vuole immortalare in ogni scatto e così via.

Si possono quindi creare dei percorsi per valorizzare la persona e aiutarla ad arrivare “pronta” al servizio fotografico, portandola, per esempio, a conoscere meglio le parti nascoste di sé e gli archetipi che la abitano, ad allentare le barriere della razionalità che bloccano l’immaginazione, così che riesca a tirare fuori la sua forma più autentica e a mostrarsi con sicurezza.

Lo stesso può avvenire nell’ambito del personal training. Invece di limitarsi a un lavoro prettamente focalizzato sull’aspetto esteriore e sull’allenamento del fisico, si può utilizzare il coaching dell’Anima per aiutare la persona ad esplorare i blocchi, spesso di tipo emotivo, che le impediscono di raggiungere il benessere corporeo desiderato.

Integrare, senza snaturare!

Le professioni che gravitano attorno al coaching dell’Anima sono quindi numerose, appunto perché gli strumenti acquisiti non sono legati ad un unico contesto o expertise, bensì vanno a lavorare su come l’essere umano pensa (mente), sente (emozioni/corpo) e vive la sua identità (spiritualità).

L’importante, durante la formazione per diventare coach dell’Anima, è sperimentare il coaching ed esplorare le tecniche per individuare quelle più in linea con sé, più efficaci nel proprio ambito, senza snaturarsi o snaturare la propria attività, ma costruendo qualcosa di integrale e unico.

Il coaching dell’Anima, di fatto, è un metodo flessibile che si adatta al coach e al cliente. È un percorso che attiva le risorse di cui il professionista ha bisogno per sostenere, competentemente ed efficacemente, il processo di facilitazione con gli altri e co-creare relazioni potenzianti su tutti i fronti.


Il coaching ti sta chiamando? Allora dai un'occhiata alla Certificazione di Coach LUNA (CCL), un percorso professionalizzante completo, accreditato ACTP/Livello 2 (Accredited Coach Traning Program) dalla Federazione Internazionale di Coaching (ICF).

La forza trasformatrice dello Yoga e del coaching, con Giulia Panzeri


La forza trasformatrice dello Yoga e del coaching, con Giulia Panzeri

Lo Yoga non è solamente un'attività che comprende un movimento di tipo fisico. In questa pratica è presente qualcosa di molto più profondo e antico: una forte componente spirituale.

Praticare questa disciplina nel silenzio è qualcosa che riesce a regalarci maggiore consapevolezza del corpo e, allo stesso tempo, ci supporta nella conoscenza e nell’accettazione di noi stesse.

Lo Yoga è una filosofia di vita. Per chi lo insegna può diventare una vera missione, che permette di accompagnare le persone verso la loro Essenza, per scoprire i propri bisogni autentici.

Senza dubbio, non è un percorso sempre agevole, sia per chi lo intraprende sia per chi lo facilita. In questo caso il coaching può rendere questo processo ancora più intenso.

Grazie alla combinazione dei due approcci, quello yogico e quello del coaching, può nascere un canale funzionale ed efficiente per creare spazio per il cambiamento.

Nell'intervista precedente abbiamo parlato del manifestare la dea dentro di te, mentre in questo blog post ti raccontiamo della forza trasformatrice dello yoga e del coaching.

Lo facciamo con Giulia Panzeri, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Giulia!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Giulia e ho un intimo e accogliente studio di Yoga a Lugano in cui insegno Vinyasa, Yin e yoga prenatale. All’attività di insegnante di Yoga ho affiancato quella di coach grazie alla Scuola di Coaching per l’Anima di Anh.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Ho da subito concepito l’insegnamento dello Yoga come un accompagnamento delle persone verso la loro essenza, verso sé stesse, verso casa.

Il coaching mi permette di rendere più profondo e intenso questo accompagnarle alla scoperta dei loro desideri e bisogni profondi.

Credo che dalla combinazione dei due approcci, quello yogico e quello del coaching, possa nascere una via funzionale ed efficiente per creare spazio per il cambiamento; è per questo che in futuro offrirò anche l’opzione di affiancare alle classiche sessioni di coaching delle altre in cui lavoreremo sui temi emersi con e nel corpo.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Avevo già adocchiato le edizioni della scuola anni prima di decidermi a frequentarla; allora pensavo di essere troppo giovane per essere coach e di ‘non saperne abbastanza’, e poi volevo concentrarmi sullo Yoga.

Con il passare del tempo è cresciuta la mia comprensione di cosa fosse davvero il coaching e anche la fiducia che ho nei miei mezzi (grazie anche e soprattutto alla mia esperienza come insegnante di Yoga), quindi poi iscrivermi è stato abbastanza semplice.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Il mio approccio è lo stesso che uso per le mie lezioni; è estremamente importante che la persona che ho davanti si senta a suo agio, senza pressioni esterne e che capisca che verrà accolta nella sua interezza.

È nella creazione di uno spazio non giudicante in cui la cliente può viversi e esprimersi appieno che risiede, secondo me, il potere e la forza trasformatrice dello Yoga e del coaching.

In ogni mia lezione e in ogni mia sessione voglio che passi il messaggio ‘sei abbastanza così come sei’. Sono molto affezionata alle pratiche di ascolto delle emozioni ispirate alla tecnica RAIN di Tara Brach, (e in generale al suo approccio alla spiritualità) e devo dire che, nonostante sia partita in salita per me che lavoro molto più facilmente con le parole che con le immagini, mi sto convincendo sempre di più della potenzialità del lavoro con le carte.

Poi mi piacciono moltissimo la tecnica di integrazione delle parti e quella della posizione percettiva dell’io futuro.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Mi è capitato di farmi sopraffare dalla grandezza della questione portata dalla coachee, soprattutto quando non avevamo ancora affrontato la questione obiettivo della sessione.

In alcuni casi, specialmente all’inizio, poi sempre meno, mi ha presa la paura di non sapere come aiutare la persona; poi ho imparato che più che un aiutarla è un supportarla, un farle spazio, un tenerla.

Mi è anche capitato di assecondare la cliente invece che farle notare che stavamo girando intorno al vero nodo per paura di essere direttiva o, ancora peggio, di ferirla. Ho superato quest’ultimo timore chiedendomi quale fosse la cosa da fare per il bene della cliente.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Di lasciarsi sorprendere da questa magnifica esperienza, e di non avere fretta nel volersi sentire a proprio agio nel ruolo di coach; le cose cambiano, una sessione alla volta, un percorso alla volta.

Di mettere in conto che è prima di tutto un percorso di crescita personale, e quindi ci saranno delle chiamate al risveglio che saranno un po’ degli schiaffi in faccia, ma che finché c’è la disponibilità e il coraggio di mettersi in gioco e a cambiare prospettiva tutto funziona.

Puoi trovare Giulia in questi canali:
– YouTube: Yoging Giulia  
– Facebook: Yoging Giulia
– Instagram: @yogingiulia


Se anche a te piace aiutare gli altri e ti piacerebbe conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un'occhiata al nuovo corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d'Ispirazione.

Manifestare la Dea dentro di te, con Giui Russo


Manifestare la Dea dentro di te, con Giui Russo

Tutte noi abbiamo un grande potenziale, ma non sempre riusciamo a sfruttarlo appieno. Ci focalizziamo di più su ciò che ci manca, ciò che vorremmo essere o avere, e questa percezione di mancanza riguarda in modo particolare il nostro aspetto esteriore.

Quante volte ti è capitato di guardarti allo specchio e pensare “Ma quanto sono bella!”? Immagino non tante. Il rapporto con il proprio corpo, il mostrarsi, la visibilità, il non-piacersi, spesso ha radici molto più profonde che conducono al proprio mondo interiore.

E lo conferma anche Giui Russo, coach formatasi nella nostra Scuola di Coaching - LUNA, che si occupa di fotografia sciamanica e quotidianamente ha a che fare con donne che desiderano fortemente ritornare a splendere, riconquistando il loro potere e manifestando il loro potenziale.

Nell’articolo precedente ti abbiamo spiegato quanto sia importante non smettere mai di formarsi nella vita, mentre in questa intervista approfondiamo l’utilizzo del coaching per visualizzare e manifestare la dea che si muove dentro di te grazie alla fotografia.


Benvenuta Giui!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Giui e aiuto le donne a manifestare la dea dentro di loro grazie alla fotografia.

Mi piace chiamare questo approccio “fotografia sciamanica”, perché prima e durante il servizio fotografico accompagno chi ho di fronte a recuperare la propria anima.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Lavorando con le donne e la loro immagine mi sono resa conto di come il rapporto con il mostrarsi, la visibilità, il non piacersi nelle fotografie, avesse spesso radici più profonde e il lavoro con le clienti precedente al servizio fotografico, è diventato per me sempre più appassionante e affascinante.

Ho intuito che poteva essere una grande risorsa per fare la differenza e far sì che l’esperienza di un servizio fotografico con me diventasse qualcosa di trasformativo per l’anima.

Ho sentito quindi l’esigenza di apprendere strumenti che mi permettessero di aiutare di più le mie clienti. Il coaching proposto dalla scuola LUNA mi è sembrato il percorso perfetto per fare questo.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Le mie resistenze iniziali erano che, lo dico fuori dai denti: non ho mai apprezzato il coaching! Lo vedevo come qualcosa di freddo, tutto dedito alla performance e al pensiero positivo.

Inoltre, fotografia e coaching mi sembravano due mondi con nulla in comune, non conoscevo professioniste che li utilizzassero insieme, e avevo paura che proporre un’idea del genere potesse non essere compresa dalle mie clienti.

Allora mi sono informata bene sulla scuola, ho seguito Anh e letto molti dei suoi contenuti, in cui ho ritrovato tante affinità di pensiero. Il mio intuito mi ha suggerito che fosse l’esperienza giusta e non ha sbagliato!

Per quanto riguarda le paure di non essere compresa dalle mie clienti, e le ho superate proprio…con il coaching! Grazie alle supervisioni di Anh e alle ore di pratica con le mie compagne ho capito che il fatto che la mia proposta fosse nuova e unica non era una fragilità, ma proprio il suo vero punto di forza.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Sicuramente non si esce da una mia sessione senza l’aver chiuso gli occhi almeno una volta.

Probabilmente, per deformazione professionale e per la mia pratica spirituale, utilizzo molte tecniche in cui si invita la coachee a visualizzare, che siano le proprie emozioni o se stesse nel presente e nel futuro.

Credo che l’immagine, aiutare le mie clienti ad immaginare e immaginarsi, sia una delle mie metodologie preferite.

Credo che, come coach, questo processo si possa agevolare facilmente con la propria presenza che ci permette di creare uno spazio sacro, in cui chi abbiamo di fronte sente di poter lasciarsi andare e di allentare le barriere della razionalità che bloccano le porte della percezione, e formulando domande che aiutano la coachee a tenere il filo e a esplorare aspetti che fino ad ora ignorava.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

L’ostacolo, se così vogliamo chiamarlo, è stato il dover lavorare su me stessa.

Ogni tema che abbiamo affrontato a lezione è stato un pretesto per lavorare su di me, il che ha richiesto molta energia, più di quella che ognuna di noi si aspetta sia necessaria per affrontare un percorso di studi classico.

Credo però che, in realtà, gli ostacoli siano sempre occasioni e così è stato! La scuola di coaching mi ha permesso di fare un profondo percorso di consapevolezza, che è il tesoro più grande che mi porto a casa.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglio di chiudere gli occhi. Di stare in silenzio e sentire cosa succede, a livello del proprio cuore. Di trasformare quella sensazione in una visione, un’immagine, che può aiutarci a comprendere perché vogliamo farlo e tornare a quell’immagine ogni volta che il percorso ci sembra fitto di ostacoli.

Puoi trovare Giui in questi canali:
– Sito: www.giui.it    
– Facebook: Giui
– Instagram: @giui.it  


Se anche tu ti trovi in fase di riflessione, senti il bisogno di trovare l’ispirazione nella tua vita e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

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Le 3 dimensioni esplorate nel Coaching dell'Anima

Le 3 dimensioni esplorate nel Coaching dell'Anima

Per quanto ci piacerebbe credere di essere macchine pensanti che occasionalmente si emozionano, in realtà siamo esseri emotivi che, in aggiunta, pensano. In particolare, proviamo emozioni, sensazioni, percezioni che spesso vanno oltre la sola comprensione logica che contraddistingue la nostra specie.

Inoltre, abbiamo un corpo materiale, ma siamo anche caratterizzati da un lato "animico". Se andiamo oltre chi siamo, cosa pensiamo e cosa proviamo, ci rendiamo conto che dentro di noi c’è qualcosa di molto più profondo, qualcosa che è arrivato su questo mondo in maniera del tutto pura: la nostra Anima.

Ecco perché un percorso di coaching può considerarsi davvero completo quando non si lavora solo sulla mente, ma viene integrato anche il corpo, nonché l’aspetto spirituale del nostro Essere. Solo attraverso un approccio olistico, quindi onnicomprensivo, si può accogliere tutto quello che la persona è e co-creare una reale trasformazione.

Se anche tu sei interessata a capire meglio cosa significa fare coaching, nello specifico dell’Anima, resta con noi. In questo blog post ti diamo un piccolo assaggio delle tre dimensioni che vengono esplorate dalla coach e la coachee durante un percorso di questo genere. Iniziamo!


La Mente

Sono tanti i meccanismi che avvengono all’interno della mente umana. In poche parole, attraverso i nostri cinque sensi riusciamo a percepire la realtà attorno a noi, ma non solo. Anche i nostri valori e tutto ciò che crediamo essere vero su noi stessi, gli altri e l’universo, i nostri pensieri e le nostre convinzioni, influenzano il nostro modo di dare significato alla realtà.

Ciò vuol dire che alle informazioni raccolte ed elaborate dalla mente, nonché alle percezioni del mondo esterno, noi assegniamo un significato soggettivo e personale. Infine, ciò che vediamo, sentiamo e percepiamo va a determinare anche il nostro stato emotivo, il nostro comportamento e la nostra fisiologia.

Tutto questo avviene in ogni essere umano: i pensieri creati nella nostra mente influenzano le emozioni che proviamo. Allo stesso modo, le emozioni provate influenzano e rafforzano determinati pensieri che, se pensati ripetutamente, diventano sempre più parte della percezione di noi stesse e della nostra identità.

Tra i nostri pensieri troviamo, ad esempio, quelle che vengono definite “convinzioni limitanti”. Esse si formano molto spesso a partire dall’infanzia durante il normale processo di apprendimento, e costituiscono le credenze che impediscono, limitano e ostacolano la nostra capacità individuale di raggiungere i risultati che desideriamo.

Nel Coaching dell’Anima, a questa categoria di pensieri corrispondono determinati strumenti con cui lavorare per aiutare la cliente a sbloccarsi e raggiungere l’obiettivo prefissato. In questo caso, a seconda della questione portata dalla coachee, la coach la aiuterà a riconoscere le sue convinzioni limitanti, mettere in discussione la loro veridicità e trasformarle sostituendole con nuove convinzioni più utili per superare i suoi ostacoli.

Il Corpo

Oltre alla dimensione mentale, in quanto esseri umani esistiamo in un contesto materiale: siamo infatti dotati di un corpo fisico avente dei bisogni da soddisfare. Perciò, quando si crede di dover prediligere lo sviluppo della mente sopra tutto il resto, si rischia di perdere il contatto con il corpo, con le sensazioni corporee e con le emozioni.

Per creare una condizione di equilibrio dentro e fuori di noi è importante prendere consapevolezza del proprio corpo e diventare responsabili di gestire l’energia in movimento al suo interno. Il corpo, infatti, registra delle memorie, custodisce dei messaggi importanti per noi, che ci comunica attraverso le nostre sensazioni ed emozioni.

Quando percepiamo un’emozione, la sentiamo nel corpo. Quell’emozione è per noi un indicatore. Eppure, troppo spesso tendiamo a ignorare questi segnali. Ascoltiamo solo le emozioni che ci piacciono e reprimiamo quelle spiacevoli. Queste, però, se represse, si annidano nel corpo e, con il passare del tempo, possono aggravarsi e manifestarsi anche attraverso sintomi fisici.

In realtà, tutte le emozioni sono importanti, poiché vengono scatenate per dei motivi ben precisi e con lo scopo di comunicare con la nostra consapevolezza. Inoltre, dietro di loro si celano dei bisogni individuali, delle richieste da parte della nostra parte più sensibile e autentica.

Se questi indizi su quello di cui abbiamo bisogno non vengono ascoltati e accolti, generalmente l’emozione si intensifica, bloccandoci e impedendoci di passare all’azione, o peggio ancora. Per evitare che questo accada, il compito della coach è quindi quello di aiutare la cliente a riconoscere la presenza delle emozioni e ascoltarle, cogliendo ciò su cui è importante che lei porti la sua attenzione.

Dunque, nel Coaching dell’Anima, quando non è sufficiente lavorare a livello di pensieri e sono presenti dei blocchi interiori che mantengono la coachee in una situazione dolorosa o di stallo, si vanno ad esplorare le sensazioni corporee e le emozioni in gioco. Per farlo, si crea uno spazio sicuro e protetto dove la persona può entrare in profonda connessione con il suo corpo fisico ed esprimere tutto ciò che prova, senza giudizio e senza sentirsi di dover cambiare le sue percezioni.

L'Anima

Trattandosi di un aspetto che ognuno di noi può percepire a modo suo, non misurabile o verificabile in maniera assoluta per sua stessa natura, il primo passo per capire meglio il concetto di Anima consiste nel distinguerla dall’Ego, vale a dire una sorta di costrutto che creiamo nel corso della nostra vita per definirci; la nostra identità o, ancora, personalità. 

Potremmo quindi immaginare che l’Anima incarni tutto ciò che si trova al di là di questo “costrutto”. È una dimensione di consapevolezza più profonda, intangibile e non definibile, che ognuno di noi ha dentro di sé. È quella parte più saggia di ciascuno di noi, in grado di riconoscere con curiosità e accogliere l’Ego in tutte le sfaccettature, comprendendo che si è formato ed evoluto nel tempo per poter far fronte alla vita.

Anche se l’Ego ci porta a commettere degli errori, a giudicare o a entrare in dinamiche e comportamenti malsani, l’Anima lo rassicura, ne vede debolezze e fragilità, consapevole che siamo molto di più di tutto ciò. Perciò, lo scopo di alcune delle pratiche utilizzate nel Coaching dell’Anima è proprio quello di osservare le proprie emozioni, convinzioni, maschere, modalità di essere e agire senza giudizio, dal punto di vista dell’Anima.

Solo osservando con neutralità questi meccanismi, da una posizione di Amore, è possibile accettarli e cogliere la loro peculiarità, la loro bellezza e il loro motivo di essere, così da poterli integrare ed evolvere. In questo modo la coachee può intraprendere un viaggio per accedere alla sua Anima, al fine di sciogliere certe sue convinzioni radicate che le impediscono di raggiungere l’obiettivo desiderato, riconnettendosi con la sua saggezza interiore.

Stimolando nella coachee questa consapevolezza, possiamo quindi supportarla a superare i meccanismi correlati alla personalità che si è creata nel tempo per riconnettersi alla sua Anima. In questo modo, può crearsi un equilibrio tra la dimensione più terrena della nostra esistenza (il corpo, i pensieri e le emozioni) e questo aspetto più profondo dell’Essere.


In sostanza, nel Coaching dell’Anima viene indagata la dimensione mentale, tanto quanto quella di percezione corporea e dialogo con le emozioni, fino ad arrivare a osservare le dinamiche che interessano l’Ego e infine portare l’esplorazione a un livello più profondo, al di là degli aspetti di carattere puramente cognitivo, per entrare sempre più in contatto con la consapevolezza profonda della propria Anima.

Se tutto questo ti affascina, scopri se il coaching è la strada giusta per te svolgendo gratuitamente il LUNA quiz. Oppure puoi addentrarti nel mondo dell’Anima facendo la conoscenza di un metodo creativo e intuitivo per facilitare il cambiamento in te stessa e negli altri: il corso gratuito Co-creazione con le Carte d’Ispirazione.