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Il valore della lentezza nel quotidiano, con Valentina Vico

01 Aprile 2022
Il valore della lentezza nel quotidiano, con Valentina Vico

“Vorrei avere più tempo… Vorrei che la giornata avesse 36 ore…”, quante volte abbiamo pronunciato simili frasi? Parlare di lentezza nel nostro mondo moderno, che viaggia sempre più velocemente, sembra quasi fuori luogo.

Molte persone si sentono costantemente sopraffatte dalla quotidianità e impotenti di fronte agli eventi. Tutto questo non fa altro che aumentare la nostra sensazione di affanno, di confusione o persino di paura e smarrimento.

Certo, è giusto e utile impegnarci e darci da fare per realizzare i nostri obiettivi… ma quando l’attaccamento al risultato e la corsa al fare impedisce di creare lo spazio per l’essere, si rischia di finire in un vortice che ci allontana dalla nostra anima, e ci fa rimpiangere del tempo che non abbiamo trascorso a gustarci la vita.

Invece, praticare la lentezza per connetterci al nostro tempo interiore, ci permette di manifestare al meglio la nostra vera essenza.

Esistono molti strumenti validi che aiutano a portare lentezza e consapevolezza nella vita, e il coaching è proprio uno di questi. Grazie alle numerose tecniche, il coaching offre la possibilità di riconnettersi al proprio tempo interiore e di radicarci al nostro centro più profondo e intimo.

Nella precedente intervista, abbiamo affrontato il valore dell’ascolto profondo per fare chiarezza su ciò che desideriamo, mentre in questo articolo affrontiamo l’importanza del coaching per portare il dono della lentezza nella tua vita.

Lo faremo con Valentina Vico, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Valentina!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Valentina e nel mio lavoro mi definisco Sciamana della Lentezza, metafora di colei che accoglie, ascolta, sana e trasforma.

Attraverso il mio lavoro aiuto le donne ad integrare la lentezza nel quotidiano per dare valore al tempo dell’essere, oltre a quello del fare, così da poter rinascere pienamente se stesse. Credo che nella lentezza (intesa come atteggiamento mentale, in primis) risieda il potere di autodeterminazione di ciascuna di noi.

Mi ispiro alla figura della Sciamana, un archetipo che simboleggia il legame con la sacralità della Natura e con la danza ciclica delle stagioni, che sa fondersi con le forze e le energie degli elementi, che esplora il visibile e l’invisibile oltre la separazione fra la materia e lo spirito, fra il dentro ed il fuori, fra il sopra ed il sotto.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Ho deciso di diventare coach perché sentivo la necessità di aumentare il bagaglio dei miei strumenti nei percorsi di accompagnamento che svolgo. Strumenti che potessero permettere alle donne di concretizzare e manifestare anche all’esterno quella trasformazione messa in atto nelle profondità del tempo interiore.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Prima di iniziare la scuola la mia più grande resistenza era quella di essere quarantenne e mamma di tre figli. Temevo di non avere abbastanza background professionale per stare al passo con le altre, né un’adeguata freschezza di apprendimento. Insomma, pensavo di essere un po’ in ritardo… troppo lenta (che paradosso, per me!).

Ho superato queste paure in due modi: focalizzandomi sul mio perché, sulla mia visione, sulla mia Leggenda Personale; affidandomi ad Anh, che per me è sempre stata un esempio di non giudizio e di accoglienza. Lei ha saputo sin da subito mettere in luce il valore aggiunto che ciascuna di noi rappresentava per il gruppo.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Aiuto le mie coachee accompagnandole alla scoperta del loro Tempo Interiore, cioè della loro essenza più pura ed autentica, affinché possano vivere una vita che le rappresenti, al loro ritmo.

Attraverso domande potenti, visualizzazioni, pratiche di respirazione consapevole, letture oracolari intuitive e quelli che chiamo rituali di lentezza, le donne che si affidano a me si spogliano gradualmente di tutto ciò che non corrisponde alla loro anima, restando nude e fiere con il loro Essere.

Il mio approccio si basa sull’ascolto e sul mettere in luce il potenziale, la bellezza, i talenti e l’unicità delle donne che si affidano a me. Dedico particolare spazio al mondo delle emozioni e delle percezioni corporee, mi pongo come co-creatrice e non come risolutrice.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Gli ostacoli che ho trovato sul mio percorso di coach sono legati ad alcune convinzioni limitanti.

Tipo: una brava coach deve avere uno studio tutto suo; una coach può ispirare affidabilità solo se si veste/presenta in certo modo; io sono troppo selvatica e slow living per avere un’attività di successo.

Ho smantellato queste convinzioni proprio grazie alla formazione in LUNA Scuola di Coaching per l’Anima. Un percorso di studio che davvero è riuscito a trasformare ogni mio demone in mio migliore alleato.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

A chi desidera diventare coach consiglio di mettersi a nudo per sperimentare in prima persona le tecniche trasformative di coaching che andrà via via imparando.

Consiglio di vedere il percorso di formazione soprattutto come un viaggio alla scoperta di sé, come un processo di evoluzione personale prima ancora che professionale.

Valentina Vico Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Valentina in questi canali:
– Sito: valentinavico.it  
– Instagram: @valentina.vico  


Se anche a te piace aiutare gli altri e ti piacerebbe conoscere il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo utile quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.