Diventare coach per aiutare le persone, con Tanja Bernasconi

Diventare coach per aiutare le persone, con Tanja Bernasconi

Diventare coach significa innanzitutto impegnarsi nel proprio percorso di sviluppo personale.

Coltivare un rapporto di amore e fiducia nei propri confronti giorno dopo giorno stimola l’apertura ad ascoltare sempre più l’intuito, acquisendo sicurezza in sé e nelle proprie capacità.

È da questa energia e da questa posizione che siamo in grado di creare uno spazio di trasformazione in cui anche gli altri possano compiere il loro viaggio. Senza quella fretta insostenibile di dover arrivare a ottenere qualcosa, ma in maniera consapevole e in accordo con il loro sentire.

La verità è che non è necessario essere un guru o un esperto di vita per diventare coach.

E non serve che la tua vita sia perfetta o priva di problemi!

Ciò che conta davvero è il desiderio di intraprendere un viaggio per conoscere il nostro universo interiore e che si senta la chiamata ad acquisire gli strumenti necessari per accompagnare anche gli altri verso il cambiamento.

Ed è esattamente ciò che ha fatto Tanja Bernasconi quando finalmente ha deciso di seguire la sua chiamata iscrivendosi a LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.

Nell'articolo precedente ti abbiamo fatto sognare una vita libera grazie al coaching, mentre in questa intervista esploriamo insieme a Tanja Bernasconi, una delle strepitose coach LUNA certificate, il desiderio di diventare coach per mettersi al servizio degli altri, senza fingere di essere ciò che non si è.


Benvenuta Tanja!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Tanja, Coach per l’Anima.

Anima antica e allieva fidata della Vita. Visionaria in continua Evoluzione.

Sono qui per contribuire al risveglio di coscienza collettivo.

Lo faccio facilitando il percorso verso te stessa e ispirandoti a co-creare una relazione d’amore incondizionato con te stessa.

Ti aiuto a fluire da uno stato di auto-abbandono a uno stato di amore incondizionato che ti permetta di manifestare una vita allineata alla tua Essenza.

Credo che per troppo tempo abbiamo vissuto in uno stato dormiente, di smarrimento e scarsità, accecati da condizionamenti collettivi e da convinzioni individuali limitanti, perdendo di vista noi stessi.

Sono convinta che per favorire il cambio di paradigma collettivo a cui stiamo finalmente assistendo, la chiave di svolta risieda in un potente elisir: l’amore incondizionato verso sé stessi.

Prendendoti cura di te e della relazione più importante della tua vita, quella con te stessa, attivi naturalmente potenti trasformazioni a catena, che si manifestano nella tua vita e in quella di chi ti circonda, contribuendo ad alzare le vibrazioni dell’intero Universo.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Da sempre fortemente interessata in empowerment individuale e sociale, ho lavorato per diversi anni nel ruolo di educatrice sociale con bambini, adolescenti e famiglie, in contesti di handicap, psichiatria e migrazione.

Dopo anni trascorsi con il pilota automatico inserito, bloccata in una routine che non mi soddisfava più, dove sentivo di non riuscire ad esprimere a pieno il mio potenziale, ho deciso finalmente di fermarmi.

Decidendo di smettere di farmi da parte, sacrificando parti di me, ho stretto un patto di amore con me stessa: da ora in poi mi prendo cura di me, nella mia totalità (corpo-mente-emozioni-anima).

Ed è proprio in quel periodo della mia vita che ho sentito forte la chiamata verso il coaching. Come un’urgenza che proviene dall’interno, che non ho potuto fare a meno di ascoltare.

Ho dato ascolto alla mia voce interiore che sussurrava: “voglio diventare coach e aiutare più persone possibili a rinascere finalmente se stesse e manifestare una vita allineata alla loro essenza”.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Ricordo, come fosse ieri, il periodo in cui stavo cercando la scuola di coaching giusta per me.

Un giorno, grazie a una serie di incastri perfetti, ho scoperto Anh Thu Nguyen e la sua LUNA Scuola di Coaching per l’Anima che fin da subito ho sentito risuonare in me, perché pienamente allineata ai miei valori e alla mia visione. È stato un momento molto emozionante, in cui ho percepito dentro di me che quella era la strada giusta e che mi trovavo esattamente al momento giusto e nel posto giusto. Che sensazione meravigliosa!

Nonostante la sensazione di sicurezza interiore, non nego di aver avuto delle resistenze che emergevano sotto forma di pensieri come:

Vuoi sapere come ho superato queste resistenze? Ho dato loro “semplicemente” spazio. Le ho viste e le ho ascoltate una ad una. Le ho accolte e normalizzate, riconoscendole come pensieri ed emozioni che compaiono “come in tutte le volte che mi trovo di fronte ad un cambiamento o ad una situazione nuova”.

Una volta accolti dubbi e paure ho potuto dare libero spazio a cuore e intuito, che in ogni singola cellula del mio corpo comunicavano “SÌ, Lo Voglio” e “Fallo”.

Ed è stata proprio quella sensazione di “Sì interiore” potentissimo, che mi ha permesso di fare il salto e di iscrivermi a LUNA.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

La mia missione è accompagnare le coachee durante il loro viaggio e aiutarle a co-creare una relazione di amore incondizionato con se stesse, per manifestare una Vita che sia il più possibile allineata alla propria Essenza.

Credo che ogni persona sia un essere unico e completo. In noi risiede il nostro potenziale, così come le nostre risorse. Tutte le risposte sono già dentro ciascuno di noi. Abbiamo soltanto bisogno di uno spazio sacro in cui poterci riconnettere a noi stesse per poter dare voce ai nostri bisogni e ai nostri desideri profondi.

Così facendo possiamo accogliere nuove consapevolezze che ci permetteranno di vivere sempre più in armonia e allineate alla nostra Essenza.

Tramite Self-care profondo, il mio Percorso di Coaching per l’Anima e Soul-searching, sessione singola di coaching per l’anima, aiuto la coachee a fluire da uno stato di auto-abbandono a uno stato di amore incondizionato che le permetta di manifestare una vita allineata alla propria Essenza.

Ogni percorso di Self-care profondo è unico e viene co-creato insieme, di sessione in sessione, in base ai bisogni della persona e a ciò che si presenta nel qui ed ora.

Le parole chiavi che più rappresentano il mio approccio:

Gli strumenti che amo utilizzare per supportare le mie clienti sono il coaching, le pratiche mindfulness, le tecniche di visualizzazione, il journaling e le carte di ispirazione.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Il primo ostacolo che ho incontrato lungo il cammino di coach riguarda il tema della visibilità. Ho percepito delle resistenze che mi hanno portato a procrastinare il momento di espormi al pubblico.

Mi è stato sempre molto utile farmi supportare da colleghe coach, affrontando la tematica all’interno di sessioni di coaching. E, siccome il tema della visibilità può nascondere tematiche e blocchi interni anche molto profondi, se dovesse capitare anche a te, ti consiglierei di provare ad approfondire la tematica. Potrebbe essere un’opportunità in più per conoscerti meglio, aumentare la tua consapevolezza e raggiungere più facilmente i tuoi obiettivi.

Un altro ostacolo che ho riscontrato durante il cammino di coach riguarda il rendermi conto che per “diventare coach” non basta studiare e ottenere un diploma.

Diventare coach è un processo, non lineare, che non ha un tempo delimitato. Richiede apertura, pazienza, gentilezza verso sé stessi e nei confronti dei propri processi personali. Ho imparato che la magia avviene proprio quando lasciamo andare il controllo, le aspettative e riusciamo a goderci il meraviglioso viaggio, lungo il cammino di coach.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Credo fortemente che nulla avvenga per caso. Tutto ha motivo di essere e di esistere.

Quindi, ecco il mio consiglio amorevole per te:

"Se durante il tuo percorso di vita, si palesa in te il pensiero di diventare coach, oppure percepisci come una forte chiamata che ti viene da dentro (anche se magari la tua mente ancora non si sa dare spiegazioni), con fiducia e apertura tu dalle spazio. Dai spazio a te stessa.

Prenditi per mano e crea lo spazio per ascoltare i tuoi pensieri, i tuoi desideri profondi, il tuo intuito. Poi accogli le tue resistenze e condividile con qualcuno, se può esserti utile.

Prenditi per mano, con gentilezza e compassione, brucia le tue paure e agisci con coraggio (seguendo il tuo cuore).

Perché ricorda: la decisione migliore che puoi prendere per te stessa, e per l’Universo intero, è quella di Soddisfare i Bisogni della tua Anima. Meriti di essere Felice e di Realizzarti.

Con tanto Amore, ti abbraccio,

Tanja."

Puoi trovare Tanja in questi canali:
– Instagram, @tanjabernasconi.


Se anche a te piace aiutare gli altri e vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al workshop gratuito Vita da Coach: Vivere e Prosperare con il Coaching.

Sognare una vita di libertà grazie al coaching, con Giada Carta

Ti è mai capitato di sognare obiettivi avvincenti e di cimentarti con tutta la motivazione nel ricercare la tua realizzazione, per poi ritrovarti con un pugno di mosche fra le mani?

Si tratta di una dinamica piuttosto diffusa.

Infatti, sognare o desiderare qualcosa con tutte le forze non basta a farci ottenere dei risultati.

Magari hai compiuto azioni su azioni nella convinzione di avvicinarti alla meta, per poi accorgerti che non solo queste azioni non erano utili al tuo scopo, ma che addirittura ti allontanavano da esso.

Come possiamo, dunque, sognare e realizzare la vita che ci renderebbe felici?

Possiamo affidarci al potere del coaching, strumento davvero trasformativo ed efficace per scardinare convinzioni limitanti e schemi di pensiero che abbiamo spesso inconsapevolmente ereditato dalla famiglia o dalla società e che, pur non appartenendoci, ci impediscono di raggiungere i nostri sogni.

Nel precedente articolo ti abbiamo raccontato come sviluppare la fiducia in te stessa per vivere un’esistenza allineata alla tua Anima. È risaputo che anche la scarsa fiducia in se stessi, infatti, impedisce di ottenere i risultati desiderati.

Se invece vuoi scoprire come il coaching può supportarti nel sognare una vita di libertà da goderti al tuo ritmo e alle tue condizioni, continua a leggere questa intervista con Giada Carta, una delle fantastiche coach certificate nella scuola LUNA.


Benvenuta Giada!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono una Soulful Mentor® e mi piace definirmi una creatrice di rivoluzioni.

Dall'inizio del mio percorso da imprenditrice il mio business si è evoluto con me, portandomi a proporre servizi sempre diversi che però hanno sempre condiviso lo stesso scopo: restituire potere alle persone guidandole a costruire la propria idea di successo.

Con i miei percorsi lavoro in particolare sullo sviluppo del pensiero indipendente e sulla ridefinizione dei concetti di lavoro, denaro e potere, temi su cui non possiamo non concentrarci se sogniamo una vita di libertà che possiamo goderci al nostro ritmo e alle nostre condizioni.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Il mio primo approccio al coaching è stato da cliente, e ne ho beneficiato moltissimo: facevo psicoterapia da un po' ed ero a quel punto in cui ero arrivata a essere cosciente dei miei pattern ma non riuscivo a cambiarli con l'azione.

Unito al percorso di psicoterapia, quello di coaching mi ha aiutato moltissimo a trasformare finalmente la mia realtà anche nella pratica e in breve tempo.

Dopo poco tempo dal mio percorso personale, ho potuto sperimentare il coaching anche nell'azienda in cui lavoravo con una formazione dedicata, e l'ho trovato super stimolante ed efficace anche nell'ambito lavorativo.

Ho così deciso di acquisire questa competenza che mi sembrava il tassello mancante del business a cui già stavo lavorando e, nel 2015, ho frequentato il mio primo master in coaching.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Avendo un lavoro super impegnativo la mia unica paura era di non riuscire a frequentare il corso e a studiare con la giusta presenza.

La meravigliosa organizzazione e il fatto che tutte le lezioni fossero iper interessanti, anche per chi come me aveva già alle spalle due master in coaching, hanno reso il percorso fluido e facilissimo da seguire e quindi la mia paura si è rivelata totalmente infondata!

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Più che di coachees nel mio caso parlerei di mentees!

Tendo infatti a insegnare molto attraverso l'esempio e spesso, soprattutto nel lavoro con le imprenditrici che seguo individualmente, serve anche essere più direttive o dare degli input a cui le mie clienti non possono ancora arrivare o condividere delle competenze che loro ancora non hanno.

Il coaching è però uno dei molti strumenti che uso - e uno dei miei preferiti - per la creazione dei miei corsi e nelle mie consulenze individuali.

Lo uso per proporre esercizi pratici che permettano di sperimentare ciò che ho insegnato nelle lezioni teoriche, per sistematizzare il lavoro su temi tosti facendolo apparire più semplice e digeribile, per guidare la riflessione delle mie clienti quando la risposta da trovare non può venire da me ma deve necessariamente scaturire da loro.

Il coaching è fondamentale anche per una parte fondante del mio lavoro, quella che ha a che fare con lo scardinamento delle convinzioni limitanti e di schemi di pensiero che abbiamo spesso inconsapevolmente ereditato dalla famiglia o dalla società e che non ci appartengono, e ci impediscono di vivere la vita che ci renderebbe felici.

​Studiarlo tanto a lungo e in scuole diverse mi ha permesso di trovare sempre le tecniche e le domande migliori per la situazione in cui mi trovo con la cliente del momento, e di condurla fluidamente lungo la strada migliore per lei.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Sono sempre stata una persona dall'intuito fortemente sviluppato: quando lavoro con una cliente, quindi, so sempre da subito dove dovrebbe andare, vedo il suo futuro come se fosse un film, chiaro e nitido e colorato davanti ai miei occhi.

Tuttavia, il percorso che ci porta alla realizzazione non è mai lineare e realizzare o meno il nostro potenziale è una scelta: mi è capitato molto spesso quindi, nel corso della mia carriera, di vedere bene quel film e di vedere altrettanto bene che la mia cliente stava facendo di tutto per non girarlo, discostandosene sempre di più per paura, difficoltà personali, mancanza di impegno o mille altri motivi.

Questo era in passato molto frustrante per me, ed essendo io anche una persona parecchio volitiva era quasi impossibile per me tacere e lasciare che la persona davanti a me facesse il suo percorso, anche perché avevo la sensazione, quando questo accadeva, di stare commettendo un imbroglio nel farmi pagare per i miei servizi se non ero stata in grado di portarla alla realizzazione di quel bellissimo film che sapevo essere possibile.

Col tempo e l'esperienza ho semplicemente capito che io posso fare solo il mio 50% e che il resto è nelle mani dell'altra persona, e ho anche imparato a selezionare meglio le mie clienti assicurandomi di lavorare solo con chi ha davvero intenzione di cambiare la propria vita.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglio di fare ciò che ho fatto anche io: formarsi tanto, continuativamente e da più fonti diverse per avere una professionalità poliedrica e complessa, che possa portare tanto valore.

Partire da sé nel costruire il proprio lavoro e i propri percorsi, perché quello che funziona meglio è sempre portare la nostra personalità e il nostro modo di fare nel nostro lavoro affinché possa essere rivoluzionario.

E soprattutto non dimenticare mai che il lavoro che proponiamo alle nostre clienti dobbiamo saperlo fare innanzitutto su noi stesse.

Giada Carta Coach
Foto by Giui Russo

Puoi trovare Giada in questi canali:
– Newsletter - Soulful Mail;
– Instagram - @goddessinspired.


Se anche a te piace aiutare gli altri e vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al workshop gratuito Vita da Coach: Vivere e Prosperare con il Coaching.

Sviluppa la fiducia in te stessa per aprire i cancelli della tua Anima, con Veronica Caudullo

La fiducia in noi stesse è una delle risorse più potenti che possiamo sviluppare per vivere un’esistenza allineata alla nostra Anima e alla nostra missione di vita.

Ma cosa significa avere fiducia in se stessi?

È difficile dare una definizione univoca, poiché ognuno di noi attribuisce un personale significato a questo concetto. Si tratta infatti di un valore percepito secondo la mappa del mondo di ciascuna persona, dunque non è definibile a priori.

Eppure, senza dubbio, proprio la mancanza di fiducia in se stessi è una dinamica che si presenta molto spesso nei percorsi di coaching.

A soffrirne sono soprattutto le donne, ma all’appello non mancano di certo anche gli uomini. La scarsa fiducia in se stessi impedisce di ottenere i risultati desiderati e porta le persone a rimanere nella “mediocrità”. Oltre a generare delle ripercussioni sulla vita, la mancanza di fiducia inficia anche la crescita di un business.

Ma questo non significa che non si possa fare nulla per rimediare, anzi! Grazie al coaching è possibile trasformare questa dinamica in una chiave di evoluzione personale.

Nella precedente intervista abbiamo parlato del potere delle abitudini. In questo articolo, invece, ti parliamo di come sviluppare la fiducia in te stessa.

Affronteremo questo argomento con Veronica Caudullo, una delle splendide coach formatesi nella scuola LUNA.


Benvenuta Veronica!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ciao, mi chiamo Veronica e mi definisco una Confidence Coach.

Per me, la fiducia in sé stessi è la risorsa più potente che l'essere umano possa sviluppare per vivere un'esistenza quanto più allineata alla sua anima e alla sua missione di vita.

In un mondo in cui ogni giorno si viene educati a non ascoltare le proprie sensazioni, a non credere al proprio intuito e a demandare il potere personale all'esterno, connettersi alla propria natura è certamente complicato.

Eppure, ritornare in contatto col Sé profondo, dialogare con lui, fidarsi delle risposte che arrivano e vivere in sintonia con chi si è veramente, è ciò che ho vissuto in prima persona un paio di anni fa, dopo aver passato molto tempo a far finta di essere chi non ero per compiacere altri.

Ora, aiuto le persone, che fino a questo momento hanno vissuto in funzione delle aspettative altrui, a sviluppare un comportamento assertivo, invece che compiacente, e a vivere la vita alle proprie condizioni.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Ho vissuto un lungo periodo di forte disallineamento con me stessa. Lasciavo che fossero gli altri a decidere per me; non mostravo chi ero veramente, non esprimevo le mie opinioni, né le mie emozioni; tutto ciò che facevo era conformarmi all'idea che gli altri avevano di me e portarla avanti, senza mai trasgredire.

Credevo che solo così sarei stata amata, protetta e inclusa.

La disconnessione dai miei bisogni mi ha portata molto lontana da dove avrei voluto essere e da quelli che erano i miei desideri, capacità e intenzioni. Non avevo nessuna fiducia in me stessa e non vedevo che mancanze ed errori sul mio percorso.

Ho cominciato, quindi, a seguire blog e video di coach e mentor, a praticare la gratitudine e la compassione verso me stessa, a cambiare il modo in cui mi guardavo e a smettere di nascondermi.

Iscrivermi a LUNA Scuola di Coaching per l'Anima è stato un modo per continuare a crescere e a sviluppare consapevolezza su chi ero. Ma subito dopo l'inizio del corso ho capito che la mia esperienza di vita poteva fare la differenza in quella di altre persone stufe di adattarsi, compiacere e mettersi da parte.

In particolare, è stata la pratica durante le lezioni che mi ha spinta a diventare una coach.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Sono sempre stata una persona molto curiosa ed entusiasta dei nuovi inizi. Purtroppo, sono anche spesso stata vittima delle cose lasciate a metà e della paura di non farcela.

Lo studio e la pratica seguite in LUNA hanno creato un ponte sempre più solido tra me e il mio intuito e hanno nutrito in maniera più efficace la fiducia in me stessa e la consapevolezza che da sola posso arrivare dove voglio.

Ora, so che il segreto per superare le mie paure è ascoltarmi, affidarmi alle mie percezioni e fare la prossima mossa!

Il mio motto è "se hai fiducia, tutto è possibile".

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Più pratico come coach, più comprendo che il mio ruolo principale, in ciascuna sessione di coaching, è creare uno spazio sacro, il più confacente possibile all'energia del coachee. Quest'ultimo, quando si sente a suo agio, riconosciuto e non giudicato, compie vere e proprie magie, che neppure immaginava!

Una tecnica che utilizzo spesso, soprattutto all'inizio dei miei percorsi, è il dialogo con le emozioni. Più il coachee entra in contatto con sé stesso, più impara a fidarsi di ciò che sente e percepisce.

L'obiettivo del mio coaching, alla fine, è aiutare il coachee a diventare confidente e autonomo nel connettersi in modo profondo con la sua vera natura e i suoi desideri; a diventare la persona che sente davvero di essere (con le sue capacità, aspirazioni e attitudini) e a portarla nei vari ambiti della sua vita, imparando ad agire sulle paure che l'hanno bloccato fino a questo momento.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

La difficoltà l'ho trovata all'inizio del mio lavoro di coach.

Non sapevo nello specifico chi volessi aiutare e perché. Dagli insegnamenti di business di Anh, sapevo che era necessario rivolgersi a una cerchia ristretta di persone che avesse in comune problemi e bisogni.

In questa fase del mio percorso sono stata aiutata davvero tanto da alcune mie colleghe coach, anche loro certificate in LUNA. Grazie alla loro empatia, professionalità, capacità di ascolto e piena accettazione, ho potuto andare ancora più in profondità di me stessa e trovare le risposte alle domande di quel particolare momento.

Sarò grata per sempre a queste donne meravigliose e non dimenticherò mai quanto sia stato speciale il loro contributo nella mia vita, come amiche e coach.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Sicuramente frequentare LUNA Scuola di Coaching per l'Anima! Ma non perché voglio "sviolinare" il mitico team LUNA 😉

Scherzi a parte, credo davvero nel metodo della scuola di Anh perché, secondo la mia esperienza, accostare il coaching all'Anima è stata la perfetta combinazione che mi ha permesso di scendere nella profondità del mio essere.

Le domande di un coach unite all'attenzione che si dà alle emozioni, e al sentire personale, sono gli ingredienti perfetti per cominciare, o continuare, ad espandere la consapevolezza di sé, a mio avviso qualità indispensabile per un coach.

Puoi trovare Veronica in questi canali:
– Sito web: www.beautifulmente.it
– Instagram: @beautifulmente


Se anche a te piace aiutare gli altri e vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al workshop gratuito Vita da Coach: Vivere e Prosperare con il Coaching.

Rispettare il nostro ritmo grazie al potere delle abitudini, con Ingrid Romanini

Rispettare il nostro ritmo grazie al potere delle abitudini, con Ingrid Romanini

Spesso una grande trasformazione inizia dal cambiamento di piccole abitudini. Ad esempio, il modo in cui iniziamo la nostra mattinata può determinare l’andamento dell’intera giornata.

Oppure basti pensare alla gestione del tempo o del denaro: anche in questo caso, le nostre abitudini possono creare quel perfetto mix di mindset ed energia che ci permette di ottenere grandi risultati.

Noi donne abbiamo la capacità di fare cose straordinarie. A volte, però, corriamo a una velocità che non è la nostra, sacrificando parti fondamentali di noi stesse.

Ecco allora che anche i più piccoli gesti quotidiani possono essere in grado di aiutarci a trovare equilibrio e centratura, sia nella vita personale che nel business.

Nella precedente intervista abbiamo parlato di ri-bellarsi per ritornare al bello.
In questo articolo, invece, ti raccontiamo come rispettare il tuo ritmo grazie al potere delle abitudini.

Lo facciamo con Ingrid Romanini, una delle strepitose coach formatesi nella nostra scuola LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Ingrid!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Ingrid e sono una Business & Habits coach.

La mia missione è di far diventare le attività di imprenditrici e libere professioniste sostenibili sia da un punto di vista economico che della gestione del tempo.

Lo faccio focalizzandomi sul fare emergere quelle abitudini che creano un mindset saldo e incrollabile e che possono essere diverse per ognuna di noi.

Credo che i grandi cambiamenti inizino con un piccolo passo fuori dalla nostra zona di comfort, ma che bisogna anche essere sicuri...di voler fare quel passo.

Il mio compito è quello di accompagnare la coachee a prendere consapevolezza delle proprie risorse interne e a farle emergere senza paura.

Credo in noi donne e nella nostra capacità di fare cose straordinarie partendo dal nulla, ma sono anche consapevole che spesso ci facciamo carico del mondo intero e corriamo ad una velocità che non è la nostra sacrificando parti fondamentali di noi.

Per questo uno dei miei valori è la libertà e per sentirmi libera, anche se può sembrare un paradosso, devo aver creato una solida struttura alle mie spalle, fatta di piccoli gesti quotidiani e di abitudini che sia in grado di andare avanti con il minimo sforzo, quasi da sola, e che mi rispecchi al 100%.

Con le mie clienti analizzo la situazione di partenza, tolgo le attività superflue, ottimizzo i costi e taglio le spese inutili, ingegnerizzo le attività che possono essere standardizzate e creo assieme a loro metodi su misura per continuare a portare avanti i risultati ottenuti senza sforzo e fatica.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Mi sono avvicinata al coaching senza sapere veramente che cos’era. Il mio primo percorso di coaching l’ho svolto con una professionista che mi ha fatto capire che i veri strumenti erano quelli che avevo già dentro di me.

Credo sia stata proprio questa la chiave di volta: riuscire a far raggiungere i propri obiettivi alle persone ma senza dare aiuti esterni. Troppo spesso siamo abituati a dare consigli non richiesti o a elargire metodi infallibili.

Ecco il coaching è tutt’altro, ti aiuta a trovare le soluzioni con le tue risorse. Sono fermamente convinta che, se la soluzione o un’idea arrivano da dentro di noi, allora vuol dire che si è sulla strada giusta e che quelli saranno i progetti che porteremo veramente avanti.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Avevo paura delle mie stesse emozioni. Sono sempre stata abituata a reprimerle e a non considerarle, ho sempre e solo ragionato con la testa, il cuore era solo un muscolo al centro del petto.

Ho superato questa paura proprio facendo i conti con i sentimenti e le emozioni che provavo e sono arrivata a capire che l’Essere era più importante del Fare.

In tutto questo, LUNA Scuola di Coaching per l’Anima mi ha aiutato veramente tanto, non mi sono mai sentita sola, diversa o sbagliata. Anzi mi sono sentita accompagnata, inclusa e compresa, perché molto spesso le mie emozioni erano le stesse di chi era davanti a me.

Grazie a questo percorso ho iniziato a sviluppare la mia empatia verso il prossimo e ho trovato la sicurezza per fare il grande salto e cambiare professione.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Quando partiamo dall’analisi delle abitudini che le mie coachee hanno nella gestione dei loro affari, mi focalizzo sull’emozione che provano mentre mettono in atto certi comportamenti (es. sulla gestione del tempo, del denaro, verso i loro clienti, ecc..).

Uso diverse tecniche di coaching ma spesso mi affido al processo co-creativo e al flusso che si crea durante la sessione, per garantire alla coachee che gli strumenti che acquisirà lungo il suo percorso siano effettivamente utili e necessari per lei e non dettati dalle mode del momento.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Capirmi e volermi bene per quella che sono, accettando anche i miei lati più scomodi.

Uscire dalla mia zona di comfort e vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Ho lavorato su molte mie convinzioni limitanti che fino a quel momento non mi avevano permesso di realizzare gli obiettivi che continuavo a fissare e che non raggiungevo sistematicamente.

Per tutto questo grande lavoro su me stessa devo anche ringraziare le mie compagne di viaggio che durante il nostro percorso alla scuola mi hanno aiutato attraverso il coaching a superare e a “smontare” molte convinzioni limitanti che erano radicate in me sin dall’infanzia.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Di affidarsi solo a professionisti seri come Anh che con LUNA Scuola di Coaching per l’Anima ha ideato un percorso dove arrivi a scavare in fondo a te stessa quasi senza accorgertene.

Anh mi ha insegnato che ascoltarsi sempre è fondamentale. Diventare coach, del resto è un percorso in continua evoluzione, dove si studia si apprende, si sperimenta e si applica continuamente prima di tutto su sé stesse, per poter capire a fondo come rapportarsi con gli altri.

Decidere di diventare coach è una cosa che va sentita dentro: dire “sono una coach” e non “faccio la coach” sono due cose completamente diverse.

Bisogna essere pronte a mettersi in gioco e volersi migliorare continuamente, ma continuando ad onorare e rispettare chi siamo e da dove veniamo...ed è il lavoro di una vita.

Rispettare il nostro ritmo grazie al potere delle abitudini, con Ingrid Romanini

Puoi trovare Ingrid in questi canali:
– Sito web: ingridromanini.com
– Instagram: @ingrid_romanini
– Pinterest: IngridRomanini


Se anche a te piace aiutare gli altri e vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching, dai un’occhiata al workshop gratuito Vita da Coach: Vivere e Prosperare con il Coaching

Ri-bellarsi cioè ritornare al bello, con Carlotta Barluzzi

Ri-bellarsi significa ritornare al bello, osservare quanta bellezza c’è dentro e attorno a noi e tornare a splendere.

Prima di apparire, però, è necessario essere. E prima di essere, è fondamentale scoprire chi siamo.

Ebbene sì, la vera bellezza inizia quando decidiamo di essere noi stesse.

Cosa significa essere se stesse?

Non è una domanda banale, così come non è semplice trovare una risposta univoca. Per molte donne essere se stesse può rivelarsi un duro compito.

Non è raro, infatti, faticare a esprimere la propria natura. Molte di noi hanno difficoltà nell’identificare cosa desiderano davvero nella propria vita.

Poter vivere in modo autentico, senza avere paura di esprimere appieno la propria persona, è una grande liberazione che ci consente di ri-bellarci e di apprezzare la nostra bellezza.

Questo lo possiamo fare grazie al coaching con Carlotta Barluzzi, la coach Ri-belle certificata in LUNA che abbiamo intervistato proprio in questo articolo.


Benvenuta Carlotta!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Dire chi sono è la cosa più difficile che io possa fare.

Potrei presentarmi così: Sono Carlotta in continua evoluzione!

Credo che mia mamma avesse intuito l’indole della mia anima; infatti, il mio nome mi descrive perfettamente: “PERSONA LIBERA”, dove la libertà trova la sua massima espressione quando mi permetto di far entrare la magia nella mia vita.

La magia per me è una forma di nutrimento spirituale che ci connette e ci radica alla parte più autentica di noi, quella dove sono custoditi i nostri desideri più profondi. Fare magia, per me, significa scoprire cose meravigliose su noi stesse e accettare di essere vulnerabili e in continuo cambiamento: la magia ci permette di entrare in relazione con i livelli più profondi della nostra coscienza.

Questi sono solo alcuni valori alla base della mia professione, una professione che si concede il lusso di evolvere con il mio sentire.

Come mi piace definirmi? La Coach RI-Belle.

Accompagno le donne in un profondo percorso alla Ri-scoperta della propria bellezza interiore ed esteriore: Ri-Bellarsi - Tornare al bello.

Credo fermamente che emozioni e immagine siano potentissimi strumenti di rinascita.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

La mia storia lavorativa è particolare, nasco come consulente d’immagine, quando ancora non era una moda esserlo, per aiutare e supportare le donne nella faticosa impresa di prendersi cura di se stesse prima che degli altri. Ma nel tempo ho compreso che non bastava assegnare colori, palette e “stili preconfezionati”, perché prima di apparire, è necessario essere. E prima di essere è fondamentale scoprire chi siamo.

Questo è stato uno dei motivi che mi ha spinta a formarmi come coach. Volevo però un coaching che tenesse in considerazione prima di tutto il sentire: LUNA Scuola di Coaching per l’Anima è stata la migliore scelta che potessi fare.

L’altro motivo, invece, era legato ad un mio grande desiderio, quello di fare amicizia con le emozioni.

Sono cresciuta sentendomi dire continuamente “SEI TROPPO SENSIBILE” ... come se essere sensibile e provare emozioni fosse un difetto.

Attraverso il percorso fatto in LUNA, e per cui non smetterò mai di ringraziare Anh e tutto il suo team, ho compreso che posso permettermi il lusso di provare emozioni e che sentire va bene anche quando questo sentire è faticoso.

Ecco quindi spiegate alcune delle aree in cui sono maggiormente ferrata e per cui mi sono formata: emozioni (intelligenza emotiva) ed autostima. Aree che ho sperimentato, prima di tutto, facendo un profondo lavoro su me stessa e che oggi sento di voler condividere con chi sente il bisogno di “Ri-bellarsi”.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Ho iniziato la scuola con un tale entusiasmo che sentivo di non avere nessuna resistenza e, stranamente, nessuna paura, ignara del fatto che tutto ciò che avrei imparato lo avrei dovuto sperimentare su me stessa.

Che lavoro ragazzi…!!! Ho acceso la luce e piantato fiori nelle profondità più buie del mio essere, ho abbracciato ed accolto la parte più vulnerabile della mia anima, ho riconosciuto e fatto amicizia con le mie maschere e ho conosciuto la mia parte più vera ed autentica.

Non ho MAI avuto paura…MAI! Perché sono stata supportata da un gruppo di meravigliose donne che hanno vibrato con me, aiutandomi a camminare sulle mie gambe pur non sentendomi mai sola.

Ho pianto tantissimo… ho pianto di dolore, di gioia, di commozione… ho pianto “di empatia” e orgoglio nel vedere l’evoluzione e i sorrisi delle mie compagne di viaggio e ho riso di gusto dal cuore.

Durante il percorso la cosa più difficile “da fare” è stata accettare di poter essere vulnerabile, a volte ancora oggi ci faccio i conti, ma grazie ad un illuminante mentoring 1:1 fatto proprio con Anh, attraverso il suo silenzio, la sua presenza e “i suoi poteri magici” ho superato questo ingombrante scoglio che mi ha permesso di “rilassarmi alla vita”.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Mi piace, innanzitutto, dare largo spazio al sentire, in che modo? Nel “mio" coaching do molto spazio al silenzio e allo stare con ciò che “c’è”.

Volendo, possiamo utilizzare il termine Ribelle per spiegare la mia modalità che mi piace sia anticonvenzionale, fuori dagli schemi, profonda, frizzante, spaziosa e corporea. Il tutto supportato dal valore dell’accoglienza, della gentilezza, del non giudizio, dell’amorevolezza e della libertà di espressione, conditi da empatia, intuito e magia.

Gli “strumenti” di cui mi avvalgo, oltre alla formazione da coach sono: Trattamenti di Cromopuntura, fiori australiani, psicologia della moda, utilizzo delle carte come strumento evolutivo, cicli lunari, ciclicità, archetipi femminili e ……. Molto altro…

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Il più grande ostacolo è stato non dare ascolto al mio intuito, ho rifiutato categoricamente di potermi far trasportare da questo “grande maestro”.

L’ho superato dandomi il permesso di farci amicizia, ma anche e soprattutto grazie all’aver imparato che il coaching è una “danza” che avviene in un meraviglioso spazio sacro, all’interno del quale ho accolto l’intuito come un prezioso, utilissimo e potentissimo compagno di lavoro.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Quando ho scelto di iscrivermi a LUNA, lo racconto sempre, l’ho fatto senza pensarci. Cioè, mi spiego, l’intenzione era quella di diventare coach, ma non mi era ben chiaro cosa volesse dire essere una coach.

Ho scoperto il sito di Anh mentre stavo seguendo una diretta su Instagram, ho mollato la diretta e mi sono fiondata a curiosare in cerca dei contatti per potermi iscrivere. Ho inviato la candidatura certa che sarei entrata e non mi sono informata né sul prezzo e nemmeno sul programma: ho scelto con la pancia sentendo che era la scelta giusta per me. 

CONSIGLIO: quando sei nel flusso e connessa al tuo sentire più profondo accadono le magie più belle.

Sono stata presa, sono riuscita a pagare la scuola e ho scoperto, man mano, che il programma era in linea con ciò che cercava la mia anima per evolversi.

CONSIGLIO non richiesto: diventare una coach seria prevede un profondo lavoro su se stesse, se senti il richiamo, affidati e VAI; è il momento giusto.

Carlotta Barluzzi Coach

Puoi trovare Carlotta su


Se anche tu vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d’Ispirazione.

Dalla multi-potenzialità all'integrazione delle passioni, con Sara Santella

Dalla multi-potenzialità all'integrazione delle passioni, con Sara Santella

Quali sono le tue passioni?

Molte persone fanno fatica a rispondere; c'è chi ne ha tante e chi, invece, non sa minimamente quali siano.

È innegabile che le passioni completano la nostra esistenza e averne più di una non fa che potenziare la nostra creatività, definisce le nostre abitudini e quindi il nostro carattere.

Eppure, talvolta, questa multi-potenzialità può creare confusione e frustrazione, perché, ad esempio, abbiamo difficoltà a orientarci verso un lavoro o una nicchia di mercato.

Pertanto, conoscere ciò che ci piace fare può aiutarci a capire dove vogliamo andare e cosa vogliamo ottenere dalla vita.

In questo modo, le nostre passioni diventano il carburante che ci consente di vivere una realtà che abbia un senso profondo per noi.

Dopo aver esplorato il benessere della donna, in questa intervista affrontiamo un nuovo argomento con un’altra delle straordinarie coach LUNA certificate.

Da “ho troppe passioni, non troverò mai un lavoro” a “ho creato il mio lavoro e aiuto le donne a fare altrettanto”: ecco il potere dell’integrazione, con Sara Santella.


Benvenuta Sara!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Sara e mi definisco una Nature Musa.

Per molto tempo ho avuto difficoltà a rispondere a questa domanda…nei miei anni su questa Terra ho messo insieme le competenze più disparate: dalla filosofia all’arte, dal coaching al counseling, dalle attività manuali e artigianali al sapere scientifico. Ma chi ero e cosa facevo era un mistero per me e, di conseguenza, anche per gli altri.

Facevo di tutto un po', mi appassionavano molte cose e facevo fatica a definire me e il mio lavoro…ero un po' come Balto, non è cane, non è lupo, sa solo ciò che non è.

Poi ho capito che tutto ciò che mi appassionava aveva dei fili conduttori: la cultura, il sapere, la Natura e la Bellezza. Da qui la possibilità di una definizione al di là delle etichette standard.

Oggi aiuto donne confuse con molte passioni che vogliono vivere una vita che le soddisfi attraverso un lavoro che sia uno strumento per realizzarla e per mostrare il loro potenziale. Nature Musa, quindi, proprio perché metto a disposizione tutti gli strumenti che ho accumulato per ispirare le donne a riconnettersi alla loro natura più vera e ancestrale così da diventare loro stesse le proprie muse ispiratrici e vivere una vita che è un’opera d’arte, togliendo, come nella scultura, tutto il superfluo, le convinzioni limitanti, le sovrastrutture sociali, i condizionamenti ereditati.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Come per molte altre donne, prima di far uscire il nostro potenziale dobbiamo raggiungere il fondo. Io l’ho toccato dopo una relazione narcisistica con un uomo con un PTSD e dei lavori logoranti al limite dello sfruttamento.

Ho iniziato il mio percorso di crescita personale e ho capito che ciò che avevo vissuto era preziosissimo e non poteva andare sprecato. Ho deciso di condividere la Bellezza degli insegnamenti appresi e di supportare chi si fosse trovata a vivere questi eventi donando una nuova lettura al loro vissuto di sofferenza affinché non andasse sprecato.

Dopo vari anni come counselor ho sentito il bisogno di avvicinarmi ad una dimensione più spirituale. Ci tengo a precisare che non ho scelto di essere coach, ma ho scelto di essere una coach LUNA. Non ero interessata a diventare coach, volevo proprio fare il Master di Anh e apprendere gli strumenti di coaching dell’anima che questo master insegnava. Non ho preso in considerazione nessun’altra scuola di coaching perché il mio obiettivo non era essere coach in generale ma avvicinarmi ad una modalità spirituale e allo stesso tempo pratica e concreta di approccio alle difficoltà.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

La mia prima preoccupazione era se sarei riuscita a pagare il master. Non navigavo in ottime acque e avevo già altre spese, vivendo da sola. Inoltre, non avevo soldi da parte.

Ho deciso di rischiare avendo fiducia in ciò che sarebbe giunto, vivendolo come una nuova sfida. Avevo anche paura di trovare l’ennesimo corso con il quale non avrei lavorato.

Poi, ho capito che possiamo acquisire tutti gli strumenti che vogliamo ma se non cambiamo il mindset rimaniamo sempre nella stessa situazione e nel master si lavora molto su questo.

In ultimo, il rapporto interpersonale. Sono sempre stata una persona solitaria e mi sento facilmente invasa quando sono in gruppo mentre, questa volta, ho trovato nelle mie compagne di corso delle sorelle preziose.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

La mia missione è aiutare tutte quelle donne che vogliono ri-accogliere sé stesse, coltivare il loro potenziale e vivere una vita ai propri ritmi, attraverso pratiche di consapevolezza e riscoperta di una femminilità ispirata al fine di creare un lavoro che abbia un senso per loro e che sia strumento per manifestare nel mondo la loro missione e creare la vita alla quale aspirano.

Ho creato un percorso chiamato “Cresci il tuo Bosco Interiore” nel quale unisco strumenti di counseling per andare in profondità e di coaching per proseguire in avanti, filosofia classica ed estetica per rimanere ispirate e dare una lettura di senso al quotidiano.

Propongo un ritorno alla frugalità e alla presenza, alla semplicità, alla Natura e ai suoi cicli ed insegnamenti, come forma di saggezza ancestrale e ri-bellione (ritorno al Bello e quindi a noi stesse, alla parte più vera di noi) contro l’accelerazione, la massificazione e la disumanizzazione odierna.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Gli ostacoli sono stati principalmente di natura personale e di mindset. Più andavo avanti e scoprivo strumenti e tecniche e più si apriva un mondo e mi dicevo: “non ce la farò mai, non riuscirò mai a farlo bene, prima o poi tutti scopriranno che non so fare nulla…dovrei saper fare molto di più e meglio” e altre cose così.

Sinceramente, non l’ho superato perché ogni tanto questi pensieri tornano, semplicemente mi metto in ascolto e li faccio esprimere insieme all’emozione che portano con loro. Oggi mi focalizzo più sull’essere e mi faccio pubblicità dicendo chiaramente cosa sono e faccio e cosa non faccio e non sono.

Ho capito che sono io la prima a dover accettare di non poter essere “una e trina” e metto a disposizione ciò che ho per chi ne ha bisogno, senza pretese.

Un altro ostacolo era il fatto di dover chiedere soldi per la mia prestazione: ora credo sia un mezzo per liberare l’altro da un debito di gratitudine. Non sono la salvatrice di nessuno e non voglio ringraziamenti a vita.

Ho solo dedicato il mio tempo a studiare metodi e ad apprendere strumenti per risolvere situazioni ed esplorare la propria interiorità. Io metto a disposizione questo e l’altro porta la sua esperienza. Insieme facciamo un percorso di condivisione e co-creazione e alla fine l’altro è libero di vivere a pieno la sua vita con indipendenza.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Di partire da se stesse e fare molto lavoro di crescita personale. Non possiamo portare l’altro dove noi non siamo state per prime.

Puoi trovare Sara su Instagram:


Se anche tu vorresti conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d’Ispirazione.

Coaching per il benessere della donna, con Chiara Serafini

Coaching per il benessere della donna, con Chiara Serafini

Si sente parlare di benessere a destra e a manca: consigli su come creare il proprio rituale mattutino, farsi un bel bagno caldo, dedicarsi un momento di relax, bere tisane speziate, attorniarsi di cristalli e oli essenziali, e così via.

Eppure, per molte donne, spesso si tratta più di una cura riparatoria dopo essersi sforzate come matte, piuttosto che mettere il focus sull’accettazione e sull’amore incondizionato verso sé stesse.

Quindi cos’è il vero benessere?

È un’integrazione tra corpo, mente, emozioni e spirito. L’unione del nostro cuore con i nostri pensieri, aprendoci a chi siamo.

Molto spesso, davanti a una gravidanza che non arriva o a un ciclo mestruale doloroso ci si sente vittime, tradite dal proprio corpo, senza la possibilità di poter porre rimedio alla situazione che si sta vivendo.

Tuttavia, è possibile essere fautrici del proprio benessere, prendendosi cura di sé stesse, del proprio mindset e passando dal ruolo di vittima a protagonista della propria storia.

La soluzione a molti problemi è già dentro ognuna di noi, spesso si ha solo bisogno di essere accompagnate e sostenute, affinché ci si possa far carico delle proprie responsabilità.

Infatti, grazie al coaching possiamo prenderci cura delle credenze limitanti e delle emozioni. Possiamo sciogliere quei blocchi che non permettono di farci evolvere nelle donne o nelle madri che desideriamo essere.

Quindi, mentre nell'intervista precedente abbiamo visto cosa accade quando la creatività e l'intuito si incontrano, in questo articolo scopriremo l'utilizzo del coaching per il benessere della donna.

Ce ne ha parlato Chiara Serafini, una delle meravigliose coach formatasi nella scuola LUNA che abbiamo intervistato in questo nuovo articolo.


Benvenuta Chiara!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ciao a tutte, sono Chiara, e sono un sacco di cose diverse…sono dolce, sensibile ed empatica, ma anche determinata, decisa, tenace e tanto curiosa.

Nella vita mi prendo cura delle donne: le accompagno nel prendersi cura del proprio ciclo mestruale, le sostengo nella ricerca di gravidanza naturale e le supporto durante il viaggio verso una maternità consapevole. Lo faccio attraverso diversi strumenti che amo e dei quali ho sperimentato gli enormi benefici su di me.

Mi sono laureata in ostetricia 14 anni fa e quasi da subito ho capito che l’ospedale non faceva per me, perché avrei dovuto scendere a compromessi che tradivano i miei valori e le conoscenze che avevo acquisito.

Dopo percorsi di formazione e tirocinio, iniziai la libera professione offrendo la possibilità alle donne che lo desiderano di partorire a casa o di avere un’ostetrica di fiducia accanto in ospedale durante il travaglio.

Sono stati anni intensi, bellissimi ma anche tanto difficili. Ogni donna mi insegnava qualcosa con la sua vita e la sua esperienza. E nonostante diversi master di approfondimento sentivo ancora di non riuscire a offrire alle donne ciò che meritavano.

Grazie ai miei anni di pratica ostetrica ho capito quanto fosse fondamentale un’integrazione tra corpo, mente, emozioni e spirito. Questa consapevolezza mi ha mostrato quale doveva essere la direzione del mio lavoro e dopo tanti anni di studi, esperienze su me stessa, apertura e ascolto, sento di aver la possibilità di offrire questo tipo di percorso alle donne che lo desiderano.

Perché tutto il nostro essere femminile richiede integrazione. Integrazione del nostro cuore con i nostri pensieri, aprendoci a chi siamo, donne cicliche, piene di risorse e consapevolezze che aspettano solo di essere portate alla luce.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Non ho mai pensato che avrei fatto una scuola per diventare coach, ma con Anh e con LUNA Scuola di Coaching per l’Anima, è stato amore a prima vista.

Ho sentito che era la scuola per me, nonostante non sapessi nulla di cos’era una coach. Da tempo cercavo uno strumento per migliorare la comunicazione con le mie clienti e ho percepito subito che mi avrebbe fornito gli strumenti che cercavo.

Da circa 14 anni ho iniziato un mio percorso personale di consapevolezza e pensavo che LUNA mi potesse far fare un bel salto di qualità nel rapporto con me stessa. Sono stata molto felice di aver scelto questo percorso. È stato uno dei viaggi più belli che ho fatto.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Ho subito sentito una sinergia con LUNA quindi, la mia prima paura fu di non essere idonea a partecipare al corso.

In più, tra un bimbo piccolo, altri master di formazione che stavo frequentando e un lavoro piuttosto impegnativo, avevo paura di non riuscire a far fronte alla mole di lavoro che il corso prevedeva.

Quando mi hanno scelta, tutte le paure si sono dissipate e l’ho interpretato come un messaggio dell’universo…Se mi avevano scelta significava che la vita mi avrebbe dato le risorse per far fronte all’impegno. Non è stato semplice, ma sicuramente è stato un viaggio meraviglioso che rifarei altre mille volte .

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Nei percorsi che svolgo insieme alle mie coachee si lavora affinché ogni parte del loro essere possa cooperare a raggiungere l’obbiettivo che desiderano. Il lavoro si svolge sul corpo, attraverso l’insegnamento dell’automassaggio, con la scheda sintotermica e attraverso i trattamenti energetici.

Grazie al coaching ci si prende cura delle credenze limitanti, delle emozioni e si vanno a sciogliere i blocchi che non permettono di far evolvere le coachee nelle donne o nelle madri che le desiderano essere.

Molto spesso davanti a una gravidanza che non arriva o a un ciclo mestruale doloroso ci si sente vittime, tradite dal proprio corpo, senza la possibilità di poter porre rimedio alla situazione che si sta vivendo.

Tuttavia, è possibile essere fautrici del proprio benessere, prendendosi cura di sé stesse, del proprio mindset e passando dal ruolo di vittima ad essere le protagoniste della propria storia. La soluzione ai propri problemi è già dentro ognuna di noi. Spesso, si ha solo bisogno di essere accompagnate e sostenute affinché ci si possa far carico delle proprie responsabilità, consapevoli che le proprie risorse potranno fiorire e portare frutto.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

L’ostacolo più grande che ho sentito è stato l’integrare le nuove competenze di coach con il lavoro che già svolgevo e che amavo immensamente. Ho trovato negli strumenti di coaching delle risorse eccezionali che desideravo poter integrare nel mio lavoro, tuttavia avevo molta paura.

Mi sentivo frustrata e in colpa all’idea di lasciare il mio lavoro da ostetrica, ma volevo poter manifestare pienamente chi sentivo di essere, portando al servizio delle donne le mie nuove risorse.

Autorizzarmi a unire la separazione che sentivo, è stato un viaggio durato quasi tutto l’anno di scuola. A ogni sessione di esercitazione con le mie compagne finivo sempre a trattare diverse sfaccettature che questo tema porta con sé.

Quindi, alla fine, la più grande risorsa è stato il coaching stesso e le mie compagne di corso che mi hanno sempre fatta sentire supportata e accolta.

Grazie alla scuola ho potuto prendermi cura con dolcezza di questa mia difficoltà, perdonandomi per le colpe che mi davo ma anche facendo emergere la consapevolezza che non avrei perso nulla, ma anzi sarei stata sempre io, ancora più arricchita perché integra.

È una consapevolezza che ancora oggi nelle giornate “difficili” ricontatto per aiutarmi a far fronte alle difficoltà

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Fai un bel respiro e segui il tuo cuore. Se ti senti chiamata a intraprendere questo viaggio ascolta la tua voce interiore e buttati…tutto il resto troverà lo spazio per manifestarsi.

Puoi trovare Chiara in questi canali:
– Sito web: chiaraserafini.it
– Instagram: @chiara_levatricedellanima


Se anche a te piace aiutare gli altri e ti piacerebbe conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d’Ispirazione.

Quando la creatività e l’intuito si incontrano nel coaching, con Petra Rossi

Quando la creatività e l’intuito si incontrano nel coaching, con Petra Rossi

La creatività è un aspetto inscindibile dell'essenza umana.

Non si tratta solo di saper dipingere un quadro, realizzare qualcosa a mano, scrivere poesie o comporre musiche indimenticabili.

“Noi siamo stati creati e, di conseguenza, noi possiamo creare.”

Dunque, portando la creatività a un livello più pratico e quotidiano, possiamo dire che è tutto ciò che ci permette di rimanere collegati alla nostra parte bambina, all’intuito, alla parte che sogna e comprende il fatto che possono esserci tante possibilità e strade diverse per una stessa situazione.

Questa parte accoglie chi siamo nel profondo e non giudica, perché sa che ci sono azioni dettate dal cuore, e non solo dalla mente, per poter creare cambiamento nelle nostre vite.

Ed ecco che il coaching unito al coraggio della creatività e dell’intuito può realmente cambiare il mondo e rendere la nostra vita ricca e abbondante di Bellezza.

Ce ne ha parlato Petra Rossi, una delle meravigliose coach formatasi nella scuola LUNA che abbiamo intervistato in questo nuovo articolo in cui osserviamo cosa accade quando la creatività e l’intuito si incontrano nel coaching.


Benvenuta Petra!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ciao, sono Petra, 35 anni e sono una Art healer e Coach intuitiva certificata nella splendida LUNA Scuola di Coaching per l'Anima.

Il coaching che sogno e che porto nel mondo è un coaching intuitivo, profondo e che desidera risvegliare la parte creativa dentro di noi.

Quando dico “creativa”, spesso le persone storcono il naso e dicono “io la creatività l'ho lasciata indietro da tanti anni!” oppure “non sono creativa!” oppure “non ho idee”.

Io voglio smentire proprio questo!

La creatività non è solo saper fare un dipinto, una ceramica, realizzare qualcosa a mano, scrivere poesie. La creatività è un aspetto inscindibile dell'essenza umana. È ciò che prima di tutto ci ha permesso di essere qui sulla Terra. Noi siamo stati creati, e di conseguenza, noi possiamo creare.

Ma rimanendo in una concezione più quotidiana e più semplice, posso dire che la creatività è tutto ciò che ci permette di rimanere collegati alla nostra parte bambina, alla nostra parte animica, alla parte che sogna e che intuisce, che sa che possono esserci tante possibilità, tante strade per una stessa situazione. Una parte, quindi, che accoglie chi siamo nel profondo e che non giudica perchè è libera, che sa che ci possono essere azioni precise dettate dal cuore, e non solo dalla mente, per poter creare cambiamento nelle nostre vite.

Ecco, ciò che sogno è che chi si affida a me possa recuperare quella fiducia nel suo essere una persona che crea, avvalendosi del proprio intuito.

Creare cosa? La sua vita! Che magari immagina da tanto! Il suo sogno! Una nuova routine! Un'azione che pensava infattibile! Un cambio lavorativo! Qualsiasi cosa sente e che ora le farebbe dire: “no, non riesco.”

In quel “non riesco” io percepisco un'anima, una persona, sicuramente bloccata da convinzioni ed episodi che hanno rinchiuso quella sua capacità creante in soffitta, sia a livello di pensiero, sia a livello emozionale, che a livello materiale.

Entrando nel mio mondo desidero portare la cliente a ricontattare quella fiamma perduta, quella che fa vedere il mondo nelle sue infinite possibilità, non tanto col mero positivismo ormai obsoleto, ma nell'accezione magica della parola “possibilità”.

Come ci spiega il dizionario Treccani: “Il fatto di esser possibile, la caratteristica di ciò che può esistere, realizzarsi, avvenire.” ; “La condizione, la facoltà, il potere di fare una cosa” ; “Capacità, forze, mezzi di cui si dispone, e che mettono in grado di fare qualcosa”.

Ho desiderato riportare il significato specifico della parola “possibilità” perché, nel mio sentire, è affine a “creatività”: se dico queste parole, sento il cuore che si espande, non è più chiuso, si apre all'azione non pensata in precedenza; si apre al cambiamento, al dirsi che forse si può modificare, trasformare, quel pensiero o quella situazione, in ciò che è meglio per noi.

Il secondo aspetto, quello intuitivo, è ciò che desidero “reiniettare” nella cliente come effetto collaterale del lavoro insieme: altro aspetto nascosto e incompreso ai più, l'intuito è il grande enigma del mondo di oggi.

Se sei intuitivo sei appeso alle nuvole! Ecco, io non lo credo. Se sei intuitivo sei appeso al cuore. E io voglio che ogni persona che incontrerò nel mio cammino lavorativo (e non) possa riacquisire fiducia e dimestichezza con quella favolosa voce interiore che fa percepire le cose prima, che ti fa capire se dire si o no a qualcosa, che ti fa sognare in grande e non a ribasso.

Voglio vedere donne e uomini appagati, perché una Terra appagata è una Terra sana che sa amare e portare Bellezza al tutto.

E qui non ho mezzi concreti per riaccendere l'intuito, ma “solo” l'ascolto, la comprensione e il portare sottobraccio, convalidare il sentire della mia cliente mentre mi racconta i suoi sogni e la sua storia personale, ciò che prova e ciò che dice, silenziando la mente giudicante, zittendo le voci di altri, e portandola all'ascolto intimo di sé stessa.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Volevo unire dei puntini sospesi da troppo tempo nella mia vita. Ho sempre sentito la gioia e la vera realizzazione quando, sostenendo un'amica o qualsiasi persona avesse bisogno, il mio essere con lei portava miglioramento nella sua situazione, portando una visione aperta, una mente veloce e una buona capacità di ascolto.

Per anni ho fatto volontariato per adolescenti e quell'essere accanto nel vedere quei ragazzi felici nel momento in cui venivano accolti e supportati per andare verso sé stessi e i loro sogni, mi ha sempre fatto sentire viva.

Ma non trovavo nulla che centrasse così perfettamente come il coaching! E in realtà non conoscevo questa figura professionale fino a qualche mese prima dell'iscrizione!

Il fatto che coach significhi “allenatore” mi piace un sacco! Non sei uno che indaga il trauma, né tantomeno il ricordo doloroso, sei uno che allena alla voglia di vivere, al raggiungere ciò che sogni!

Io, nel mio caso, alleno alla creatività e all'intuito, al sentirti potente nella tua bellissima vita che attende di essere portata a un'espansione nuova, che meriti!

Quando, grazie a un percorso con una coach appunto, capii che era quella la strada, ho esitato poco a decidere! Mandai la candidatura, fui presa e lì partii il tutto. Il sogno di esserci nella realizzazione della vita dell'altro finalmente era arrivato.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Ce ne sono state tante! E meno male, dico io! Significa che c'era della crescita per me, e così è stato!

La paura principale era se fossi stata in grado di fare “bene” (e ora come coach chiederei “ma, in che senso fare bene?” haha). Cosa che ora è sparita, perché ho imparato che non sono io a creare il risultato, ma è una sinergia tra me e la cliente, un arrendersi all'intuito, un affidarsi a qualcosa che agisce di molto più potente di me (e il secondo “menomale” lo metto qui, haha). La paura ora non c'è più; è rimasta solo la voglia di esserci, per l'altro.

La seconda paura era economica, è stata una bellissima sfida per me: ho messo in piedi una struttura organizzata e precisa che mi ha permesso di completare tutto, sentendomi molto forte, sentendo che davvero le possibilità ci sono sempre se mettiamo in campo la volontà di arrivare, quel desiderio potente di ottenere ciò che sogniamo tanto! Una potente iniezione di fiducia per me su un aspetto della mia vita che è sempre stato critico! Lezione dentro alla lezione, stupendo 🙂

La terza paura era sulla mia costanza: vedere un anno molto intenso davanti a me, per come sono fatta io, mi spaventava, avevo paura di perdere forza e interesse durante. Niente fu più sbagliato! Se fai ciò che ami trovi energia, motivazione e forza, sempre! Non voglio apparire una Wonder Woman che non sono: la stanchezza c'è stata, eccome! Ma non vinceva sul piacere e sulla voglia di imparare che invece mi hanno sempre accompagnata.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

La formazione in LUNA che ho scelto mi permette di portare la cliente verso la sua realizzazione, riabbracciando la creatività e l'intuito proprio attraverso l'impostazione che ci è stata data e attraverso le tecniche imparate (tutte stupende e potenti!), perché è una scuola che parte dal presupposto che per creare cambiamento fuori di noi dobbiamo prima osservare il dentro e portare il cambiamento lì.

In questo percorso ci è stato insegnato a osservare, ovviamente nei limiti del nostro codice etico, le parti “bloccate”, impaurite dal cambiamento, portarle alla luce e creare l'azione sospesa da tempo sostenendo la cliente nel processo di realizzazione concreta del suo obiettivo.

Poi, essendo laureata all'accademia di belle arti ed essendomi formata negli anni sul mezzo artistico come sostegno alla trasformazione, utilizzo anche la pittura intuitiva, dove al suo interno troviamo tanti mezzi, tanti input, tante “possibilità” appunto (pittura, collage, argilla, matite, corpo e visualizzazione).

In questo caso, supporto gruppi di pittura intuitiva dal vivo da diversi anni, ma ora grazie agli strumenti del coaching sento che si è creato quel salto in più che mancava! Il mezzo creativo aiuta l'accesso alla creatività: il mezzo giustifica e aiuta il fine, in questo caso!

Dal gesto creativo recupero il gesto dimenticato, l'azione inespressa, che si cela spesso nel dipinto e che è solitamente la parte che non esce (e che insieme poi si farà vedere), e la portiamo insieme nel mondo. Per portare quel cambiamento di cui la Terra ha tanto bisogno.

Poi, se alle volte si vuole estrarre anche una carta oracolo per acquisire un occhio allegorico e intuitivo sul proprio obiettivo, io sono la prima a proporlo! Le carte sono un mezzo potente, che svalica la mente, e ci portano direttamente sul piano immaginale e simbolico che adoro e che spesso, nelle mie sessioni, arriva in superficie come un altro mezzo principale di interazione tra me e la coachee.

Sto sognando tanto per il mio lavoro, e mi sto organizzando, per portare tantissimi altri strumenti nelle mie sessioni. Sono disponibile per percorsi liberi, per cui accolgo ogni argomento ed obiettivo che viene portato supportando il tutto con il mio accento personale: acquisire di nuovo quel potere creativo e intuitivo per raggiungere l'obiettivo che si vuole, per rendere la vita più magica e appagante. Quindi, chi sente che nella propria situazione non c'è più creatività e intuito e vuole sbloccare questi super poteri (magari mettendo le mani nei colori e nella simbologia personale) per andare verso il proprio obiettivo, io ci sono.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

L'ostacolo più grande che ho affrontato è quello dell'allentare la tensione quando mi viene presentata la questione dalla cliente. Al primo ascolto mi sembrava sempre tutto molto grande, troppo intenso e importante, perché ho premura e rispetto per la vita di chi ho di fronte.

Poi, grazie alla centratura, all'affidamento della sessione e del mio essere qui, la tensione piano piano svanisce e arriva la presenza. Quell'aspetto che nella scuola viene insegnato come prima cosa. E che infatti, ti rende fattibile il tutto. Con la presenza sei lì, accogli, e la questione diventa piano piano affrontabile insieme, grazie alla definizione dell'obiettivo, che restringe il campo e porta il focus su un punto preciso. Grazie a questo ho superato questo scoglio molto importante!

Un altro ostacolo è stato quello di avere delle volte paura di essere “spigolosa”, magari dicendo alla cliente che non si stava avanzando. È accaduto proprio con una cliente che, dicendole che parlando di tutt'altro c'era dispersione nella sessione, e che lo dicevo per lei essendo quello il suo tempo, la volta dopo mi ringraziò dicendo che le aveva fatto bene sentirsi dire questa cosa. Le sessioni andarono meglio da lì in poi. Quindi da quel momento non ho timore di essere integra, di portare chiarezza anche sembrando scomoda.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglio un gesto potente e semplice allo stesso tempo: mettersi una mano sul cuore e chiedersi “voglio esserci davvero per l'altro?” e sentire la risposta.

È un lavoro che non può prescindere l'amore per l'essere umano. Nel vederlo realizzato, pronto, in piena fiducia delle sue capacità, vedendolo aperto a vedere ogni possibilità gli si possono presentare davanti, tu come coach avrai il cuore a mille! Sarai un suo compagno di viaggio, uno che crede in lui.

E spesso noterai che nessuna tecnica sarà mai così potente come il semplice fatto di accoglierlo. Questa è la grande sfida di essere una coach: vedere già l'altro nella sua completezza quando ancora si vede solo come un piccolo seme perduto. Farai la differenza se lo vedrai già come un albero fiorito. Sia per lui che per il mondo intero.

Puoi trovare Petra su Instagram: @petrartcoaching.


Se anche tu senti il bisogno di liberare la tua creatività e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d’Ispirazione.

Conti chiari, amicizia lunga. Scoprire l’altra “faccia” del denaro grazie al coaching, con Olessia Rudenko

Conti chiari, amicizia lunga. Scoprire l’altra “faccia” del denaro grazie al coaching, con Olessia Rudenko

Il denaro non fa la felicità. Indubbiamente no, ma la sua mancanza ancora meno!

Anzi, le preoccupazioni legate al denaro sono una delle principali cause di stress e di frustrazione. Inoltre, le nostre convinzioni limitanti legate ai soldi spesso non aiutano a risolvere i problemi.

Il fatto è che il nostro rapporto con il denaro è come uno specchio; è un riflesso fedele del livello di chiarezza o confusione che abbiamo verso il nostro vissuto, il sistema familiare e verso di noi.

Noi donne spesso siamo convinte che la finanza non faccia per noi, che siamo troppo creative per guardare i numeri. Invece, se desideriamo la libertà e la nostra indipendenza, i soldi sono uno dei mezzi che possono facilitare questo processo.

E se ti dicessimo che anche questa volta il coaching è il nostro alleato, ci crederesti?

Ebbene sì!

Mentre nella scorsa intervista abbiamo parlato di come liberarsi dalla paura del giudizio, in questo articolo esploriamo l'altra “faccia” del denaro con l’aiuto del coaching.

E lo faremo con Olessia Rudenko, una delle fantastiche coach formatasi nella scuola LUNA.


Benvenuta Olessia!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ecco, questa è una domanda che ogni volta mi coglie un po’ in difficoltà per rispondere e trovare una definizione breve.

Direi che sono un’anima in continua evoluzione e trasformazione. Sono una “multipotentialite”. La mia innata curiosità e vari eventi della mia vita mi hanno portata ad approfondire delle tematiche molto diverse tra loro, fra cui le Arti applicative, il Graphic Design, il Marketing & Comunicazione, le Biocostellazioni, le 5 Leggi Biologiche, Reiki, Numerologia, Trading, Finanza Personale e Comportamentale… e tutte sono unite da unico filo conduttore: Energia e Amore.

Mi chiamo Olessia (si scrive con la O ma si pronuncia con la A, come Alessia, così è più facile!) Sono di origine russa ma nata in Kazakistan, e dal 2000 vivo a Rimini.

Mi piace definirmi una Curandera Angelica.

Sono una donna che vuole riscoprire il proprio potere personale, la propria determinazione, l’amore e il rispetto per se stessa. Soprattutto sono alla ricerca dell’essenza della mia anima. La vita è la mia maestra e sono consapevole di essere sempre sua allieva.

Ciò che mi trovo ad affrontare è forse la più difficile delle prove: l’incontro con le mie stesse paure, faccia a faccia. Grazie a questo, comprendo che la forza interiore è più forte di ogni condizionamento.

Ogni Curandera è disposta ad aiutare chiunque desidera intraprendere un cammino di conoscenza di sé, a patto, però, che si affidi all’insegnamento della maestra, colei che precedentemente ha percorso gli stessi passi.

Per 8 anni ho vissuto a Mosca per studiare prima le Arti applicative, in particolare il tombolo (merletto fatto con i bastoncini di legno) e poi Graphic Design.

Per più di 20 anni ho fatto la graphic designer prevalentemente nell’ambito della finanza. Influenzata da questo ambiente, ho cominciato a interessarmi al trading e agli investimenti, e più imparavo e più questo grande settore mi affascinava.

Ora uso il denaro come strumento per la crescita personale. In quanto il nostro rapporto con il denaro è come uno specchio, è un riflesso fedele del livello di chiarezza o confusione che abbiamo verso il nostro vissuto, il sistema familiare e verso di noi. Il denaro rivela anche il valore che diamo a noi stessi, la nostra autostima oltre alla nostra emotività.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Direi l’Intuizione Alchemica!

Ho voluto apprendere e approfondire una modalità professionale diversa da quelle tecnico-finanziarie che stavo già usando. Desideravo una professione che fosse più centrata sull’ascolto attivo, grazie alla quale potessi arricchire il mio bagaglio di conoscenza e che, a mia volta, potessi mettere a disposizione nella relazione d’aiuto alla persona. 

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

La cosa più buffa è che detesto la parola “Coach”!

Molto prima di conoscere Anh, mi è capitato di partecipare a un evento di empowerment femminile di tre giorni e, durante alcuni momenti di networking, alla domanda «Cosa fai?», nove volte su dieci le partecipanti rispondevano «Faccio la coach!» e io, da perfetta ignorante in materia, guardavo con un sorriso la mia interlocutrice e dentro di me pensavo «ok, ma che cavolo vuol dire?».

Al terzo giorno, dopo aver sentito «Faccio la coach!» centinaia di volte, ero nauseata da quella parola e nella mia testa si era formata l'idea che tutta quella gente fosse troppo... sprezzante e megalomane e che non sapesse cosa fare nella vita per cui “fanno la coach” solo perché è di moda e suona “figo”. Potete immaginare la mia resistenza a iscrivermi a una scuola di coaching…

Poi ho conosciuto Anh in un percorso che è durato un anno, in cui ho trovato tante affinità di pensiero, e mi affascinava quel particolare modo di porsi. Il programma di studio proposto era in perfetta armonia con la parte Curandera di me stessa.

Durante il percorso mi sono resa conto di quanto studio ci fosse alla base, e del livello di serietà di questa professione.

Inoltre, percepivo una profonda trasformazione che stava avvenendo piano piano anche dentro di me, notavo un cambiamento nel mio modo di fare e di relazionarmi, soprattutto con i miei figli, che erano e sono tuttora nel periodo delicato dell’adolescenza con i loro tormenti nella ricerca di sé stessi. 

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Credo che i soldi non facciano la felicità, ma la loro mancanza ancora meno! E direi di più: le preoccupazioni legate al denaro sono la prima causa di stress, infelicità e insoddisfazione.

Credo anche che tutto quello su cui poniamo la nostra amorevole attenzione fiorisca e cresca. Invece, ignorare i problemi, come possono essere appunto i problemi con i soldi, non aiuta a risolverli.

Credo nella libertà e nell’indipendenza, e i soldi sono solo uno dei mezzi che facilita ad acquisirle, per cui è bene imparare a usarli e averli come alleati nella nostra cassetta di attrezzi. Disporre di tanti soldi ci permette anche di aiutare qualcuno che ne ha meno di noi.

Credo che noi donne spesso siamo troppo convinte che la finanza non faccia per noi, che siamo troppo creative per guardare i numeri e che comprendere la finanza e fare investimenti non sia alla nostra portata. Non mi sta bene che la donna si sottovaluti così e che non sfrutti le possibilità che può offrire il mercato finanziario.

Credo che, se fino adesso non siamo riuscite ad avere i risultati o il tenore di vita desiderati, sia solo perché non sapevamo come fare e nessuno ci ha mai insegnato come tracciare la strada per arrivarci.

Tutti vogliono diventare ricchi dall’oggi al domani senza fare nulla, e sono pochissime le persone disposte a guardare con coraggio e costanza i propri numeri! Un lavoro del genere richiede di tracciare le proprie entrate e uscite, cioè le proprie spese. Richiede di fare le azioni giuste, facendo un passo alla volta nel tempo necessario per raggiungere i propri obiettivi, che per ognuno possono essere molto diversi e bisogna essere disposti anche a cambiare obiettivi strada facendo.

Attraverso un questionario preliminare viene individuato il piano d'azione personalizzato che verrà svolto in 5 sessioni e andrà a lavorare su due tematiche:

Conti chiari, amicizia lunga: dove finiscono i miei soldi?

Impariamo a tracciare le spese acquisendo consapevolezza di quello che entra ed esce dalla tasca. Trascrivendo le cifre su dei fogli Excel, le mettiamo sotto una lente di ingrandimento e poniamo l’attenzione sul perché di quelle spese, utilizzando le domande potenti del coaching che accompagna la trasformazione.

Facciamo il Check-up Enereconomico, cioè guardiamo dove va indirizzata la nostra energia economica trovando equilibrio tra le necessità pratiche, i desideri dell'anima e la mente reattiva.

Iniziamo a pianificare con attenzione per non trovarci con "l'acqua alla gola" o il conto in rosso a sorpresa, e inoltre, impariamo sia a fare ottimizzazione, sia il dreaming, che ci aiuta ad avere più chiarezza, a conquistare sempre di più la nostra indipendenza, la serenità economica ed emotiva, e ad avere più libertà di scelta.

L’altra faccia della moneta. Aspetto emotivo: anche i soldi hanno l’anima.

Andiamo a cambiare lo stato negativo, le nostre ombre e le credenze poco funzionali, riguardo ai soldi, che ci sono stati insegnati da chi ci circonda. Perché il passato, che ne conserviamo la memoria oppure no, giace dentro di noi e condiziona la nostra vita anche se dimentichiamo alcuni eventi.

Scopriremmo di essere meritevoli dell'abbondanza e andremmo a sanare i legami invisibili che ci impediscono il benessere nella nostra vita attraverso tecniche di coaching come Meta Model o con aiuto delle carte Magia Interiore.

In seguito, si è pronti a fare un ulteriore terzo passo: Sfida dell'Abbondanza: Trading per il sociale.

Oggi viviamo in un periodo storico estremamente complesso, pieno di incertezze per il lavoro, per la salute e per il proprio futuro. Avere un piano “B”, “C” e forse anche “D” e non dipendere da un’unica fonte di entrate sta diventando sempre più urgente. Il bisogno di aumentare le proprie entrate cresce, ma come si fa senza aumentare le ore di lavoro?

Con questo percorso, teorico e pratico, si impara a fare il trading sui mercati finanziari partendo completamente da zero, superando la paura di perdere i soldi in Borsa e allo stesso tempo aiutando chi è più sfortunato di noi. Poiché l’abbondanza da più gioia quando è condivisa.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

La cosa più difficile è stata smettere il ruolo di “salvatrice”, che era quasi diventata un’abitudine nociva, e uscire quindi dal “triangolo drammatico”. Inoltre, smettere di voler dare consigli e risolvere la questione della coachee a tutti costi, cancellare l’ansia di prestazione, interrompere la ricerca della domanda giusta da fare nel momento giusto

Ho superato tutto questo e altro ancora, dando più valore al silenzio, all’osservazione e all’ascolto attivo, dando più fiducia a me stessa, ascoltando il mio intuito e lasciandomi andare alla danza alchemica con la coachee.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Di non aver paura di mettersi in gioco, di essere disposte a scendere in profondità, negli inferi delle proprie ombre, per poi rinascere e risplendere più che mai, di non smettere mai di lavorare su se stesse e di fare tanta pratica.

Puoi trovare Olessia in questi canali:


Se anche tu sei in fase di riflessione, senti di avere bisogno di trovare l’ispirazione nella tua vita e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se vuoi saperne di più sul magico mondo del coaching con le carte, dai un’occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d’Ispirazione.