Missione vs. auto-sacrificio: stai dando troppo come coach?

Sono sempre di più le persone che scelgono di diventare coach perché spinte da una missione di vita che le anima da dentro.

Eppure, se non si fa attenzione durante il percorso, nell'ambito del coaching è un attimo perdere di vista la propria missione e cadere nell'auto-sacrificio.

A cosa mi riferisco? In questa puntata di Shine scopri cosa intendo nello specifico e come comportarti per evitare che questo accada nella tua attività di coach.


Fare coaching: missione sì, auto-sacrificio no

Una missione di vita al servizio del mondo

Il coaching è uno strumento potente per portare trasformazione e aiutare le persone a crescere e a raggiungere i propri obiettivi. Non a caso molte donne si incamminano in questo percorso.

In particolare, c'è chi percepisce una forte chiamata interiore, un profondo senso di missione al servizio degli altri, o ancora una vocazione a portare cambiamento nel mondo.

Tuttavia, nel coaching, il rischio di confondere la propria missione con uno spirito di auto-sacrificio è alto. Soprattutto quando si è abituate a mettere in primo piano i bisogni degli altri, a discapito del proprio benessere.

La trappola? Cadere nel ruolo della salvatrice!

Può succedere, quindi, di ritrovarsi a vestire i panni della salvatrice, ovvero di colei che crede di valere solo nel momento in cui si sente utile a qualcuno o a qualcosa.

Il fatto che questo sia anche un valore sociale ben radicato nella nostra cultura di certo non aiuta. Ricordiamoci, però, che tu sei l'esempio che porti agli altri. Sei il cambiamento che vuoi portare nel mondo.

Dunque, it invito a riflettere su come stai vivendo la tua vita:

Nel frattempo, ti do appuntamento alla prossima puntata!


Se vuoi raggiungerci per parlare insieme della tua esperienza in questo campo, ti aspettiamo nel gruppo gratuito Shine su Facebook.

È ora un ambiente nuovo per splendide coach, facilitatrici di trasformazione, imprenditrici consapevoli e visionarie, co-creatrici di magie!

Se invece desideri fare del coaching il tuo mestiere o integrarlo nella tua attività, fai questo quiz lunare per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri.

Come scegliere la scuola di coaching giusta per te?

Come scegliere la scuola di coaching giusta per te?

Fammi indovinare: sei una persona intuitiva ed empatica, appassionata di crescita personale, che ama imparare nuove cose e aiutare le persone. Forse sei attratta da ciò che va oltre l’ordinario e vorresti conoscere degli strumenti concreti per creare una vita appagante e facilitare il cambiamento anche negli altri.

Se ti riconosci in queste affermazioni, non è un caso che tu sia atterrata qui. Magari hai scelto (o stai considerando l’idea) d'intraprendere la professione di coach, ma prima desideri trovare una scuola di coaching che non solo ti permetta di acquisire vere conoscenze, competenze e abilità, ma che sia anche in linea con te stessa e la tua Essenza.

Tra l’online e l’offline l’offerta formativa è sempre più vasta, perciò sarai contenta di sapere che in questo articolo veniamo in tuo soccorso. Ti aiutiamo a fare maggiore chiarezza su quali sono gli aspetti di cui tenere conto per prendere una decisione di questa importanza, così che tu possa finalmente scegliere, non una scuola di coaching qualunque, ma la scuola di coaching più giusta per te.


Gli aspetti formali contano (ma non sono tutto!)

Probabilmente l’hai già fatta la tua ricerca online e una lunga lista di criteri ti si è palesata davanti: la reputazione, la metodologia, i docenti, il programma, gli strumenti, la durata, il costo, i diplomi rilasciati e chi più ne ha più ne metta. Eppure, gli interrogativi sembrano non andarsene: Che strada prendere? Quale tipo di programma scegliere? A quale scuola affidarsi?

Sebbene siano tutti aspetti da considerare (perché è sempre bene non fare affidamento sul primo che passa e ancora meglio optare per un corso che ti permette di ottenere una certificazione accreditata), la scuola di coaching giusta per te non è quella che sulla carta sembra perfetta e soddisfa ogni requisito, ma è quella che arriva diretta alla tua Anima.

Imparare il coaching, infatti, non è solo una questione di testa, ma anche e soprattutto di cuore e di Anima. Perciò oltre agli aspetti più tecnici e formali, è importante andare oltre e scegliere un percorso di formazione in cui credere nel profondo. Solo in questo modo può realizzarsi la trasformazione personale e professionale che è necessaria per diventare coach.

La scuola che fa per te è allineata con ciò che SEI

La scuola di coaching giusta per te, quindi, è un po’ come quella persona nuova che incontri per caso e con cui scopri, con grande piacere, di avere un sacco di cose in comune. È una scuola che ha una filosofia di pensiero che risuona con te, ha una cultura a cui senti di appartenere e ha una Visione e una Missione che ti rispecchiano.

La Visione di un’impresa è come essa immagina il suo mondo ideale, è la proiezione futura di una realtà che rispecchia i suoi valori e le sue aspirazioni. La Missione è invece lo scopo della sua esistenza, è ciò la guida verso la direzione giusta. Quando identifichiamo questi aspetti (anche e soprattutto per noi stessi), possiamo vedere con chiarezza quello che vogliamo e scegliere solo ciò che è più giusto per noi.

Per cui non ti resta che immaginare il tipo di mondo in cui TU vorresti vivere. Che cosa vi accade? Quali sono le sue caratteristiche? E che cosa vorresti vedere realizzato attraverso il tuo contributo e gli strumenti che avrai imparato una volta concluso il corso per diventare coach? Come vedi cambiare la tua vita e quella delle altre persone?

I 5 valori chiave di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima

Come ogni anno, anche per LUNA Scuola di Coaching ho esplicitato la Visione e Missione, e non solo. Ho individuato anche i valori chiave della scuola, ovvero quello in cui noi tutte del team LUNA crediamo e che riteniamo fondamentale nel modo in cui viviamo e lavoriamo. Insomma, tutto ciò che ci motiva ad alzarci la mattina e fare in modo che il nostro sogno (e quello di tante altre donne) diventi realtà.

Quale sogno, ti starai chiedendo? Un mondo in cui le persone conoscono sé stesse, vivono in allineamento con la propria Anima, agiscono in sintonia con le forze Universali per manifestare la vita che desiderano, si sentono realizzate nel profondo, si relazionano in maniera autentica con gli altri, usano le proprie capacità per contribuire allo sviluppo interiore e alla consapevolezza degli altri e (ultimo ma non per importanza) si amano e si rispettano, senza timore di essere sé stesse e di far brillare la propria luce.

LUNA Scuola di Coaching aiuta le donne a diventare attivatrici di questa trasformazione, nonché coach professioniste che soddisfano i più alti standard del mondo del coaching e che uniscono in modo armonioso la dimensione dell’Essere e del Fare, in modo da integrare degli strumenti di crescita personale e sviluppo spirituale nella propria vita e diffonderli in quella di tante altre persone. Tutto questo seguendo appunto cinque principi di centrale importanza, quali:

1) Unicità e autenticità

Ognuna di noi ha una luce dentro, che merita di brillare. Questa luce sono i nostri doni, le nostre potenzialità, il nostro essere autentico, la nostra Essenza, la nostra Anima. Quando coltiviamo la nostra luce e lasciamo che brilli appieno, essa diventa ispirazione anche per gli altri.

2) Fiducia e abbondanza

Crediamo in un mindset pro-attivo e di fiducia. Là fuori ci sono abbastanza opportunità per tutti. Tutti possiamo "vincere" senza che nessuno debba perdere. Siamo fiduciose che l'Universo ci porti ciò di cui abbiamo bisogno e facciamo la nostra parte per diventare chi siamo per davvero.

3) Co-creazione e responsabilità

Noi siamo co-creatrici del nostro destino, noi abbiamo l'abilità di rispondere agli eventi esterni. Possiamo manifestare ciò di cui abbiamo bisogno, in pieno allineamento con le forze dell'Universo. E quando ci rendiamo conto che il nostro Ego sta per prendere il sopravvento, è proprio quello il momento in cui possiamo lasciare andare il controllo e affidarci ancora di più.

4) Accettazione e auto-compassione

C'è della bellezza in tutte noi, e ci accettiamo anche quando pensiamo di fallire, quando non riusciamo a fare ciò che vorremmo. Siamo esseri umani e donne, rispettiamo i nostri tempi e le nostre esigenze, rispettiamo noi stesse e ci prendiamo cura di noi nel senso più profondo del termine, coltiviamo l'amore e la compassione verso noi stesse. Avere dei momenti di scoramento è normalissimo e quando le emozioni "negative" si presentano, possiamo accoglierle per integrarle.

5) Crescita e consapevolezza

La nostra vita è il nostro primo insegnante, il nostro campo di pratica. Le difficoltà che incontriamo non accadono a noi, ma per noi. Ci aiutano a scoprire noi stesse e a crescere a livello personale e spirituale. È un percorso continuo, è il viaggio da vivere giorno dopo giorno. Quando coltiviamo noi stesse e la nostra energia, questa si riflette nel modo in cui noi ci sentiamo e nei risultati che otteniamo.


Questi valori rispecchiano quello in cui credi anche tu? Questa visione è allineata con quella della scuola che desideri frequentare? Se stai sentendo questa affinità, accedi ora (senza impegno) alla lista d’attesa, oppure divertiti a scoprire che tipo di coach saresti con il fantastico LUNA QUIZ.

Trasformare la propria vita con il coaching, con Milena Kok

Diventare coach è un percorso che non solo ti dà degli strumenti professionalizzanti, ma ti permette al contempo di accedere alle tue risorse, soprattutto in un momento della vita in cui hai bisogno di un cambiamento, ma pensi di non esserne in grado. Diventare coach è una scelta trasformativa e in questo articolo abbiamo cominciato a raccogliere testimonianze di chi lo ha fatto.

Se anche tu ti sei trovata in una situazione di stallo e tutto ciò ti sembra impossibile, continua a leggere le prossime righe, perché conoscerai un'altra magnifica donna che si è formata con noi. Lei è Milena Kok, Job e Life coach, che dalla sua esperienza ha capito come trasformare la sua vita con gli strumenti di coaching ed è grazie ad essi che oggi aiuta altre persone nel proprio cambiamento di vita.


Benvenuta Milena!

1. Ti va di raccontarci chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Milena e da alcuni anni sono una Job e Life coach. Sono olandese di nascita e vivo in Italia da più di dieci anni, prima a Milano e adesso nelle Marche. La mia passione per l’Italia nasce da quando da bambina ascoltavo la musica italiana e da grande ho deciso di studiare questa meravigliosa lingua e di trasferirmi in Italia per completare i miei studi e trovare un lavoro.

Ho lavorato per diversi anni in un’azienda multinazionale dove mi occupavo di marketing ma nel 2017 ho sentito il forte desiderio di cambiare rotta. Così ho iniziato a studiare il coaching e a certificarmi come Job e Life Coach. Ho scelto questa specializzazione perché sono fortemente convinta che la felicità (o infelicità) sul lavoro sia un aspetto molto importante nelle nostre vite. Troppo spesso ci sentiamo bloccati in un lavoro o un percorso professionale che non ci soddisfa, ma non sappiamo da dove iniziare per cambiare la situazione.

Nei miei percorsi individuali aiuto le mie coachee a fare chiarezza su ciò che è realmente importante per loro, quali sono i loro valori fondamentali e come potrebbero vivere una vita autentica al 100%. Credo che ogni persona sia diversa e che non esista una strada sbagliata, esiste soltanto la strada più giusta per lei. Trovare questa strada è solo l’inizio di un meraviglioso viaggio alla scoperta di sé stessa. È un viaggio impegnativo e a volte difficile da affrontare e il mio obiettivo come coach è proprio questo: accompagnare la coachee lungo il suo cammino e aiutarla a vederci più chiaro. È un lavoro estremamente appagante!

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Sono diventata coach dopo un lungo periodo di insoddisfazione professionale. Sulla carta avevo un lavoro prestigioso, ben pagato e con prospettive di carriera, ma in realtà mi sentivo sempre più stanca, stressata e insoddisfatta. Mi mancava qualcosa di importante nel mio lavoro, uno scopo che non fosse meramente economico. Ho fatto molta fatica ad ascoltare questa vocina che continuava a ripetermi che dovevo cambiare lavoro e ho rischiato di finire in un brutto burnout.

Quando ho finalmente aperto gli occhi e ho ammesso a me stessa che non c’era nulla di male nel lasciare il mio ruolo e il mondo frenetico delle multinazionali, sono finalmente riuscita a respirare di nuovo. Mi sono data del tempo per capire cosa volessi fare “da grande” e mi sono imbattuta nel magico mondo del coaching. Sin dall’inizio sentivo che avevo qualcosa da dare agli altri e che la mia esperienza potesse servire ad altre donne in cerca di una vita professionale più appagante.

In fondo, ci sono passata anch’io e so esattamente cosa vuole dire affrontare un cambiamento e lottare per ottenere la vita che si desidera. Quando ho iniziato a frequentare LUNA Scuola di coaching per l'Anima ho lavorato molto sugli aspetti femminili che fanno parte di me, ma che per tanto tempo avevo rinnegato, e adesso sento di avere dato luce ad una parte importante di me. Per questo motivo ho voluto continuare il mio lavoro come coach, integrando questo nuovo approccio nei miei percorsi individuali. Credo che il sostegno tra donne sia fondamentale e che il mio lavoro come coach possa aiutare tante altre donne nella loro vita professionale e non.

3. Quali sono i tuoi punti di forza come coach?

Il mio primo punto di forza è esattamente quello che ho descritto finora: la mia esperienza, sia come lavoratrice smarrita che come coachee e poi coach.

Avendo vissuto sulla mia pelle le difficoltà di una giovane donna in carriera che vuole cambiare il proprio percorso, nonostante i pregiudizi, le paure e la sensazione di sconforto, capisco perfettamente come si sentono le mie coachee. Il nostro lavoro occupa gran parte della nostra giornata e (volente o nolente) è diventato una parte importante della nostra vita.

Si potrebbe addirittura dire che è diventato un pezzettino di quello che siamo. Proprio per questo è importante che il nostro lavoro sia il più possibile in linea con i nostri valori, i desideri e lo stile di vita che fa per noi. Avere una visione dell’insieme è una mia capacità che ritengo particolarmente utile nella mia attività come coach.

Infine, direi che ho imparato la mia lezione e ho capito quanto è importante ascoltare sé stesse e il proprio corpo dando spazio a tutte le emozioni che sentiamo dentro di noi. Come coach cerco di stimolare le mie coachee ad ascoltarsi e di non avere paura delle emozioni.

4. In che modo ti piace aiutare le tue coachee?

Mi piace aiutare le coachee che si sentono bloccate e non sanno da che parte iniziare per cambiare le cose. Spesso hanno capito che qualcosa non va nella loro vita, ma non riescono ad individuare esattamente dove andare a porre rimedio. O, una cosa molto comune, sanno cosa non sta funzionando ma hanno paura di affrontare il problema e si sentono sopraffatte dalle decisioni da prendere.

Quando una coachee non ha ancora le idee molto chiare è il mio compito aiutarla con delle domande che aiutano a riflettere e a vedere la situazione sotto un’altra luce. Una volta che abbiamo chiarito dove sta il vero problema la soluzione spesso viene da sé.

Il momento in cui avviene il “click” nella mente della coachee è un momento speciale che ancora oggi mi mette i brividi. Credo che sia in assoluto la parte più bella del lavoro di una coach.

5. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglierei innanzitutto di fare un percorso di coaching come coachee. Credo sia molto utile ricoprire il ruolo di coachee per capire cosa si fa durante un percorso di coaching e per sperimentare tutte le sensazioni e le emozioni che affiorano. È un duro lavoro che però dà moltissima soddisfazione in termini di crescita personale, una tappa indispensabile nella formazione di una coach.

Poi consiglierei di dedicare del tempo (e del denaro) ad una formazione di alta qualità che fornisca degli strumenti pratici per iniziare a lavorare come coach. Bisogna studiare tanto, mettersi in gioco e fare esperienza dove possibile. A volta sembrerà un’impresa molto ardua, ma alla fine del percorso ne sarà valsa la pena. Se hai il sogno di diventare una coach ti consiglio infine di non mollare mai, con molto esercizio e una buona dose di coraggio ce la puoi fare!


Scoprire come trasformare la propria vita con il coaching è un percorso di consapevolezza davvero grandioso e Milena ci ha raccontato parte della sua storia. E tu, hai già capito cosa desideri per te stessa?

Milena Kok Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Milena in questi canali:
- Sito: www.milenakok.it
- Instagram: milenakokcoaching
- Facebook: milenakokcoaching

Se ti sei chiesta anche tu se il coaching con l'anima è la strada giusta per te, ma non ti sei ancora data una risposta, dai un’occhiata al percorso LUNA e fai il LUNA QUIZ!

Creare empowerment con il coaching, con Jessica Pellegrino

Creare empowerment con il coaching, con Jessica Pellegrino

Si parla tanto di coaching, ma per molti ancora non è chiaro il potenziale di una professione come questa. Ne abbiamo già parlato altre volte e in questo articolo ci siamo soffermate sui particolari del mestiere per fare chiarezza su chi sia un coach.

C’è ancora tanto da scoprire. E può capitare che nonostante tutto ci sia ancora confusione, soprattutto se stai pensando di diventare anche tu una coach professionista. Così, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con le magnifiche donne che sono diventate coach formandosi con noi: la prima coach che vogliamo presentarti è Jessica Pellegrino e lasciamo a lei la parola per raccontarti qualcosa in più di lei e del suo percorso.

In questo articolo esploriamo insieme le diverse sfaccettature del fare coaching, in altre parole come fare coaching con l'anima dal punto di vista di Jessica Pellegrino.


Benvenuta in questa intervista, Jessica!

1. Ti va di raccontarci chi sei e cosa fai?

Ciao a tutte e grazie per questa opportunità! Mi chiamo Jessica, sono una coach e mi occupo di immagine e crescita personale. Il mio lavoro è per me una missione. Infatti aiuto ogni giorno le donne a innamorarsi della persona più importante dell'Universo: sé stesse.

Lo faccio aiutandole ad accedere alla propria forza, capacità e abilità che grazie al coaching verranno potenziate per scoprire come realizzare i propri desideri, che in altri termini potremmo definire anche obiettivi. Insomma, le accompagno fuori da quella famosa zona di comfort di cui sentiamo tanto parlare, ma che non ci accorgiamo nemmeno di avere.

Penso di essere fortemente privilegiata a svolgere una professione simile. Per me è stata una magia e un vero divertimento metterlo in pratica su me stessa. Per questo vivo ogni giorno e ogni sessione con estrema meraviglia, ammirando le mie coachee mettersi in gioco come ho fatto io prima di loro.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

I problemi! Ok scherzo, cioè non proprio. In un certo senso credo che siano state le situazioni difficili nella mia vita a spingermi verso la ricerca di uno strumento di aiuto che facesse al caso mio. Credo che per ogni situazione ci sia sempre una soluzione. E spesso rivolgersi a un professionista può essere un valore aggiunto, più che altro perché quando ci siamo dentro non ci accorgiamo dei meccanismi che mettiamo in atto, soprattutto se prima non abbiamo già fatto un lavoro su noi stesse. Io mi sono rivolta nella vita a diversi professionisti a seconda delle mie necessità e ho sempre trovato l’aiuto di cui avevo bisogno.

Quando ho avviato il mio business mi sono rivolta a qualcuno che sapesse aiutarmi a diventare l’imprenditrice che volevo essere. Quando invece ho lavorato sulle mie relazioni mi sono rivolta a una psicologa. Mentre quando mi sono trovata a non sentirmi più autentica mi sono rivolta a una coach. Sono soltanto esempi, ma sono indice di situazioni in cui possiamo trovarci spesso nella vita. E capire anche attraverso l’esperienza e la ricerca a chi rivolgersi, è fondamentale. Io l’ho capito sperimentando, ma è stato approcciandomi al coaching che mi si è accesa una lampadina: io volevo aiutarle così le mie clienti!

Sono partita come personal shopper quasi per caso. E dico "quasi" perché non credo al caso o alle coincidenze. È successo tutto all’improvviso, ma quella circostanza che la vita mi ha regalato, mi ha permesso di riaprire gli occhi dopo tanto tempo e di avere finalmente uno scopo solo per me. Fin dall’inizio ho sempre avuto in chiaro chi volessi aiutare. Di donne che volevano imparare ad amarsi davvero ne è pieno il mondo e io volevo che ognuna di loro sapesse della mia esistenza e di come potevo aiutarle. Sentivo però che non era sufficiente, così ho approfondito le mie competenze acquisendone anche di nuove: sono diventata consulente d’immagine, ho studiato marketing, business, altri ambiti legati alla moda fino ad approdare alla crescita personale e infine al coaching.

Sono sempre stata amante di libri dedicati alla crescita personale, quindi qualche spunto l’ho sempre preso dal mio apprendimento personale. Quando però ho deciso finalmente di iniziare il mio primo master in coaching sono stata in grado di mettere in pratica cose che già facevo naturalmente. Ho capito solo allora di quanto fosse forte il richiamo. Io stessa ne avevo sperimentato i benefici del coaching e mi è stato fin da subito chiaro in che modo volevo inserirlo nel mio lavoro. Ho poi frequentato un secondo master con LUNA Scuola di Coaching per l’Anima e finalmente mi sono sentita completa, perché mi ha permesso di andare ancor più in profondità su me stessa e sulla mia professione.

3. Quali sono i tuoi punti di forza come coach?

Credo la sensibilità, l’accoglienza e la determinazione. In realtà mi verrebbero in mente altri aggettivi perché per me essere una coach mi apre a un mondo nuovo, fatto di così tanto valore da sentirmi profondamente grata verso me stessa e le opportunità che mi arrivano.

I punti di forza menzionati sono dei tratti che fanno parte di me da sempre. L’essere sensibile inizialmente lo vedevo come penalizzante, perché ho sempre avuto la tendenza di trattenere tutto, anche il pianto, e non mi permettevo di ascoltarmi davvero perché mi faceva sentire debole.

Quando ho poi sbloccato questa parte, ho realizzato di non poterla più contenere. Per cui mi preoccupava l’idea di non essere in grado di tenere per me quel mio lato sensibile di fronte a una cliente che potenzialmente poteva anche esprimersi con il pianto durante una sessione. Ho dovuto portare il mio focus sulla mia sensibilità e su tutto quegli aspetti che desideravo ottimizzare per essere una coach valida e attenta. Penso di esserci riuscita ma come in tutte le cose delle vita, siamo una continua evoluzione, perciò sono aperta a imparare altro di me, non mi stancherei mai di farlo.

4. In che modo ti piace aiutare le tue coachee?

Adoro offrire i miei strumenti nel modo in cui l’istinto mi dice di fare. Ogni anno preparo il mio planning ideando la mia visione su come vorrei sentirmi e vedermi nei prossimi mesi, quali evoluzioni vorrei avere e quali risorse offrire.

Partendo da questo penso a nuovi modi per proporre i miei strumenti. Di certo i percorsi personalizzati sono quelli più arricchenti per chi si rivolge a me, ma ti confesso che c’è un altro metodo di cui vado fiera e sta riscuotendo molto successo.

Ho creato una community tutta al femminile che ho chiamato Strong dove ho coinvolto professioniste di altri settori, dai temi life e business, per permettere alle donne che non hanno mai tempo e non si sono mai approcciate alla crescita personale, ma vogliono iniziare, di dedicarsi anche solo un quarto d’ora al giorno per acquisire piccoli strumenti e consapevolezze per amarsi un po’ di più. Nei prossimi mesi ho in mente altri progetti ma questo rimane uno strumento di inizio molto potente e arricchente.

5. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Consiglio di seguire la chiamata, perché quando il pensiero arriva e si sente la voglia di poter aiutare gli altri con strumenti concreti, allora è arrivato il momento di fare il grande salto.

Fa paura, ma è un emozione che fa parte della vita. E potrebbe essere quello che io definisco “un precedente” per screditare le tue paure tutte le volte che ti senti bloccata dall’agire. Nulla avviene mai per caso, perciò se sei arrivata fin qui è perché qualcosa ti sta chiamando. È in tuo potere scegliere se accettare o meno.


Intraprendere un percorso di coaching con l'anima è un viaggio meraviglioso e Jessica ci ha raccontato un pezzetto del cammino in cui l’abbiamo accompagnata. E tu, hai già sentito la chiamata?

Jessica Pellegrino Coach LUNA Scuola di Coaching

Puoi trovare Jessica in questi canali:
- Sito: www.jessicapellegrino.com
- Instagram: jessicapellegrino__
- Facebook: jessicapellegrinocoach
- YouTube: jessicapellegrino
- Podcast: jessicapellegrino

E in più, puoi scaricare i suoi regali QUI!

Se ti sei chiesta anche tu se il coaching con l'anima è la strada giusta per te, ma non ti sei ancora data una risposta, dai un’occhiata al percorso LUNA e fai il LUNA QUIZ!

Perché diventare coach? Le 5 ragioni più comuni

Anche tu hai accarezzato l’idea di diventare coach e ti stai chiedendo se sia la strada giusta per te? Oppure svolgi già una professione d’aiuto e il coaching ti affascina, e magari stai pensando di integrarlo nella tua attività.

Ad ogni modo, sono diverse le ragioni che portano le persone a intraprendere il meraviglioso percorso di trasformazione per diventare coach. Ti stupirà sapere, però, che alla fin fine tra una storia e l’altra ci sono più punti in comune di quello che sembra!

In questo articolo esploriamo insieme quali sono queste comunanze, in altre parole quali sono le cinque ragioni più diffuse per cui si diventa coach.


Le 5 ragioni più comuni per cui si diventa coach

1. La sensazione che ci sia qualcosa di più oltre all’ordinario, tutto ancora da scoprire

Dopo aver intrapreso un percorso “classico” di studio o lavoro, molte persone si ritrovano a domandarsi che cosa desiderano dalla propria vita e hanno la sensazione che ci sia molto di più da scoprire. È stato così anche per me!

Sin da giovane ero affascinata da tutto ciò che riguardava la crescita personale, la psicologia, l’educazione, nonché lo sviluppo cognitivo, emotivo e spirituale. Perciò, dopo essermi laureata in Informatica, ho conseguito una laurea specialistica in Scienze della Comunicazione e della Formazione, che mi ha portata poi a lavorare nell’ambito della crescita personale.

Il mio lavoro mi piaceva molto e, dopo anni di gavetta, avevo finalmente trovato un posto fisso con una buona retribuzione. La mia vita scorreva tranquilla e credevo di essermi infine "sistemata”. Finché... non sono andata in crisi!

Sentivo che c’era molto di più e che avrei potuto fare e dare molto di più, ma non sapevo nemmeno io cosa esattamente. Così ho rimesso in discussione tutto e ho iniziato a chiedermi chi ero e che cosa volessi veramente per la mia vita, e - come molti altri - ho trovato la mia risposta nel coaching.

2. Un momento di svolta o di crisi nella propria vita personale e/o professionale

Spesso è proprio grazie a momenti di svolta o di crisi che molte persone scoprono il proprio amore per il coaching e i suoi strumenti di trasformazione. 

Al tempo della mia crisi, io convivevo con il mio (ex) fidanzato, avevo un buon lavoro, tanti amici, una famiglia che mi voleva bene: non avevo nulla di cui lamentarmi, eppure dentro di me sentivo un vuoto crescente.

Nello stesso periodo, terminata la mia precedente relazione, ho conosciuto Simone, il mio attuale compagno, che tuttavia abitava a 12.000 chilometri di distanza, a Singapore. Abbiamo iniziato una relazione a (lunga) distanza e ho cominciato a valutare l’idea di trasferirmi all’estero, ma avevo una grandissima paura di lasciare tutte le mie certezze e di non trovare un nuovo lavoro, facendo il passo più lungo della gamba.

Grazie all’aiuto di una cross-cultural coach che ai tempi abitava a Gerusalemme, sono riuscita a fare chiarezza sui miei desideri, i miei valori, nonché le mie qualità e i miei punti di forza, raccogliendo pian piano il coraggio necessario per fare il grande salto e trasformare la mia vita.

3. La volontà di rimettersi in gioco, di intraprendere un profondo percorso di trasformazione, per sé stessi e per gli altri

Quando si decide di diventare coach, una cosa è certa: ci si sente chiamati a compiere un viaggio alla scoperta di sé, delle proprie capacità e della propria Missione verso gli altri.

Trasferitami a Singapore, mi ero subito informata sui percorsi per diventare coach e avevo frequentato un sacco di corsi per accrescere le mie conoscenze. Inoltre, partecipavo a incontri di donne imprenditrici, svolgevo attività di volontariato e via dicendo. Insomma, non me ne stavo di certo con le mani in mano: volevo reinventarmi a tutti i costi per crearmi la mia indipendenza, anche economica!

Purtroppo, nonostante tutta la buona volontà, ho incontrato moltissimi ostacoli di tipo burocratico. Ma è proprio in questa situazione difficile che ho tirato fuori tutta la mia determinazione, cominciando il mio bellissimo viaggio prima nel mondo del life coaching, poi del business coaching e ora del coaching dell’anima.

4. Un grande desiderio di fare del bene e di aiutare le altre persone

Questa è la ragione che ci si sente dire più spesso quando si chiede a qualcuno perché ha deciso di diventare coach: per assistere sempre più a quei momenti magici che hanno il sapore della svolta, in cui i clienti arrivano da te con problemi di vario genere e, dopo la sessione, se ne vanno via alleggeriti, sereni, con nuove consapevolezze e punti di vista, con piena fiducia in sé stessi e nel raggiungimento del loro obiettivo.

Io rimango estasiata ogni volta che mi trovo di fronte a scene di questo genere, perché vedo nella persona che ho davanti tutta la bellezza e l'immensità di ciò che ha dentro. E la forza e l'energia che irradia, e il coraggio di perseguire il suo cammino di vita sono davvero contagiosi!

Fortunatamente, il desiderio di fare del bene corrisponde alla Missione di molti, come anche alla mia, che è quella di aiutare le donne a conoscere sé stesse in profondità e a esprimere appieno il proprio potere interiore, affinché possano crearsi e vivere una vita in linea con la loro Anima e diventare a loro volta ispirazione per gli altri. Proprio come un’onda che si propaga e che man mano che tocca le persone attiva la luce che è dentro di loro, creando consapevolezza e trasformazione.

5. Il desiderio di vivere in maniera autentica e congruente, svolgendo un lavoro in linea con i propri valori

Il nostro lavoro è parte di noi e in quanto tale è importante che sia in linea con ciò che abbiamo dentro, con chi siamo per davvero. Pertanto, molte persone finiscono per scegliere la professione del coach una volta che si rendono conto di questa verità.

Se me l'avessero chiesto diversi anni fa, non avrei mai creduto che un giorno avrei svolto questo mestiere. Si è delineato pian piano, attraverso una serie di tentativi ed errori, ma soprattutto attraverso l’esperienza concreta che mi ha permesso di entrare sempre più in contatto con la mia essenza più profonda e di svolgere finalmente un lavoro che sento totalmente allineato a me.

Diventare coach per molti significa proprio andare oltre alle maschere indossate fino a quel momento, alla dimensione dell’Ego, a quello che crediamo di dover essere, alle risposte condizionate e ai meccanismi di reazione inconsapevoli, così da esprimere il proprio essere autentico, la propria luce interiore.


Alcune di queste ragioni risuonano anche con te? O hai una motivazione tutta tua che ti ha spinto/ti spinge a voler diventare coach? Oggi rispolvera un po’ il tuo Perché e - perché no? - mettilo per iscritto nelle tue storie di Instagram, menzionandoci (@anh.coach o @lunascuoladicoaching) affinché possiamo passare a salutarti.

Inoltre, qui trovi una risorsa gratuita che ti aiuterà a riappropriarti del tuo grande potenziale e a ritrovare la chiarezza necessaria per raggiungere ciò che desideri davvero, passo dopo passo.