Illumina la tua vita usando i Tarocchi, con Manuela Angelini

Illumina la tua vita usando i Tarocchi, con Manuela Angelini

Illumina la tua vita usando i Tarocchi, con Manuela Angelini

Usare i Tarocchi non vuol dire prevedere il futuro; sono un mezzo molto potente per fare chiarezza nel nostro cuore. Sono una guida interiore che ci faccia sentire sicure di noi stesse, delle nostre intuizioni e delle nostre scelte, sia nella vita privata sia nell’ambito lavorativo.

Un po’ come le carte d’ispirazione, anche i Tarocchi ci permettono di tirare fuori il nostro potenziale, conoscere e incanalare al meglio le nostre energie, a patto che siamo pronte a impegnarci per realizzare i nostri sogni e la vita che desideriamo.

È dunque fondamentale compiere quel primo passo verso la consapevolezza del fatto che siamo parte di un tutto, di un mondo molto più ampio di quello che vediamo, sentiamo o tocchiamo, in cui ogni cosa è profondamente connessa all'altra, perché ogni cosa è pura energia.

In una recente intervista, ti abbiamo raccontato di come puoi usare il Reiki per aiutare le donne a ritrovare l’equilibrio interiore, mentre in questo blog post ci focalizziamo sul coaching e la magia dei Tarocchi. Una magia che non ha niente a che fare con illusioni e trucchi, ma che riguarda noi stesse, il nostro intuito e il nostro potere personale.

Lo faremo con Manuela Angelini, Tarot Mentor e coach formatasi nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Manuela!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Manuela e mi occupo di tarocchi e consapevolezza.

Leggo e insegno i tarocchi a donne intelligenti, curiose e piene di talenti, che vogliono compiere un viaggio dentro sé stesse per comprendere blocchi e paure, riscoprire la loro magia, manifestare il loro potenziale e creare la vita che desiderano.

Nella vita ho una missione: tirare fuori i tarocchi dall'immaginario polveroso e pieno di superstizioni in cui sono stati relegati, ridar loro dignità e restituirli alle persone come mezzo per risvegliare l'intuito, connettersi alla propria saggezza interiore e come guida verso la realizzazione.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Nel mio lavoro come lettrice di tarocchi mi capitava spesso di provare una frustrazione: una volta fatta luce sulla questione, portata consapevolezza su blocchi e paure che impedivano alla consultante di uscire dalla sua impasse, sentivo che mancava qualcosa che potesse aiutare la consultante a passare davvero dalla consapevolezza all'azione. Cercavo quindi degli strumenti pratici e delle tecniche che potessero potenziare la lettura e accompagnare le mie clienti oltre la consapevolezza, verso la scoperta delle risorse e le azioni ispirate.

In realtà, poi, nel coaching ho trovato molto più di questo: non si tratta semplicemente di “strumenti” che si, sono utilissimi, ma ancora prima di lavoro su di sé, di ascolto, presenza e l'importanza di creare uno spazio sacro per la trasformazione: di diventare, in definitiva, una persona e una professionista migliore.

3. Prima d'iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Non ho avuto resistenze particolari perché ero proprio in cerca di qualcosa che potesse colmare quel gap che avvertivo. Cercavo però qualcosa che fosse in linea con il mio sentire, il mio modo di essere e di lavorare e quello che trovavo non riusciva mai a stimolare le mie corde.

LUNA Scuola di Coaching per l'Anima, invece, con il suo approccio “olistico” che presta attenzione prima all'essere e poi al fare, in cui l'intuito è particolarmente valorizzato e in cui non si pone tutta l'attenzione alla performance, ma si accompagna verso azioni ispirate e in linea con chi siamo, e con i nostri desideri più autentici e profondi, mi ha convinta fin da subito. Infatti ero iscritta alla lista di attesa.

Di paure invece ce ne sono state e si sono manifestate più all'inizio del percorso che non prima: la paura di non essere capace, di sbagliare, di non essere efficace, di non riuscire a mettere in pratica ciò che apprendevo.

Come ho superato queste paure? È il percorso stesso che mi ha permesso di vederle, di capire che era umano provare tutto questo, ma anche che il coaching è un'altra cosa e non riguarda solo noi o la nostra efficacia e bravura, ma ha a che fare con l'energia, la presenza, l'essere lì per l'altro.

La cosa meravigliosa è che nel percorrere questo cammino con Anh, le stupende tutor e le meravigliose compagne di viaggio, hai la possibilità non solo di “capire” questo a livello concettuale ma di “esserlo”, d'incarnarlo in un certo senso. Questo cambia davvero tutto.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Nel mio lavoro uso un approccio multidisciplinare - io lo chiamo la mia lanterna magica – che rappresenta un mix di coaching, Tarocchi, mentoring e un pizzico di magia (intesa, nel senso più alto del termine, come consapevolezza e allineamento alle proprie energie, potere creativo-trasformativo e responsabilità delle proprie azioni).

Lo strumento portante del mio lavoro sono i tarocchi, ma questo non significa che predico il futuro, ma, insieme alla cliente, andiamo a esplorare desideri, blocchi, risorse e potenzialità che possano aprire una strada affinché sia lei a creare il suo futuro.

Si può partire da una lettura in chiave introspettiva, energetica ed evolutiva e, in base a ciò che emerge si può ragionare insieme alla cliente se c'è qualcosa di specifico su cui desidera lavorare per sciogliere la sua situazione, e lì entra in gioco il coaching. A volte, invece accade il contrario, si parte da una normale sessione di coaching e, se la cliente è interessata e la situazione si presta, si può esplorare la situazione in modo alternativo, attraverso i tarocchi. È molto affascinante, quasi magico.

Nell'ambito più specifico del coaching mi concentro molto sull'ascolto privo di giudizio, la fiducia, il contatto con le emozioni, le domande (una rivoluzione detto da chi, nel sentire comune dovrebbe solo “dare risposte”) attraverso cui creare nuove consapevolezze e diversi punti di vista, mettendo in discussione convinzioni e pensieri limitanti, gli archetipi, l'empowerment e le azioni ispirate. Poi in realtà molto dipende dal caso concreto, si vede di volta in volta cosa la situazione e l'intuito suggeriscono essere più adatto.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Come dicevo sopra, gli ostacoli che ho incontrato sono stati soprattutto interni, creati dalla mia mente, dalle mie convinzioni inconsce e dall'ego.

Fortunatamente ho trovato una scuola che, al di là delle nozioni (che pure ci sono e molto valide) mi ha permesso essere fruitrice di coaching in prima persona e quindi di poter lavorare direttamente su questi aspetti.

Ho trovato in LUNA moltissima attenzione al mindset del coach come professionista ed è stato fondamentale.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Sicuramente di dare ascolto e seguito a questo desiderio, poiché se qualcosa ci chiama, anche se sembra difficile, impegnativo o al di fuori della nostra portata, è importante darsi un’opportunità: potrebbero aprirsi scenari inaspettati. Di farlo però attraverso una formazione seria, di valore e, soprattutto, che sia in linea con le proprie corde.

Una volta trovato il percorso che fa per sé, il mio consiglio è di sperimentare, avere fiducia, essere disposti a lavorare in primo luogo su di sé per poter poi essere di supporto e aiuto agli altri.

Puoi trovare Manuela in questi canali:
- Sito: manuelaangelini.it         
- Facebook: Manuela a Tarot Reader  
- Instagram: @manuela.angelini_tarot  


Se anche tu sei in una fase di riflessione, senti di avere bisogno di trovare l’ispirazione nella tua vita e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo simpatico quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E se desideri scoprire il fantastico mondo delle carte d'ispirazione, dai subito un'occhiata al corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d'Ispirazione.

Come scegliere la scuola di coaching giusta per te?

Come scegliere la scuola di coaching giusta per te?

Fammi indovinare: sei una persona intuitiva ed empatica, appassionata di crescita personale, che ama imparare nuove cose e aiutare le persone. Forse sei attratta da ciò che va oltre l’ordinario e vorresti conoscere degli strumenti concreti per creare una vita appagante e facilitare il cambiamento anche negli altri.

Se ti riconosci in queste affermazioni, non è un caso che tu sia atterrata qui. Magari hai scelto (o stai considerando l’idea) d'intraprendere la professione di coach, ma prima desideri trovare una scuola di coaching che non solo ti permetta di acquisire vere conoscenze, competenze e abilità, ma che sia anche in linea con te stessa e la tua Essenza.

Tra l’online e l’offline l’offerta formativa è sempre più vasta, perciò sarai contenta di sapere che in questo articolo veniamo in tuo soccorso. Ti aiutiamo a fare maggiore chiarezza su quali sono gli aspetti di cui tenere conto per prendere una decisione di questa importanza, così che tu possa finalmente scegliere, non una scuola di coaching qualunque, ma la scuola di coaching più giusta per te.


Gli aspetti formali contano (ma non sono tutto!)

Probabilmente l’hai già fatta la tua ricerca online e una lunga lista di criteri ti si è palesata davanti: la reputazione, la metodologia, i docenti, il programma, gli strumenti, la durata, il costo, i diplomi rilasciati e chi più ne ha più ne metta. Eppure, gli interrogativi sembrano non andarsene: Che strada prendere? Quale tipo di programma scegliere? A quale scuola affidarsi?

Sebbene siano tutti aspetti da considerare (perché è sempre bene non fare affidamento sul primo che passa e ancora meglio optare per un corso che ti permette di ottenere una certificazione accreditata), la scuola di coaching giusta per te non è quella che sulla carta sembra perfetta e soddisfa ogni requisito, ma è quella che arriva diretta alla tua Anima.

Imparare il coaching, infatti, non è solo una questione di testa, ma anche e soprattutto di cuore e di Anima. Perciò oltre agli aspetti più tecnici e formali, è importante andare oltre e scegliere un percorso di formazione in cui credere nel profondo. Solo in questo modo può realizzarsi la trasformazione personale e professionale che è necessaria per diventare coach.

La scuola che fa per te è allineata con ciò che SEI

La scuola di coaching giusta per te, quindi, è un po’ come quella persona nuova che incontri per caso e con cui scopri, con grande piacere, di avere un sacco di cose in comune. È una scuola che ha una filosofia di pensiero che risuona con te, ha una cultura a cui senti di appartenere e ha una Visione e una Missione che ti rispecchiano.

La Visione di un’impresa è come essa immagina il suo mondo ideale, è la proiezione futura di una realtà che rispecchia i suoi valori e le sue aspirazioni. La Missione è invece lo scopo della sua esistenza, è ciò la guida verso la direzione giusta. Quando identifichiamo questi aspetti (anche e soprattutto per noi stessi), possiamo vedere con chiarezza quello che vogliamo e scegliere solo ciò che è più giusto per noi.

Per cui non ti resta che immaginare il tipo di mondo in cui TU vorresti vivere. Che cosa vi accade? Quali sono le sue caratteristiche? E che cosa vorresti vedere realizzato attraverso il tuo contributo e gli strumenti che avrai imparato una volta concluso il corso per diventare coach? Come vedi cambiare la tua vita e quella delle altre persone?

I 5 valori chiave di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima

Come ogni anno, anche per LUNA Scuola di Coaching ho esplicitato la Visione e Missione, e non solo. Ho individuato anche i valori chiave della scuola, ovvero quello in cui noi tutte del team LUNA crediamo e che riteniamo fondamentale nel modo in cui viviamo e lavoriamo. Insomma, tutto ciò che ci motiva ad alzarci la mattina e fare in modo che il nostro sogno (e quello di tante altre donne) diventi realtà.

Quale sogno, ti starai chiedendo? Un mondo in cui le persone conoscono sé stesse, vivono in allineamento con la propria Anima, agiscono in sintonia con le forze Universali per manifestare la vita che desiderano, si sentono realizzate nel profondo, si relazionano in maniera autentica con gli altri, usano le proprie capacità per contribuire allo sviluppo interiore e alla consapevolezza degli altri e (ultimo ma non per importanza) si amano e si rispettano, senza timore di essere sé stesse e di far brillare la propria luce.

LUNA Scuola di Coaching aiuta le donne a diventare attivatrici di questa trasformazione, nonché coach professioniste che soddisfano i più alti standard del mondo del coaching e che uniscono in modo armonioso la dimensione dell’Essere e del Fare, in modo da integrare degli strumenti di crescita personale e sviluppo spirituale nella propria vita e diffonderli in quella di tante altre persone. Tutto questo seguendo appunto cinque principi di centrale importanza, quali:

1) Unicità e autenticità

Ognuna di noi ha una luce dentro, che merita di brillare. Questa luce sono i nostri doni, le nostre potenzialità, il nostro essere autentico, la nostra Essenza, la nostra Anima. Quando coltiviamo la nostra luce e lasciamo che brilli appieno, essa diventa ispirazione anche per gli altri.

2) Fiducia e abbondanza

Crediamo in un mindset pro-attivo e di fiducia. Là fuori ci sono abbastanza opportunità per tutti. Tutti possiamo "vincere" senza che nessuno debba perdere. Siamo fiduciose che l'Universo ci porti ciò di cui abbiamo bisogno e facciamo la nostra parte per diventare chi siamo per davvero.

3) Co-creazione e responsabilità

Noi siamo co-creatrici del nostro destino, noi abbiamo l'abilità di rispondere agli eventi esterni. Possiamo manifestare ciò di cui abbiamo bisogno, in pieno allineamento con le forze dell'Universo. E quando ci rendiamo conto che il nostro Ego sta per prendere il sopravvento, è proprio quello il momento in cui possiamo lasciare andare il controllo e affidarci ancora di più.

4) Accettazione e auto-compassione

C'è della bellezza in tutte noi, e ci accettiamo anche quando pensiamo di fallire, quando non riusciamo a fare ciò che vorremmo. Siamo esseri umani e donne, rispettiamo i nostri tempi e le nostre esigenze, rispettiamo noi stesse e ci prendiamo cura di noi nel senso più profondo del termine, coltiviamo l'amore e la compassione verso noi stesse. Avere dei momenti di scoramento è normalissimo e quando le emozioni "negative" si presentano, possiamo accoglierle per integrarle.

5) Crescita e consapevolezza

La nostra vita è il nostro primo insegnante, il nostro campo di pratica. Le difficoltà che incontriamo non accadono a noi, ma per noi. Ci aiutano a scoprire noi stesse e a crescere a livello personale e spirituale. È un percorso continuo, è il viaggio da vivere giorno dopo giorno. Quando coltiviamo noi stesse e la nostra energia, questa si riflette nel modo in cui noi ci sentiamo e nei risultati che otteniamo.


Questi valori rispecchiano quello in cui credi anche tu? Questa visione è allineata con quella della scuola che desideri frequentare? Se stai sentendo questa affinità, accedi ora (senza impegno) alla lista d’attesa, oppure divertiti a scoprire che tipo di coach saresti con il fantastico LUNA QUIZ.

Trovare l’equilibrio interiore, con Valentina Golin

Trovare l’equilibrio interiore, con Valentina Golin

Trovare l’equilibrio interiore, con Valentina Golin

Trovare il nostro equilibrio interiore e il nostro modo unico di essere donne è ciò che molte di noi desiderano per stare bene e vivere una vita felice.

Il cambiamento, però, è un “compagno fedele” delle donne. Ad esempio, quando arriva il nostro primo ciclo, durante la gravidanza o la sua mancanza, quando diventiamo madri, oppure quando entriamo in menopausa.

Molto spesso, questi cambiamenti ci spaventano, perché non siamo supportate adeguatamente. La maggior parte delle volte, le aspettative della società, dei nostri cari e di noi stesse si accumulano, e diventa difficile ascoltarci e seguire la nostra vera strada.

La bella notizia è che noi non siamo sole e possiamo sfruttare molti strumenti per agire e per creare il nostro spazio sicuro e sacro in cui risvegliare la nostra unicità e ritrovare l’equilibrio interiore.

Recentemente, abbiamo parlato di saper amare il proprio corpo senza condizioni, mentre in questo blog post ci focalizziamo su come possiamo combinare il coaching con la tecnica Reiki per aiutare le donne a trovare il proprio equilibrio interiore.

Lo faremo con Valentina Golin, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Valentina!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Valentina e sono una Holistic Coach. Supporto le donne nel riconnettersi con loro stesse, nell’accogliersi, nel rispettarsi, nell’integrare tutto ciò che sono per riappropriarsi della loro essenza e del loro sentire e manifestare così la loro unicità nel mondo.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Lavorando inizialmente come operatrice e insegnante Reiki e come Moon Mother, mi sono accorta che mi mancavano degli strumenti per supportare a tutto tondo le mie clienti. Strumenti che permettessero loro di andare in profondità, di esplorarsi a fondo e accogliersi nella loro interezza.

Volevo una serie di strumenti da poter integrare con il mio lavoro che mi permettesse di accompagnare le mie clienti nel loro viaggio personale di riscoperta di loro stesse, accoglienza, guarigione olistica e manifestazione personale.

Diventare Coach mi ha dato ciò che cercavo.

3. Prima d'iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Le mie paure prima d'iniziare la scuola erano parecchie: paura di non avere abbastanza tempo, paura di non riuscire, paura d'investire su di me, di non essere all’altezza.

Le paure le ho superate innanzitutto fidandomi di quella sensazione fortissima dentro di me che mi diceva che questa era la strada giusta per me. Sentivo proprio una sensazione fisica nello stomaco che mi spingeva verso la scuola, come un magnete.

Dopo aver ascoltato ed essermi fidata della mia bussola interiore, il resto delle paure le ho superate grazie ad Anh, le mie Moon Tutors e le mie Moon Sisters durante il corso in quello che è stato il percorso più bello e trasformativo della mia vita.

Un percorso durante il quale la giusta miscela di teoria, pratica e sorellanza ha fatto crollare tutte le mie resistenze interne e ha permesso alla mia luce interiore di brillare.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Supporto le mie coachee all’esplorazione di loro stesse, dei loro desideri, di cosa le fa stare bene o male, dei loro triggers, paure, bisogni e ombre.

Vedo le mie clienti come individui nella loro interezza e credo profondamente che abbiano dentro di loro tutto ciò che serve per creare la loro strada in allineamento con la loro essenza. Lo faccio con compassione, accoglienza, gentilezza e un tocco di leggerezza.

Lo faccio perché’ credo profondamente che ogni vita abbia uguale valore e importanza e sia meritevole di essere vissuta appieno.

Utilizzando un misto di tecniche che lavorano sull’individuo sui 4 livelli (fisico, mentale, emotivo e spirituale) accompagno le mie clienti ad ascoltarsi, a entrare in contatto con il proprio corpo per ritrovare loro stesse e ridare valore ai propri processi interni di validazione, a seguire la così detta bussola interiore.

Le accompagno in questo viaggio aiutandole a riconnettersi con la loro ciclicità, a esplorare loro stesse in relazione al proprio ciclo (mestruale o lunare), riattivando i loro centri energetici femminili e bilanciando le energie degli archetipi in modo da promuovere uno stato di "selfless awareness" durante il percorso.

Lavorando con le energie degli archetipi femminili, le tecniche di coaching per l’anima e introducendo le mie clienti al concetto di Menstrual Cycle Awareness, le supporto ad ascoltarsi, a stare con quello che c’è, a esplorarsi e sperimentare in maniera giocosa cosa sentono giusto per loro e cosa no; cosicché possano lasciare andare tutto ciò che non appartiene loro e possano riappropriarsi di loro stesse.

Comprendendo in maniera approfondita come cambiamo giorno per giorno all’interno di un ciclo, possiamo prendere coscienza di tutte le parti di noi stesse, dei nostri triggers, ombre e bisogni e anche di ciò che non ci appartiene, ciò di cui ci siamo "vestite" crescendo, ma che non fa parte della nostra essenza.

Osservando tutto ciò in maniera distaccata, possiamo imparare ad accogliere noi stesse nella nostra interezza, sviluppando compassione verso noi stesse, verso i nostri bisogni e manifestare una vita allineata con chi siamo veramente.

Il percorso che propongo alle mie clienti è cucito su misura in base a come ognuna si relaziona alle varie energie presenti all’interno di un ciclo proprio perché ognuna di noi è unica.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Gli ostacoli incontrati durante il percorso sono stati legati a convinzioni che avevo su di me, sul mio valore, sul non essere abbastanza, il mio bisogno di controllo e la mia paura nel lasciare andare.

Li ho superati grazie al supporto ricevuto tramite mentoring da Anh e le Moon Tutors, grazie all’accoglienza e supporto delle mie compagne di corso che mi ha permesso di aprirmi e portare nelle sessioni di pratica questioni importanti su cui ho lavorato durante tutto l’hanno di corso, culminando con il Manifest Retreat.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglio, a chi sente la chiamata, di fidarsi del proprio intuito, di buttarsi e iscriversi a LUNA.

Tutte le emozioni frenanti e pensieri limitanti che magari stai provando ora, saranno terreno fertile su cui potrai lavorare durante il corso, perché’ il coaching non aiuta solo la coachee ma anche i coach.

Ci saranno momenti stupendi e momenti difficili ma non li affronterai mai sola, avrai intorno a te un cerchio di donne pronte a supportarti e accoglierti.

E’ un percorso continuo di crescita personale e professionale, libero da giudizi e colmo di accoglienza e supporto. Insomma, è un viaggio dell’anima semplicemente meraviglioso alla ricerca dell'equilibrio interiore.

Valentina Golin Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Valentina in questi canali:
- Sito: reikiforwomen.co.uk       
- Facebook: Valentina Golin - Soul Midwife
- Instagram: @valentina.golin  


Se anche tu sei in una fase di riflessione, senti di avere bisogno di trovare il tuo equilibrio interiore e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo utile quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Come amare il proprio corpo (senza condizioni), con Nicoletta Barra

Come amare il proprio corpo (senza condizioni), con Nicoletta Barra

Come amare il proprio corpo (senza condizioni), con Nicoletta Barra

Saper amare il proprio corpo può essere un obiettivo ambizioso. Naturalmente non parliamo unicamente di apparire “belle” davanti allo specchio. Il nostro corpo non è solamente un involucro. È un tempio sacro! Esso costituisce la forma fisica e materiale che ci permette di esistere in questo mondo.

Dunque, amarsi incondizionatamente fa parte della crescita personale e significa imparare a conoscersi, accettarsi, accogliersi in profondità. E nonostante sia più facile dire che fare, grazie ai numerosi strumenti di coaching è possibile imparare a volersi bene e a creare una profonda relazione d’amore con noi stesse.

Nella precedente intervista, abbiamo parlato di come riscoprire il potenziale nascosto, e in questo blog post ti mostreremo come puoi usare il coaching per aiutare te stessa e gli altri ad amare il proprio corpo ogni giorno di più. Lo faremo con Nicoletta Barra, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Nicoletta!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Nicoletta Barra, sono Personal Trainer ed educatrice alimentare, accompagno le donne a migliorare la relazione d’amore con il proprio corpo attraverso percorsi personalizzati di benessere psico-corporeo.

Il corpo è un portale verso il mondo interiore e lavorare su più livelli, corporeo ma anche mentale ed emozionale, rappresenta un viaggio profondo che porta a una trasformazione non solo esteriore, ma anche interiore e produce una connessione unica con sé stesse.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Sono già fitness coach quindi, aiuto le donne che si rivolgono a me a settare e raggiungere gli obiettivi di benessere corporeo che desiderano, sentirsi in forma, essere a proprio agio nel proprio corpo.

Ma per ottenere risultati davvero efficaci non basta limitarsi a seguire semplicemente uno specifico programma di allenamento piuttosto che un altro. È consapevolizzare comportamenti e promuovere nuove abitudini in linea con i propri valori profondi e la propria vera essenza.

Quindi ho deciso di espandere le mie competenze con un approccio di coaching che fosse più profondo, e con strumenti che ampliassero la semplice visione del gol setting basata su stabilire azioni e metterle in pratica.

Per fare questo upgrade delle mie competenze, ho scelto LUNA - Scuola di Coaching per l’Anima, proprio quella che sentivo nel profondo adatta a me e con il suo programma ricco. Una scelta che rifarei mille volte, perché il percorso ha superato di moltissimo ogni mia aspettativa.

3. Prima d'iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Resistenze vere e proprie no, ma sapevo che il percorso per diventare coach avrebbe richiesto un viaggio dentro di me e una flessibilità a lavorare su ciò che sarebbe emerso.

Sapere che ogni livello di lavoro in più si traduce in una consapevolezza e una competenza maggiore da mettere al servizio del benessere delle donne che si rivolgono a me, è stata una spinta super potente a predispormi con entusiasmo e voglia di arricchire la mia professionalità con il corso di coaching.

Ricordo benissimo il giorno in cui stavo per iscrivermi a un corso di coaching con un’altra scuola: nel preciso momento in cui stavo per effettuare l’iscrizione, mi è arrivata la mail che annunciava la possibilità di candidarsi a LUNA - Scuola di Coaching per l'Anima .

In quell’istante ho scelto senza esitazioni subito di candidarmi, sapendo che era un’occasione per formarsi con una scuola di coaching che risuonava esattamente con le competenze che volevo accrescere nel modo in cui desideravo farlo.

Il percorso all’interno della scuola è stato un percorso trasformativo profondo che ha creato un’evoluzione ancora più efficace e strutturata nel mio modo di accompagnare le donne che si affidano a me nel loro processo di benessere psico-corporeo.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Accompagno le mie coachee in modo super personalizzato. La mia filosofia di fondo è la profonda consapevolezza che il processo di coaching è un potentissimo strumento di co-creazione tra coach e coachee; un processo in cui il ruolo delle domande rappresenta una chiave significativa, insieme alla creazione di uno spazio in cui la coachee si senta accolta.

Quando una donna si rivolge a me per intraprendere un percorso per migliorare la propria forma fisica, mi chiede soluzioni, vuole che le indichi esattamente come fare per sentirsi in un certo modo, vedersi in un certo modo, ottenere un determinato peso e una determinata definizione muscolare, mi chiede in pratica di mettere la mia competenza al suo servizio.

Ed è quello che faccio nel processo che scandisce i vari step del percorso benessere che vado a strutturare in modo personalizzato.

Ma c’è un pezzo di questo processo, un pezzo super significativo in cui devo letteralmente accantonare la mia competenza come fitness expert e indossare la veste da coach ed essere al fianco della donna che si è rivolta a me, affinché possa esplorare tematiche significative per il suo benessere e faccia ricorso alle sue risorse, e possa scoprire che ha in sé la chiave del suo vero benessere profondo.

E questo pezzo del processo, questo passaggio, richiede uno strumento prezioso come il coaching: accoglienza, presenza, ascolto anche del silenzio, co-creazione sono parti del coaching che amo moltissimo.

Mi piacciono tutti gli strumenti di coaching, non utilizzo alcuni di più rispetto ad altri, ma preferisco utilizzare quello che può essere più utile alla coachee: domande, visualizzazioni, esercizi di bioenergetica, carte oracolo, esercizi di alchimia, archetipi.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

L’aspetto più difficile nel mio cammino di coach è stato dismettere i panni della Salvatrice, della Wonder Woman desiderosa di aiutare la coachee, magari con un tempo extra e a tutti i costi.

Mi ha aiutato tantissimo fare un passo indietro e tenere sempre chiara dentro di me la consapevolezza che è proprio quel passo indietro che crea lo spazio sacro utile alla coachee per esplorare ciò che le serve in quel momento, e accedere quindi a risorse che sono già presenti dentro di lei.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Mi sento di suggerire, a chi desidera diventare coach, di fare propria la consapevolezza che la vita da coach è un viaggio di formazione continua, e crescita personale da mettere al servizio dei coachee. Un viaggio in cui ci sono aspetti più tosti e altri più entusiasmanti.

Essere aperti ad accoglierli entrambi può rendere questo viaggio sempre più ricco, intenso e profondo.

Mi sento anche di consigliare a chi desidera diventare coach di scegliere la scuola di coaching che sente più adatta al proprio modo di essere e che possa fornire una solida e valida formazione professionale.

Nel mio caso, ad esempio, nella scuola di Anh, ho trovato il connubio perfetto tra contenuti di spessore, un percorso professionalizzante riconosciuto dal massimo Ente nel settore ICF e un approccio profondo, intimo, accogliente nel modo di fare coaching.

Infine, consiglio a chiunque desideri diventare coach di rimanere sempre connessa a quella scintilla iniziale, quel fuoco, quella chiamata profonda che caratterizza chi decide di seguire una professione al servizio del benessere di un altro essere umano.

Nicoletta Barra Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Nicoletta in questi canali:
- Sito: nicolettabarra.it    
- Facebook: Nicoletta Barra Body & Soul Mentor
- Instagram: nicoletta_barra  


Se anche a te piace aiutare gli altri e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Riscoprire il proprio potenziale nascosto, con Chiara Corriga

Riscoprire il proprio potenziale nascosto, con Chiara Corriga

Riscoprire il proprio potenziale nascosto, con Chiara Corriga

Come riscoprire il potenziale nascosto? Con il coaching, naturalmente! Creare la vita che si desidera è possibile, a patto che siamo disposte a partire da noi stesse, aprendoci alla possibilità di scoprire la nostra Essenza e di esplorare la nostra unicità.

Esistono diverse tecniche di coaching che possono accompagnare le persone in un processo creativo, attraverso il quale ci si può riappropriare della propria zona di potere e imparare a essere respons-abile dei propri pensieri, delle emozioni e delle proprie azioni, togliendo agli eventi esterni ogni ascendente su di noi.

Ed ecco che riconnettendoci ai nostri reali desideri e obiettivi, abbiamo la possibilità di sbloccare il nostro potenziale nascosto. E quando questo accade e siamo pronte ad ascoltare la chiamata all’auto-realizzazione, si sprigiona un potere davvero immenso e questa esperienza deve essere vissuta fino in fondo.

Nella scorsa intervista, abbiamo parlato di come diventare la tua migliore alleata per raggiungere la tua realizzazione e felicità, e adesso vogliamo esplorare le tecniche di coaching per riscoprire il potenziale nascosto. Lo faremo con Chiara Corriga, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Chiara!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Chiara Corriga e sono una Tessitrice di Talenti. Nella vita intreccio Coaching per l’Anima, Archetipi e Marketing Ribelle per supportare le donne nel manifestare la propria essenza nella vita e nel business.

Una donna realizzata, infatti, è per me a tutti gli effetti una donna libera. In questo concetto si riassume la mia Missione personale e professionale: facilitare le donne nella riscoperta del loro potenziale nascosto, riscoprendosi dunque Tessitrici del proprio destino.

Vivo in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), antica contea famosa per la lavorazione e la tessitura della seta.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Un tempo provavo un certo disagio nello svelare quello che oggi chiamo con tenerezza e ironia “il mio terribile segreto”: sono una ex ingegnere industriale, specializzata in metallurgia.

Questa rivelazione ha sempre generato negli altri un grande stupore, tanto da farmi provare parecchio imbarazzo. La verità è che, nonostante i traguardi universitari e la prospettiva di una florida carriera all’interno di una multinazionale, negli anni mi sono scoperta infelice.

Quello che inizialmente sembrava un banale malcontento, ben presto si è trasformato malattia fisica, fino a portarmi alla depressione.

Proprio in uno dei momenti più bui della mia vita ho ritrovato la connessione con la mia essenza. Ho riportato alla mente le passioni dell’infanzia, ho ricordato cosa mi faceva davvero sorridere e ho ricominciato tutto daccapo.

Non è stato facile, lo ammetto. Ma quello che per i più è stato un enorme salto nel buio, si è rivelato il più grande regalo che potessi fare a me stessa. Così ho ripreso a studiare ciò che davvero faceva palpitare il mio cuore e ho scelto di portare nel mondo la mia esperienza, con l’intento di supportare tutte quelle donne che, come me, hanno deciso che è giunto il momento di manifestare al mondo il proprio potenziale. Ecco perché ho scelto di diventare coach.

3. Prima d'iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

“Ma chi credo di essere?” “Perché qualcuno dovrebbe affidarsi a me per far emergere nuove consapevolezze su di sé?” “Da ingegnere a coach: come posso essere credibile?”

Queste sono solo alcune delle resistenze con cui ho dovuto confrontarmi iscrivendomi a Luna - Scuola di Coaching per l’Anima. E confesso di aver incontrato le medesime paure anche durante il mio percorso formativo come coach.

Magari sotto forma di convinzioni limitanti o di scuse che condividevo con le mie Sorelle di Luna, ma che raccontavo in primis a me stessa: le mie resistenze si sono ripresentate più volte, anche sotto mentite spoglie.

Come le ho superate? Ascoltando ciò che avevano da raccontare su di me.

Prima d'iscrivermi a Luna - Scuola di Coaching per l’Anima avevo un sogno: dimostrare a me stessa e al mondo che il cambiamento esiste e che le scelte passate non devono necessariamente condizionare il futuro.

È sempre il momento giusto per manifestare la nostra vera essenza! Dunque, ho fatto un bel respiro, ho permesso alle mie emozioni più profonde di svelare i miei bisogni e le mie fragilità e ho deciso di trasformarmi in ciò che ho sempre desiderato diventare: una coach.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Svolgo il mio lavoro quasi totalmente online. Confesso che in prima battuta temevo che il mio lavoro di “coach dietro a uno schermo” potesse risentire di certe limitazioni legate alla tecnologia, ma oggi posso affermare a gran voce che gli strumenti del coaching non conoscono confini.

Ciò che davvero conta è lo Spazio Sacro che si viene a creare nel corso delle sessioni di coaching. Un luogo sicuro, dove l’ascolto e la presenza della coach garantiscono alla coachee la piena libertà di esprimersi e di esplorarsi.

Ecco perché nei miei percorsi dedicati alla riscoperta del potenziale nascosto o alla tessitura di un business di successo tengo innanzitutto a sottolineare il magico rapporto di co-creazione che unisce le mie clienti e me.

Ogni sessione di coaching è unica nel suo genere. Per questo i percorsi che propongo sono letteralmente cuciti addosso alle necessità delle donne con cui collaboro. Le sessioni che conduco si basano principalmente sull’ascolto attivo e sull’utilizzo di domande potenti, le cui risposte sono in grado di far emergere nella coachee nuove consapevolezze.

Adoro utilizzare inoltre le carte d'ispirazione per esplorare il nostro mondo interiore attraverso l’intuito. E quello che davvero non manca mai nella mia pratica di coaching è la connessione profonda con le emozioni.

A seconda delle necessità delle coachee con cui collaboro, propongo diverse tecniche di ascolto interiore, con l’unico scopo di dare voce con gentilezza e compassione a quello che celiamo dentro di noi, aprendoci alla trasformazione.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Quello del coaching non è semplicemente un cammino professionale, bensì si tratta di un e vero e proprio percorso di crescita personale.

Essere l’amica a cui tutti chiedono consigli, non significa essere coach. Essere empatica e propensa all’ascolto non significa essere coach.

Certo, l’ascolto, l’empatia e l’intuito sono senz’altro caratteristiche fondamentali per diventare una coach professionale e affidabile. Ma da sole non bastano.

In Luna - Scuola di Coaching per l’Anima mi sono messa in gioco in prima persona, mettendo a nudo delle parti di me che nemmeno io pensavo di conoscere. È stato impegnativo, lo ammetto. A volte mi sono sentita terribilmente stanca e non all’altezza.

Eppure, ho proseguito, come se stessi affrontando gli ultimi chilometri della maratona più importante della mia vita. Quando temevo di cedere, riportavo alla mente la mia Missione e la mia Visione. E, supportata dalla meravigliosa rete che le Sorelle di Luna erano sempre disposte a creare per limitare i danni delle mie cadute, mi sono rialzata e riscoperta più forte.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Essere coach non significa personificare la perfezione. Ho avuto, ho e avrò anche in futuro nuove resistenze da superare e nuove convinzioni limitanti da scardinare. Semplicemente perché sono un essere umano in evoluzione.

Ma il fatto che dentro di me dimorino insicurezze, paure o vulnerabilità non mi rende una coach meno valida. Anzi, direi l’esatto contrario!

Essere coach non significa lavorare in preda all’ansia da prestazione, ricercando affannosamente quella domanda o quella pratica che possano innescare “l’illuminazione” nella coachee. Penso che noi coach siamo semplicemente un tramite per il manifestarsi della trasformazione altrui.

Quando ho compreso che il mio lavoro non è legato ai risultati tangibili che le mie coachee raggiungono e ho messo da parte il mio ego, riconoscendo che il coaching non è nient’altro che un rapporto di co-creazione tra coach e coachee, buona parte delle mie resistenze si sono trasformate in un tenero ricordo.

Quindi, cara futura coach, tutte le volte in cui paure e insicurezze busseranno alla tua porta, sii pronta ad accoglierle e ad ascoltarle con gentilezza e compassione. Ma sii anche pronta a ritornare alla tua Visione e alla tua Missione, ricordando i motivi e i valori che ti hanno portato a intraprendere questa incredibile avventura. Spogliati del perfezionismo e porta nel mondo tutta la tua meraviglia.

Puoi trovare Chiara in questi canali:
- Sito: chiaracorriga.it
- Facebook: Chiara Corriga - Tessitrice di Talenti
- Instagram: chiara_corriga


Se anche a te piace aiutare gli altri e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

E hai saputo del corso gratuito Co-Creazione: Coaching con le Carte d'ispirazione? Finalmente puoi iscriverti gratuitamente e imparare come usare le carte d'ispirazione per fare Coaching dell'Anima e Co-Creare la Trasformazione, in te stessa e per gli altri!

Diventa la tua migliore alleata, con Valentina Canneddu

Diventa la tua migliore alleata, con Valentina Canneddu

Diventa la tua migliore alleata, con Valentina Canneddu

Diventare la tua migliore alleata è una delle capacità più preziose che puoi sviluppare per vivere una vita serena e raggiungere i traguardi che desideri.

Noi esseri umani siamo persone consapevoli e abbiamo il dono dell’intelletto e della cognizione, eppure, ogni tanto, è proprio la nostra mente a giocarci contro.

Quindi, è fondamentale lavorare su ciò che pensiamo e sull’impatto che questi pensieri hanno sulla nostra vita. Ed ecco che il coaching diventa uno strumento davvero prezioso per imparare a farlo.

Nella precedente intervista, abbiamo parlato di come affrontare una trasform-azione personale o/e professionale. Adesso scoprirai le tecniche di coaching per diventare la tua migliore alleata.

Lo faremo con Valentina Canneddu, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Valentina!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ciao a tutte, sono Valentina Canneddu, Coach e Psicologa e mi occupo di aiutare persone sensibili, che si sentono insicure e non abbastanza, e che rimandano la loro realizzazione e successo, ad apprezzarsi di più e trasformarsi in leader del cambiamento, condividendo con coraggio il loro contributo con il mondo.

Questo mio intento e progetto esprime la necessità di cercare una connessione tra chi siamo, le nostre esperienze personali e la differenza che possiamo portare nel mondo.

Partendo dalla consapevolezza che ogni sfumatura di noi e insieme alla nostra storia diventano il connubio perfetto per essere - per noi stesse e per gli altri - muse d'ispirazione. C’è qualcuno che ha bisogno di te, là fuori, ti aiuto a tirare fuori i tuoi super poteri per diventare la tua alleata e raggiungere i tuoi obiettivi.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Mi ricordo perfettamente il giorno in cui ho conosciuto il Coaching e l'energia nascosta che questa parola aveva dentro di sé.

Ero al 2° anno di università in Psicologia, avevo preso parte a un seminario esterno che riguardava il mondo del coaching. È stato amore a prima vista. Fare coaching era esattamente quello che mi sarebbe piaciuto fare nel mio lavoro.

Lavorare sulle risorse delle persone, allenare per far raggiungere obiettivi, potenziare le persone rispetto alle loro esperienze e massimizzare le capacità per sbloccarsi sempre di più.

Ecco, era questo che vedevo e sentivo come azioni in linea con la mia persona in primis e come professionista successivamente. Desideravo aiutare le persone ad andare oltre le proprie paure e dubbi, realizzando con coraggio le proprie ambizioni, portandosi così sempre più in alto.

Mi stimolò, in quel periodo, l’idea d'incoraggiare le persone a non accontentarsi, a volere di più, perché potevano permettersi quel di più.

Pensare al Coaching mi ha sempre fatto bene (è davvero così, non scherzo ☺); quell'energia l'ho sperimentata con mano nella scuola di Anh, che è stata un'esperienza tra le più belle della mia vita, dove mi sento di aver svoltato. Ho cercato per tanto tempo la scuola giusta e poi è stata lei a scegliere me.

3. Prima d'iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Dopo aver saputo di essere stata scelta rispetto alla mia candidatura e credetemi - mamma mia che emozione e adrenalina - il mio auto-sabotatore interno iniziò a fare capolino tra i miei pensieri. Le mie paure erano rispetto al confronto con altre professioniste che avrei incontrato a Milano. Iniziai a squalificarmi, a pensare di non essere abbastanza e a temere che non sarei riuscita a fare una bella esperienza di formazione.

Queste erano le paure che ho vissuto prima d'iniziare l'esperienza in sé. Ma non mi sono arresa.

Insomma, stavo per partire a Milano, da sola, e realizzare uno dei sogni della mia vita, non potevo permettermi di rovinare tutto questo. Quindi ho accolto le mie paure e sono andata avanti, mettendomi in gioco e dandomi la possibilità di buttarmi a capofitto su quest’esperienza.

Ho fatto esperienza di me in tante sfaccettature, ho legato molto con le mie compagne d’avventure, imparando da ciascuna tanti insegnamenti, il confronto come scambio e non giudizio è stato veramente positivo e stra-utile. Siamo tutte partite dai nostri punti di partenza per sbocciare insieme. Sono ancora oggi fiera di me e delle opportunità che mi sono data e che ho ricevuto.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Il mio approccio con le coachee è sempre personalizzato, realizziamo una mappa di trasformazione, in cui insieme alla persona, affrontiamo un viaggio di luci e ombre alla riscoperta di ciò che sono e delle risorse che dispongono già in partenza, ma di cui spesso non sono pienamente consapevoli. È sempre un ascolto costante per cercare di adattare - rispetto alla circostanza – lo strumento più efficace e utile.

Nella mia esperienza professionale, promuovo l’ascolto attivo, in connessione profonda con la persona, che mi aiuta ad addentrarmi nel mondo interiore dellә coachee, come anche l’attenzione delle parole e del corpo che parla in modo non verbale.

Mi trovo in sintonia con l'utilizzo delle visualizzazioni, per aiutare le persone a calarsi dentro la propria immaginazione e/o futuro desiderato, utilizzo le posizioni percettive per vedere e immergersi in realtà mentali differenti che possono aiutare a cambiare prospettiva, conosco l'importanza delle domande potenti del Coaching, quelle che aiutano a risvegliare e a guardare le cose da prospettive diverse.

L'importanza delle emozioni e di come utilizzarle attivamente per generare ancora più trasformazione. E tanti altri strumenti bellissimi. L'aspetto importante è la condivisione di un percorso insieme in cui entrambi siamo in una posizione attiva e responsabile, in ascolto di cosa succede dentro di noi.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Spesso gli ostacoli incontrati lungo il cammino sono stati per lo più interni, creati appositamente da me stessa per auto-sabotarmi.

Guardandomi indietro riconosco che c'era da parte mia tanta voglia di farcela e tanto entusiasmo per questa nuova esperienza super importante per me, allo stesso tempo, me le sono data di santa ragione quando non mi supportavo, non credevo in me nel fare un esercizio di Coaching, avevo paura di non essere all'altezza, di non essere abbastanza brava nella sessione, avevo timore nel confrontarmi con le altre e con Anh che vedevo come una Vip e lontanissima da me.

Avevo paura di sbagliare e di mettermi in gioco, in una parola avevo paura di fallire. Al tempo stesso anche quando le cose andavano bene ho sperimentato paura del mio stesso successo.

Come li ho superati?

Ora ne parlo con consapevolezza e riconosco i miei meccanismi di funzionamento, li accolgo e li guardo da fuori e sinceramente provo tanta tenerezza in senso positivo per me stessa, ma provo anche tanta stima perché - nonostante tutto - sono andata avanti e ho concluso ogni tappa del percorso a testa alta, andando sempre di più oltre i miei blocchi e spesso superandoli, perché per me era fondamentale riuscire a essere coach.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Voglio consigliare di stare in ascolto di questo desiderio interiore, di accoglierlo e non giudicarlo, ma cercare di comprendere e chiarirsi a piccoli passi qual è la direzione, dove questo desiderio conduce, perché è arrivato proprio a te e che cosa – a partire dalla tua storia – vorresti trasmettere.

Vorrei suggerire di mettere in conto che fare coaching e quindi diventare una coach richiede impegno e serietà professionale, nel mettere in gioco in primis noi stesse, lavorando su di sé in modo consapevole e sperimentando dunque luci e ombre di noi, così come andremo a esplorarle negli altri. Così come il rispetto e la privacy che meritano le persone che si affidano a noi, raccontando aspetti intimi e privati, che è giusto custodire e proteggere.

Inoltre, vorrei suggerire di farsi guidare dal proprio intuito per scegliere la scuola che la rispecchia di più. La ricerca del posto che ti accoglie è un viaggio e una volta scelto, ti permette di essere te stessa, elevando le tue capacità personali per aiutare gli altri a trasformarsi e raggiungere gli obiettivi. Non mollare, non arrenderti, c'è un posto magico che ti aspetta.

Per me è stato proprio così, tanti anni che cercavo la scuola di Coaching giusta, poi c'è stata la svolta. Ho trovato uno spazio accogliente, in cui potevo essere me stessa, in un ambiente di professionalità e di grande preparazione e passione per il coaching. Anh è stupenda, sorridente e infonde grande tranquillità. Per non parlare della cura e attenzione dei particolari.

Se qualcosa è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti. Apri il tuo cuore, fidati di te sempre, ascoltati, hai già le risposte che cerchi.

Valentina Canneddu Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Valentina in questi canali:
- Sito: www.valentinacanneddu.com
- Facebook: Valentina Canneddu - Psicologa e Coach
- Instagram: la_psicologa_dei_sorrisi
- Linkedin: Valentina Canneddu


Se anche tu sei in una fase di riflessione e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo simpatico quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Affrontare una trasformazione personale e professionale, con Chiara Cleopatra

Affrontare una trasformazione personale e professionale, con Chiara Cleopatra

Affrontare un cambiamento profondo, riscoprendo sé stesse, non è certo una cosa da poco. Può capitare, infatti, che lungo questo percorso di trasformazione personale e/o professionale, ci sentiamo bloccate in una situazione senza via d’uscita, non sapendo da che parte sbattere la testa.

In una recente intervista abbiamo parlato di come sfruttare il potere della risata nei momenti delicati della vita, mentre oggi parliamo di come si può usare il coaching in un momento di cambiamento o di trasformazione personale e professionale.

Lo faremo con Chiara Cleopatra, la coach formata nella nostra scuola LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Chiara!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Io sono Chiara Cleopatra, sono una coach e una counselor, una mediatrice artistica e una psicologa.

Nella vita mi occupo di relazione, ma soprattutto di trasform-azioni, sia personali che professionali. Aiuto le persone a superare blocchi e momenti di impasse per raggiungere i propri obiettivi in minor tempo e con più armonia.

Lavoro con diverse tipologie di persone che vanno sia dalle più inesperte, che non hanno mai affrontato nessun tipo di percorso, sia a chi invece un percorso l'ha già affrontato, magari anche più volte, e ha bisogno di perfezionare alcuni aspetti di sé.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Credo che il coaching abbia cominciato a incuriosirmi durante la formazione in counseling, dove ho potuto "assaggiare" alcune tecniche di conduzione che ho sentito subito mie.

Inizialmente, devo confessare, ero anche abbastanza confusa sulle differenze tra le professioni, e ci ho messo un po' di tempo a comprendere e fare mia quella linea sottile che le separa l'una dall'altra (nonostante anche la formazione in psicologia clinica).

Il mondo delle relazioni è talmente pieno di sfumature che è davvero difficile comprenderne i molteplici aspetti.

È stato comunque a quel punto che ho sentito l'esigenza di trovare una scuola che fosse più in linea con il mio modo di vedere il mondo e le persone. È stato proprio in questa ricerca che sono rimasta colpita dalla scuola di Anh.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Devo essere onesta: credo che uno dei fattori principali fosse legato al fatto che la scuola aveva un modello decisamente "non convenzionale", più olistico, con un programma alternativo e assolutamente unico nel suo genere e quindi dentro di me pensavo:

"Ma acquisirò davvero delle competenze solide? Sarò abbastanza efficace con i clienti o sarò una...professionista mediocre? E poi, una scuola di coaching per l'anima e, in un certo senso con una declinazione al femminile, mi permetterà di lavorare anche con gli uomini (che sono i miei maggiori clienti?)”

Queste diciamo che sono state le domande prevalenti che mi ronzavano in testa quando ho iniziato. 

Invece, grazie ai numerosi "role playing" e i momenti esperienziali, ho avuto modo di vedere sulla mia pelle che le tecniche insegnate erano e sono decisamente molto potenti e soprattutto, versatili.

Per quanto riguarda le insicurezze personali, credo fossero legate al fatto che non avevo mai partecipato ad una formazione con sole donne (non sapevo nemmeno quanto potesse essere numerosa). Ho immaginato che tutti quegli estrogeni e quell'ossitocina potesse essere così alta da creare "attriti" o qualche rivalità nel gruppo.

Ovviamente ero completamente fuori strada!

L'ambiente "only woman" è stato in effetti arricchente, perché mi ha permesso di confrontarmi con altri sguardi sul femminile che non mi appartenevano. E nel mio caso specifico ho stretto anche amicizie molto belle e profonde (al di là della professione) che tutt'ora sono nella mia vita.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Credo che la cosa che mi piaccia di più del mio lavoro sia l'onore di cui sono investita nell'ascoltare pezzi intimi e profondi della vita delle persone con cui lavoro. Per questo cerco di farne tesoro al meglio con più delicatezza possibile.

Mi piace l'idea di co-costruire un piccolo pezzo di cammino insieme e, soprattutto, mi piace quando la persona che ho davanti ri-conosce ciò che le appartiene (ed in realtà ha sempre avuto), ma sotto una luce nuova, diversa, profonda.


Come coach, credo di poter trasmettere chiarezza, semplicità e pragmaticità. Credo di riuscire ad essere accogliente e quando la situazione lo richiede, estremamente motivante, talvolta addirittura sfidante.

Penso anche però che il modo migliore di saperlo, oltre a immaginarlo dalle mie parole o farsene un’idea dai miei video, sia quello di indagare, rispetto a chi un percorso con me l'ha già fatto!

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Avendo una formazione piuttosto vasta, perché ero già Counselor, Arte terapeuta e Psicologa (anche se non ancora iscritta all'albo), avevo avuto e toccato molte modalità di stare in relazione con le persone, e questo a volte è stato confondente.

Non è facile trovare una linea di demarcazione tra le varie professioni e, soprattutto, non è così semplice mantenerla mentre lavori con la persona. In questo Anh è stata sempre molto meticolosa, sebbene insegni a potenziare molto il proprio intuito attraverso molteplici strumenti, starci dentro ed orientarlo all'altro è tutta un'altra cosa!

Nel complesso non ho trovato grossi ostacoli o blocchi da superare, anche perché Anh ha sempre dimostrato "presenza ed accompagnamento" molto personalizzati; quindi, le difficoltà venivano proprio accolte in essere

Devo anche sottolineare che quando ci si forma o si lavora in una professione che ha a che fare con la relazione d'aiuto, a mio avviso, si scoprono sempre blocchi o resistenze personali, più o meno grandi, e quelle, al di là della scuola, sarebbe meglio guardarle parallelamente.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

A chi vuole intraprendere un percorso di formazione in coaching consiglio di mettersi nell'ottica di lavorare in primis su se stessi: perché anche se l'insegnante di fronte a noi è il migliore del pianeta, se non passiamo dentro le nostre profondità, non riusciamo a concorrere nel processo di guida e trasformazione insieme all'altro.

Sicuramente si rivela anche indispensabile che il percorso sia di alti standard, come nel caso del percorso di Anh, e che abbia versatilità di riconoscimento, come le credenziali di accreditamento ICF, riconosciute in tutto il mondo.

Per quanto mi riguarda, ha funzionato molto bene la possibilità di coniugare aspetti pratici ed efficaci, sia specifici del coaching, ma anche della PNL, ad insegnamenti più intimi, profondi, delicati e non necessariamente direttivi, quali quelli del modello lunare.

Ma questo riguarda me personalmente, perché ognuno è diverso ed è necessario ascoltarsi profondamente per capirlo. La relazione d'aiuto sia in ambito personale che professionale parte dall'interiorità del professionista.

Chiara Cleopatra coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Chiara in questi canali:
- Sito: chiaracleopatra.it
- Facebook: dottssachiaracleopatra
- Instagram: dottssachiaracleopatra
- Linkedin: dottssachiaracleopatra


Se anche tu sei in una fase di cambiamento significativo e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Raggiungere gli obiettivi attraverso la risata, con Stefania Panelli

Raggiungere gli obiettivi attraverso la risata, con Stefania Panelli

Raggiungere gli obiettivi attraverso la risata, con Stefania Panelli

Sappiamo che non è sempre facile realizzare i nostri desideri, anche quando ci impegniamo e cerchiamo di fare del nostro meglio. Talvolta può sembrare una strada solo in salita, ma, in realtà, c’è anche un altro modo per raggiungere i propri obiettivi... attraverso la risata!

In questo articolo hai già visto come usare il potere femminile per riscoprire il tuo talento, e adesso ti mostreremo come si può impiegare il coaching per sfruttare la tua risata e realizzare i tuoi desideri. Lo faremo con Stefania Panelli, la coach formata nella nostra scuola LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Stefania!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Stefania Panelli e con il mio lavoro aiuto le persone a raggiungere i loro obiettivi, sfruttando la felicità e la risata come acceleratori. La ricerca ci dice, infatti, che le persone felici sono più creative, più produttive, più concentrate e ottengono risultati migliori sotto ogni punto di vista.

L'alfabetizzazione emotiva, l'empowerment, la maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo permettono ai miei clienti di ottenere e di mantenere nel tempo i risultati desiderati.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Quando ho scelto di cambiare lavoro (e vita) ho anche scelto l'ambito della relazione di aiuto, perché ero stanca di far parte di un mondo in cui le persone sono solo polli da spennare o numeri.

Già durante il master triennale in counseling ho cominciato ad avvertire l'impulso di formarmi anche come coach: mi sembrava un pezzo importante per la mia crescita personale e professionale.

Ho visionato tante scuole di coaching, ma nessuna mi "ispirava", sentivo sempre qualcosa di stonato. Finché Anh non ha dato vita a LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.

Leggere il programma di studi e mandare la richiesta di ammissione è stato tutt'uno! E infatti, la formazione di LUNA ha rinsaldato alcune competenze che avevo già, mi ha dato tanti nuovi strumenti e soprattutto ha contribuito ad aumentare la fiducia in me stessa.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure?

Bella domanda... Considerato che io produco paure e dubbi a getto continuo...

Avevo paura di non essere abbastanza brava, di confrontarmi con persone nuove e che non conoscevo, di dovermi spostare a Milano per il weekend in presenza, perfino di conoscere Anh di persona, visto che la seguivo da tempo sui social e la vedevo un po' come una VIP.

Ah, poi c'era la paura che il percorso fosse bello solo sulla carta, ma che nella realtà non mi desse nulla di più di quello che già avevo, quindi di buttare i soldi.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Durante le sedute, uso vari strumenti diversi fra loro e, soprattutto, sfrutto la possibilità d'integrare al "mio" coaching, il lavoro sul corpo tramite la Risata Incondizionata e la Danza Consapevole.

Sfrutto il legame a doppio senso che c'è tra la mente e il corpo per aggirare alcuni degli ostacoli e dei blocchi che le persone si trovano ad affrontare: è un po' come entrare dalla finestra quando la porta è chiusa!

Respirare, ridere e muoversi attivano le nostre risorse interiori, compreso il rilascio di quelle sostanze (ormoni e neurotrasmettitori) che sono le nostre droghe naturali, e che sono alla base della felicità: dopamina, ossitocina, serotonina ed endorfine ci aiutano a sentirci meno stressati e quindi, a ritrovare lucidità, visione d'insieme, distacco dal problema.

In altre parole, ci mettono nelle condizioni migliori per prendere decisioni, risolvere problemi, lavorare meglio, avere relazioni nutrienti. Il tutto in modo piacevole e divertente, senza dover necessariamente fare esplorazioni dolorose e faticose della nostra anima. 

Inoltre, mi piace fornire alle persone strumenti pratici e semplici da mettere in pratica, anche in autonomia. Non è necessario stravolgere la propria vita e cambiare completamente le proprie abitudini: sono sufficienti alcuni aggiustamenti qua e là, costanza e un pochino di pazienza per ottenere la felicità. Mi piace vedere i sorrisi che tornano sui volti che prima erano tirati e spenti. 

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Gli ostacoli sono da ricollegare alle paure della domanda precedente, soprattutto quella di non essere abbastanza che mi porto dietro da tutta la vita. Nello specifico, per un po' ho pensato di non essere capace di fare la coach, che le altre fossero tutte più brave e preparate di me.

Alla fatidica domanda "Perché un cliente dovrebbe scegliere te?" a me veniva da rispondere "E che ne so, me lo chiedo anche io!".

L'altro ostacolo era la sindrome della crocerossina: pensavo di non essere efficace come coach se non risolvevo all'istante tutti i problemi del coachee, se non vedevo arrivare l'illuminazione, il famigerato insight che è la chiave di volta che mette a posto tutta la vita della persona. Sì, tendo ad avere aspettative alte, lo so....

Come ho superato questi ostacoli? Premesso che, soprattutto il primo, ciclicamente si fa sentire ancora, ho superato questi ostacoli in due modi: lavorandoci su con la mia coach e facendo.

Cioè, ho fatto tutte le ore di tirocinio previste dalla scuola e anche parecchie di più, ho continuato a mettere in pratica quello che Anh ci insegnava. Poi, i risultati delle coachee sono cominciati ad arrivare e ho capito sia che so fare il mio lavoro, sia che lo faccio nel MIO modo, sia che non sta a me risolvere i problemi di tutti.

Il mio compito è di esserci e dare gli spunti utili con domande, esercizi, osservazioni. Il resto lo deve fare il cliente.

Se oggi mi viene chiesto perché una persona dovrebbe scegliere me, so cosa rispondere: perché sono accogliente, empatica, preparata, ma soprattutto perché ho integrato tutte le mie competenze in un modello di coaching che è solo mio e che è fatto di risate, di musica, di leggerezza, di buonumore. Dovrebbe scegliermi perché posso dargli la strategia e gli strumenti necessari a essere felice per il resto della sua vita.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Quello che mi sento di dire a chi desidera diventare coach è questo: prima di tutto, lavora su di te. Mettiti in equilibrio, ascoltati, connettiti.

A mio avviso fare coaching non è solo una professione come un'altra... è una forma di rispetto, di cura per le persone, che si rivolgono a noi, in cerca di supporto e non possiamo darglielo se noi, per prime, non siamo allineate.

Allo stesso tempo è fondamentale capire e accettare che non sta a noi "salvare" i coachee: possiamo solo esserci per un po', dare qualche strumento, fare domande utili. Il resto lo fanno loro.

L'altra cosa che mi sento di raccomandare è di scegliere con cura la scuola: leggete i siti, fate domande, assicuratevi che il tipo di scuola e di programma risuoni con voi e con quello che ritenete importante. Altrimenti il rischio di buttare tempo e soldi è veramente consistente.

Stefania Panelli raggiungere obiettivi

Puoi trovare Stefania in questi canali:
- Sito: stefaniapanelli.it
- Facebook: stefania.panelli
- Instagram: panellistefania
- YouTube: Stefania Panelli


Se anche tu desideri riscoprire il potere della felicità attraverso il coaching, prova a fare questo quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera

Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera

Nel business ti sarai trovata davanti a difficoltà che spesso molte altre imprenditrici incontrano lungo il cammino. Se non sai come riscoprire il tuo talento con il coaching, sei capitata nel posto giusto.

In questo articolo hai già visto come il coaching può aiutarti a riconnetterti alla tua femminilità, adesso ti racconteremo come usare il tuo potere femminile per riscoprire il tuo talento, grazie a una pink coach formata nella nostra scuola. Lei è Miriam Bruera!


Benvenuta Miriam!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Miriam, business coach founder di Pink Factory, co-founder Pink Factory Academy e membro del team di Pocket Manager, partner sole 24 ore.

Aiuto le donne imprenditrici a riscoprire il proprio talento e ad avere un’attività di successo che le fa sentire soddisfatte e realizzate e, al tempo stesso, che migliora il mondo. È importante che un business si sostenga dal punto di vista economico, ma questo non è l’unico aspetto, è altrettanto importante che consenta a chi lo porta avanti di vivere una vita equilibrata e basata sul benessere e che abbia un impatto positivo nella vita delle persone e sull’ambiente circostante.

Le donne che si rivolgono a me desiderano raggiungere la libertà finanziaria e, al tempo stesso, dare un contributo positivo, far parte di qualcosa che sia più grande di loro.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Mi trovavo in un momento della mia vita in cui avevo due lavori part time ed ero sempre di corsa. Avevo perso il contatto con me stessa ed ero immersa nel fare. Ho iniziato a sentire un richiamo che all’inizio era sottile e poi è diventato sempre più forte: ricordare chi ero e qual era la mia missione di vita.

Fino ad allora avevo scelto dei lavori che mi avevano consentito di mantenermi ma non mi ero mai fermata realmente a capire quali erano i miei talenti e come poterli mettere al servizio degli altri. Così mi sono rivolta ad un coach per fare chiarezza e in quel percorso tutto per me, dedicato al mio essere, ho capito che ciò che avevo sempre fatto e che mi veniva naturale, aiutare le attività per cui lavoravo a crescere, era la mia missione.

Così ho deciso di diventare coach e di aiutare le donne imprenditrici ad avviare e far crescere le loro attività, mettendo in luce tutto il loro magnifico potenziale.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure?

Prima di iniziare ero davvero entusiasta di poter apprendere un metodo che mi consentisse di aiutare in modo più completo e profondo le mie clienti, lavorando non solo sugli aspetti esterni legati al business ma anche sugli aspetti più interni legati alla persona.

L’entusiasmo però era misto ad un po’ di timore perché sapevo che per poter fare un lavoro davvero trasformativo con gli altri, era importante partire da me. Avevo paura di entrare in contatto con la mia ombra e con le mie fragilità, riaprendo ferite passate.

Oggi posso dire che rifarei quella scelta mille volte perché ho imparato ad ascoltare e ad accogliere tutte le mie emozioni e a vedere la mia parte ombra e le mie ferite come un dono di cui essere grata perché mi ha permesso di diventare la persona che sono oggi. Questo lavoro trasformativo su di me ha avuto un impatto potente sul lavoro con le mie clienti: mi ha reso una coach molto più empatica, intuitiva e presente.

4. In che modo ti piace aiutare le tue coachee?

La cliente che si rivolge a me si trova in un momento cruciale dello sviluppo del suo business, in cui vorrebbe crescere e ottenere maggiori risultati ma non sa come fare. Ha poca chiarezza e sente di avere dei blocchi.

Un’impresa è come un organismo vivente ed ha un suo ciclo di vita in cui ci sono quattro passaggi critici: la nascita, la creazione del brand, il passaggio da professionista a team, il passaggio generazionale. È difficile fare questi passaggi da sole e spesso si ha bisogno di una guida. Attraversare ognuna di queste fasi significa salire ad un livello successivo. Questo richiede sia un lavoro strategico sul business che un percorso di crescita interiore dell’imprenditrice.

Con le mie coachee lavoro sia sulla persona che sul business, così da consentire loro di trovare le chiavi di accesso ai livelli successivi. Uso strumenti appresi con la scuola LUNA, per lavorare su blocchi e paure, scoprire i propri poteri speciali e di capire come usarli.

A questo percorso interiore unisco strumenti di strategia business che permettono di vedere la propria attività da nuovi punti di vista, trovando soluzioni che prima non si vedevano. In questi percorsi sono richiesti impegno e motivazione ma c’è anche spazio per la creatività e il gioco, attraverso l’uso di canvas, carte di coaching e vision board.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

All’inizio della mia attività avevo il timore di non avere abbastanza esperienza per aiutare le mie clienti. Ho superato questo ostacolo comprendendo che ero senza esperienza ma avevo altri punti di forza. Avevo il tempo per dedicarmi ad ogni persona e avevo tanta passione da condividere.

Non dimenticherò mai la prima cliente con cui ho lavorato e con cui ho fatto un percorso meraviglioso. Un altro ostacolo è stato la paura di espormi sui social, riposizionandomi dopo un cambio di lavoro. Ho creato la pagina facebook e l’ho tenuta privata per quattro mesi. Ho superato questa paura capendo che continuando così non avrei potuto comunicare con le persone che avevano bisogno di me.

Ricordo anche che il primo video realizzato mi sembrava terribile ma se non fossi partita, non sarei la persona e la professionista che sono oggi. Ho imparato che la paura è una compagna di viaggio con cui fare amicizia. E, se abbiamo paura, vuol dire che l’obiettivo per noi è importante e che qualcosa di grande ci aspetta.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Il mio consiglio è dare ascolto alla voce interiore e vivere questo percorso come un viaggio di scoperta, godendosi ogni tappa. Diventare coach vuol dire capire chi siamo, quali sono i nostri talenti e qual è la nostra missione.

Essere coach non è solo una professione, è molto di più, è una scelta di vita. Vuol dire decidere di risplendere e di aiutare altre persone a migliorare la propria vita. È un percorso continuo e che porta a voler essere sempre persone migliori, continuando a studiare, ad aggiornarsi e a fare esperienze per dare un valore sempre maggiore alle clienti.

Ci possono essere momenti difficili in cui non ci sente al top, in cui viene voglia di mollare ma è importante non farlo. Ci vuole tempo per fiorire, come ci insegna la natura, e tutte le difficoltà incontrare e superate rendono coach ancora più empatiche e autentiche.

Non c’è nulla di più emozionante per un coach di vedere i risultati raggiunti dai propri clienti. Vedere quella luce nei loro occhi, i loro progetti che hanno preso vita è meraviglioso. Penso che ogni essere umano abbia il diritto ad una vita straordinaria. Come coach abbiamo il compito di aiutare il nostro pianeta ad evolvere. In questo momento di grande cambiamento a livello mondiale c’è un grande bisogno di coach, vi aspetto come future colleghe.

Riscoprire il tuo talento con il coaching è un evoluzione continua da cui c'è sempre qualcosa da imparare. Ti alletta l'idea di iniziare anche tu?

Miriam Bruera Coach LUNA Scuola di Coaching

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