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Illumina la tua vita usando i Tarocchi, con Manuela Angelini

31 Gennaio 2022
Illumina la tua vita usando i Tarocchi, con Manuela Angelini

Usare i Tarocchi non vuol dire prevedere il futuro; sono un mezzo molto potente per fare chiarezza nel nostro cuore.

I Tarocchi possono essere una guida interiore che ci faccia sentire sicure di noi stesse, delle nostre intuizioni e delle nostre scelte, sia nella vita privata sia nell’ambito lavorativo.

Un po’ come le carte d’ispirazione, anche i Tarocchi ci permettono di tirare fuori il nostro potenziale, conoscere e incanalare al meglio le nostre energie, a patto che siamo pronte a impegnarci per realizzare i nostri sogni e la vita che desideriamo.

È dunque fondamentale compiere quel primo passo verso la coscienza del fatto che siamo parte di un tutto, di un mondo molto più ampio di quello che vediamo, sentiamo o tocchiamo in cui ogni cosa è profondamente connessa all’altra, perché ogni cosa è pura energia.

In una recente intervista, ti abbiamo raccontato di come puoi usare Reiki per aiutare le donne a ritrovare l’equilibrio interiore, mentre in questo articolo ci focalizziamo sul coaching e la magia dei Tarocchi. Una magia che non ha niente a che fare con illusioni e trucchi, ma che riguarda noi stesse, il nostro intuito e il nostro potere personale.

Lo faremo con Manuela Angelini, Tarot Mentor e coach formatasi nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Manuela!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Manuela e mi occupo di tarocchi e consapevolezza.

Leggo e insegno i tarocchi a donne intelligenti, curiose e piene di talenti, che vogliono compiere un viaggio dentro sé stesse per comprendere blocchi e paure, riscoprire la loro magia, manifestare il loro potenziale e creare la vita che desiderano.

Nella vita ho una missione: tirare fuori i tarocchi dall’immaginario polveroso e pieno di superstizioni in cui sono stati relegati, ridar loro dignità e restituirli alle persone come mezzo per risvegliare l’intuito, connettersi alla propria saggezza interiore e come guida verso la realizzazione.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Nel mio lavoro come lettrice di tarocchi mi capitava spesso di provare una frustrazione: una volta fatta luce sulla questione, portata consapevolezza su blocchi e paure che impedivano alla consultante di uscire dalla sua impasse, sentivo che mancava qualcosa che potesse aiutare la consultante a passare davvero dalla consapevolezza all’azione. Cercavo quindi degli strumenti pratici e delle tecniche che potessero potenziare la lettura e accompagnare le mie clienti oltre la consapevolezza, verso la scoperta delle risorse e le azioni ispirate.

In realtà, poi, nel coaching ho trovato molto più di questo: non si tratta semplicemente di “strumenti” che si, sono utilissimi, ma ancora prima di lavoro su di sé, di ascolto, presenza e l’importanza di creare uno spazio sacro per la trasformazione: di diventare, in definitiva, una persona e una professionista migliore.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Non ho avuto resistenze particolari perché ero proprio in cerca di qualcosa che potesse colmare quel gap che avvertivo. Cercavo però qualcosa che fosse in linea con il mio sentire, il mio modo di essere e di lavorare e quello che trovavo non riusciva mai a stimolare le mie corde.

LUNA Scuola di Coaching per l’Anima, invece, con il suo approccio “olistico” che presta attenzione prima all’essere e poi al fare, in cui l’intuito è particolarmente valorizzato e in cui non si pone tutta l’attenzione alla performance, ma si accompagna verso azioni ispirate e in linea con chi siamo, e con i nostri desideri più autentici e profondi, mi ha convinta fin da subito. Infatti ero iscritta alla lista di attesa.

Di paure invece ce ne sono state e si sono manifestate più all’inizio del percorso che non prima: la paura di non essere capace, di sbagliare, di non essere efficace, di non riuscire a mettere in pratica ciò che apprendevo.

Come ho superato queste paure? È il percorso stesso che mi ha permesso di vederle, di capire che era umano provare tutto questo, ma anche che il coaching è un’altra cosa e non riguarda solo noi o la nostra efficacia e bravura, ma ha a che fare con l’energia, la presenza, l’essere lì per l’altro.

La cosa meravigliosa è che nel percorrere questo cammino con Anh, le stupende tutor e le meravigliose compagne di viaggio, hai la possibilità non solo di “capire” questo a livello concettuale ma di “esserlo”, di incarnarlo in un certo senso. Questo cambia davvero tutto.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Nel mio lavoro uso un approccio multidisciplinare – io lo chiamo la mia lanterna magica – che rappresenta un mix di coaching, Tarocchi, mentoring e un pizzico di magia (intesa, nel senso più alto del termine, come consapevolezza e allineamento alle proprie energie, potere creativo-trasformativo e responsabilità delle proprie azioni).

Lo strumento portante del mio lavoro sono i tarocchi, ma questo non significa che predico il futuro, ma, insieme alla cliente, andiamo ad esplorare desideri, blocchi, risorse e potenzialità che possano aprire una strada affinché sia lei a creare il suo futuro.

Si può partire da una lettura in chiave introspettiva, energetica ed evolutiva e, in base a ciò che emerge si può ragionare insieme alla cliente se c’è qualcosa di specifico su cui desidera lavorare per sciogliere la sua situazione, e lì entra in gioco il coaching. A volte, invece accade il contrario, si parte da una normale sessione di coaching e, se la cliente è interessata e la situazione si presta, si può esplorare la situazione in modo alternativo, attraverso i tarocchi. È molto affascinante, quasi magico.

Nell’ambito più specifico del coaching mi concentro molto sull’ascolto privo di giudizio, la fiducia, il contatto con le emozioni, le domande (una rivoluzione detto da chi, nel sentire comune dovrebbe solo “dare risposte”) attraverso cui creare nuove consapevolezze e diversi punti di vista, mettendo in discussione convinzioni e pensieri limitanti, gli archetipi, l’empowerment e le azioni ispirate. Poi in realtà molto dipende dal caso concreto, si vede di volta in volta cosa la situazione e l’intuito suggeriscono essere più adatto.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Come dicevo sopra, gli ostacoli che ho incontrato sono stati soprattutto interni, creati dalla mia mente, dalle mie convinzioni inconsce e dall’ego.

Fortunatamente ho trovato una scuola che, al di là delle nozioni (che pure ci sono e molto valide) mi ha permesso essere fruitrice di coaching in prima persona e quindi di poter lavorare direttamente su questi aspetti.

Ho trovato in LUNA moltissima attenzione al mindset del coach come professionista ed è stato fondamentale.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Sicuramente di dare ascolto e seguito a questo desiderio, poiché se qualcosa ci chiama, anche se sembra difficile, impegnativo o al di fuori della nostra portata, è importante darsi un’opportunità: potrebbero aprirsi scenari inaspettati. Di farlo però attraverso una formazione seria, di valore e, soprattutto, che sia in linea con le proprie corde.

Una volta trovato il percorso che fa per sé, il mio consiglio è di sperimentare, avere fiducia, essere disposti a lavorare in primo luogo su di sé per poter poi essere di supporto e aiuto agli altri.

Puoi trovare Manuela in questi canali:
– Sito: manuelaangelini.it         
– Facebook: Manuela a Tarot Reader  
– Instagram: @manuela.angelini_tarot  


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